A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Lady Gaga vuole chiamare il suo nuovo album ADELE
Se Vulture parla di «Trolling in the deep» riportando la decisione di Lady Gaga di intitolare il proprio nuovo album ADELE, certo non è una scelta casuale. Eppure al momento non si può ancora affermare se si tratti di uno scherzo o della verità. Era un normale martedì pomeriggio quando la popstar ha deciso di condividere con i suoi quasi 78 milioni di follower un tweet che rivelerebbe la scelta di chiamare il suo nuovo album con il nome della collega, fotografata insieme a Gaga nel backstage dei Grammy.
L’amicizia tra le due artiste ormai è cosa nota. Nel 2012 infatti, Gaga aveva rilasciato dichiarazioni di totale ammirazione nei confronti della cantante britannica, elogiandola per aver promosso per prima un senso di fiducia profonda nel proprio corpo tra le ragazze più giovani. «Adele è molto più grande di me ed è così meravigliosa. Perché nessuno ne parla tanto?», aveva detto.
I’m calling my next album ADELE.
— Lady Gaga (@ladygaga) October 1, 2019
Al momento Miss Germanotta non ha fornito alcun tipo di spiegazione circa la decisione, effettiva o meno, di rendere omaggio ad Adele con il nuovo lavoro, annunciato lo scorso aprile quando, stanca dei pettegolezzi circa una sua presunta gravidanza, aveva affermato di «essere incinta di un nuovo disco». Il sesto della sua carriera dopo Joanne, pubblicato nel 2016. Se vi chiedete, invece, cosa stia facendo Adele, pare abbia appena registrato una canzone con Beyoncé e si sia fidanzata con Skepta.
Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.