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In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.
C’è un’app per inviare messaggi che viaggiano alla velocità di un piccione viaggiatore Si chiama Roost e si presenta come un servizio di messaggistica "anti istantanea" per riscoprire il piacere (e la frustrazione) dell'attesa.
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.

La vita in un quadro di Hopper

È Shirley – Visions of reality, che attraverso l'animazione dei dipinti del pittore statunitense mostra la vita della protagonista in movimento. Un film vero e proprio, ma che parte dalla tela.

20 Gennaio 2014

Edward Hopper, vedi alla voce: pittori più inflazionati di tutti i tempi. Quelli che finiscono – insieme alle ninfee, ai girasoli, agli angioletti già grandi protagonisti delle magliette di Fiorucci – sulle agendine per adolescenti con velleità culturali, nelle cornici esposte in pizzeria sopra il buffet degli antipasti, sulle copertine di classici della letteratura a 0,99 euri. Poi vedi Shirley –Visions of reality e la prospettiva cambia. Perché Hopper non è inflazionato: è lui stesso che ha inflazionato una realtà che già esisteva, e che qualcuno ha sempre abitato.

Shirley è uno dei gioielli del Trieste Film Festival in corso fino a mercoledì 22, titolo ospitato nella sezione curata in collaborazione con Sky Arte, Trieste ArtHouse (il pubblico lo vedrà lunedì 20 alle 20:30 al Teatro Miela). Parte dall’arte per distruggerla, o forse comincia dalla sua stessa distruzione per crearne di nuova. Visioni del reale: perché Shirley, fotografata in tredici quadri della sua vita di attrice mancata, moglie delusa, donna in cerca d’emancipazione, proprio dentro ai quadri di Hopper vive, ora a New York ora in gita al faro di Cape Cod, fino a Parigi, tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, viaggiando tra storie e Storia con uno sfondo che resta immutato, sempre uguale. Come una tela di Hopper, appunto, che sia un ufficio di Madison Avenue o il famoso (inflazionato) notturno al bancone del bar. È l’intuizione del bravo regista Gustav Deutsch, austriaco a dispetto del nome, far prendere vita a quadri che altrimenti sarebbero rimasti su quelle agendine per adolescenti.

Tutto, alla Trieste ArtHouse, sembra voler essere distrutto. Vedi pure l’illustre e folle videoartista tedesco Ulay del Progetto cancro, che autoinstalla se stesso e il suo corpo in un viaggio che va dal calvario della chemioterapia al saluto degli amici.

Visioni della realtà, a dispetto dell’arte fine a se stessa, insegna un festival di confine che mette insieme pezzi di paesi diversi, la Mitteleuropa che vedi anche sulle facciate dei palazzi e i sapori della vicina terra slava, come il malbec che ti servono a cena.

Poi esci dal cinema, fai due passi fino in Piazza Unità d’Italia, quella che ha uno dei quattro lati fatto di mare e di bora, le pozzanghere che riflettono i lampioni, e l’ombrello che tira. E t’immagini improvvisamente dentro un quadro di Jack Vettriano, vedi alla solita voce: pittori più inflazionati di tutti i tempi. Suggerimento per visioni del reale future, perché no. Dopotutto, sarebbe un altro film inflazionatissimo, bellissimo.

Nell’immagine, una scena del film

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