L'attacco di Trump a Leone XIV e la risposta – chiarissima – del Papa al Presidente sono l'inizio di un confronto tra imperatore e pontefice che non pensavamo possibile in questa epoca. Un confronto dal quale Trump difficilmente uscirà vincitore.
Lady Gaga canterà l’inno nazionale per l’insediamento di Joe Biden
Lady Gaga canterà l’inno nazionale per l’insediamento di Joe Biden il 20 gennaio. Il comitato inaugurale di Biden-Harris ha confermato a Variety che Gaga canterà “The Star Spangled Banner” per la cerimonia del giuramento sui gradini del Campidoglio. Quest’anno l’evento sarà senza pubblico, non solo a causa del Covid ma soprattutto per motivi di sicurezza dopo l’assalto a Capitol Hill. Alla cerimonia si esibiranno anche Jennifer Lopez, Andrea Hall, un vigile del fuoco guiderà il giuramento, la poetessa Amanda Gorman reciterà una poesia, un’invocazione sarà pronunciata da Padre Leo O’Donovan mentre Reverendo Dr. Silvester Beaman darà la benedizione (entrambi amici di lunga data della famiglia Biden). Oltre alla cerimonia del giuramento, il 20 gennaio è prevista una parata virtuale e altri eventi in live streaming. In prima serata ci sarà uno speciale condotto da Tom Hanks.
Non è la prima volta che Gaga canta l’inno nazionale: nel 2016 si era esibita durante l’apertura del Super Bowl, celebrandone il cinquantesimo anniversario (esperienza raccontata nel documentario Netflix del 2017 Gaga: Five Foot Two). Una performance da brividi che ricevette una valanga di elogi. Ma questa volta l’emozione sarà ancora più intensa: Lady Gaga, infatti, ha tifato pubblicamente per Biden e Kamala Harris fin dall’inizio della campagna elettorale. Il 2 novembre, alla vigilia del voto, aveva accompagnato il candidato democratico a Pittsburgh esortando a votare per lui: «È una brava persona», aveva assicurato, descrivendo Trump come uno «convinto che l’essere famoso gli dà il diritto di toccare le vostre madri, mogli, figlie o sorelle in qualsiasi parte del corpo».
L'ultimo, delirante attacco di Trump a Papa Leone XIV è solo il capitolo finale di una crisi che va avanti da tempo, tra minacce velate e inviti ignorati.
È stato l'ultimo a incontrare Papa Francesco prima che morisse. Era lì mentre naufragava la trattativa tra Usa e Iran. Ed era stato anche in Ungheria a fare un comizio per Orbán. Sono tre indizi, cioè una prova.
La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.