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17:47 martedì 10 marzo 2026
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.

Secondo Elon Musk la realtà è un videogioco alieno

03 Giugno 2016

L’uomo di Tesla e SpaceX Elon Musk non è nuovo a dichiarazioni, teorizzazioni e annunci sopra le righe: da anni sostiene che i tempi sono maturi per dare il via alla colonizzazione umana di Marte. Alla Code Conference organizzata da Re/code a Rancho Palos Verdes (California) in questi giorni, Musk ha ribadito questa prospettiva, aggiungendo però altre riflessioni che gli sono valse titoli sui principali media internazionali:l’imprenditore sudafricano-americano ha ipotizzato che quella che chiamiamo realtà è quasi sicuramente una simulazione simile a un videogioco progettata da una qualche avanzatissima civiltà aliena.

L’argomento portato da Musk ha a che fare con lo sviluppo dei nostri videogiochi: se quarant’anni fa l’intrattenimento videoludico significava titoli come Pong e Space Invaders, oggi abbiamo Uncharted 4 e una grafica in tre dimensioni fotorealistica. Ed è possibile, per non dire ipotizzabile, che nel futuro lo sviluppo di tecnologie come quelle della realtà aumentata e della realtà virtuale contribuisca ad assottigliare lo scarto tra ciò che è “vero” e ciò che è artificiale.

US-IT-GEAR

«Se supponiamo un qualche grado di miglioramento, allora i giochi diventeranno indistinguibili dalla realtà. Immaginiamo di trovarci fra diecimila anni, il che è nulla sulla scala evolutiva…», ha detto Musk al pubblico dell’incontro aggiungendo: «Dato che chiaramente ci troviamo su una traiettoria che ci porta ad avere videogame indistinguibili dalla realtà, la conseguenza sembra essere che la probabilità di trovarci noi stessi in una realtà “originale” è di una su miliardi».

La prospettiva di un mondo sviluppatosi in un software alieno andrebbe però accolta con favore, secondo Musk, dato che «se la civiltà smette di progredire, potrebbe essere a causa di una calamità che la spazza via. Per cui forse dovremmo sperare di trovarci in una simulazione, perché altrimenti dovremo creare simulazioni indistinguibili dalla realtà o la civiltà smetterà di esistere», per usare le parole del visionario fondatore di SpaceX, che fa riferimento a un celebre esperimento concettuale del filosofo svedese Nick Bostrom, “Stai vivendo in una simulazione computerizzata?” (risalente al 2003 e pubblicato sul Philosophical Journal, il paper si può leggere qui).

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