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07:33 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

La settimana del Guardian a difesa del libero Internet

16 Aprile 2012

“Battle for the Internet” può sembrare un titolo azzardato per lo speciale del Guardian, cominciato ieri e che durerà tutta questa settimana, sullo stato del web mondiale e le minacce alla sua libertà. Un progetto multimediale che si è guadagnato una sezione apposita del notissimo sito del quotidiano inglese, inaugurata ieri con un’esclusiva e scoppiettante intervista al 38enne co-fondatore di Google, Sergey Brin. Nella chiacchierata, il giovane miliardario ha prima messo in guardia il mondo intero dalla «combinazione di governi che cercano sempre più di controllare le comunicazioni e i dati dei loro cittadini, l’industria dello spettacolo che tenta di sconfiggere la pirateria e l’aumento di restrittivi walled garden come Facebook e Apple»; e poi ha approfondito la questione-social network, prendendosela col gigante fondato da Mark Zuckerberg, colpevole di “dominare” il web, e con Apple e le sue app le cui informazioni non sono “ricercabili” dal motore di ricerca per eccellenza.

Un attacco, quello di Brin, che non ha mancato di far discutere, visto che Google+ è un progetto nato per conquistare una fetta di mercato social dominato da Facebook, e tra Android e la Mela è ormai guerra aperta (“guerra termonucleare”, diceva Steve Jobs).

La “Battaglia per Internet” del Guardian prosegue oggi con un grafico interattivo sullo stato di libertà del web, nazione per nazione (qui maggiori informazioni) e un’inchiesta sulla cyberguerra tra Cina e Usa. Proseguirà poi con uno sguardo alla “militarizzazione dello cyberspazio”, la fine della privacy e le forme di resistenza digitali. Da tenere d’occhio, insomma.

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