Hype ↓
13:52 giovedì 2 aprile 2026
Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.
Ci sono diversi indizi che fanno pensare che gli Strokes stiano per far uscire nuova musica Criptici messaggi pubblicati su Instagram e su un nuovo sito hanno mandato in visibilio i fan. C'è chi scommette già su un singolo in uscita domani.
Un bambino di sette anni ha disegnato la mascotte che gli astronauti di Artemis II stanno portando con loro verso la Luna Si chiama Rise (la mascotte, non il bambino) ed è stata selezionata in un concorso a cui hanno partecipato 2600 bambini da 50 Paesi del mondo.
Paul McCartney è stato bannato da Reddit per aver postato le foto del suo concerto nel suo subreddit con il suo profilo Non è chiaro perché è successo, però. A quanto pare, McCartney non ha violato nessuna linea guida della piattaforma. Ma è stato bannato lo stesso.
Jacquemus sta finanziando il restauro della Fontana del Bagno delle Ninfe di Versailles Si tratta di una fontana XVII secolo il cui restauro richiederà un anno di lavori. Il designer torna così nella reggia francese, dove aveva già ambientato due sue sfilate.
L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.

La narrazione esotica italiana all’estero

Analisi del successo de La grande bellezza e dei libri di Elena Ferrante, fuori dai nostri confini. Un successo che passa per il racconto di Napoli, di un passato rimpianto, di un sentire ultraterreno.

21 Gennaio 2014

1. Lussuriosamente, seducentemente, sorprendentemente cinematico / un tumulto di immaginazione lussureggiante che mischia passato e presente, sacro e profano, sgargiante e grottesco / sontuoso e auto-indulgente / in equilibrio tra satira pungente e malinconia / un tumultuoso banchetto visivo…

2. Intensamente, violentemente personale/ nel suo essere profondamente controllato, un romanzo atrocemente asciutto / di un’onesta emotiva e carnale così potente / a volte lirico, a volte brutale…

Avete appena letto una sintetica raccolta di giudizi e di definizioni sparse pronunciate dai critici americani su due opere italiane che tra la fine del 2013 e questo inizio di 2014 hanno, come si dice, fatto fortuna in America in un modo abbastanza insolito per i tempi magri che corrono. Al punto 1 un collage di frasi da recensioni uscite per La grande bellezza; al punto 2 si parla, invece, dei Giorni dell’abbandono di Elena Ferrante. A parte il fatto che si tratta rispettivamente di un film e di un romanzo, le definizioni danno la dimensione di due stili sostanzialmente opposti: da un lato il barocco, grottesco, lussureggiante Sorrentino; dall’altro l’asciutta, violenta, passionale, intensa Ferrante. E viene da dire: la tradizione del mettere (Fellini, Manganelli, Arbasino, Gadda) contro la tradizione del levare (Pavese, Parise, Antonioni, Moravia).

Un rapido giro sui giornali e riviste in Rete consente di scoprire che: a) Golden Globe a parte, il film di Sorrentino è stato accolto in America molto meglio di com’è stato mediamente giudicato in Italia; b) Elena Ferrante, una scrittrice considerata in Italia magari brava, non direi grande (di sicuro è una scrittrice apprezzata che vende, ma non una scrittrice al centro delle attenzioni critiche), è inclusa in molte liste americane di migliori libri del 2013 ed è stata recensita dal New York Times e soprattutto dal New Yorker, nella persona di James Wood, con elogi sperticati.

Sarebbe interessante riuscire a calcolare il bias, la distorsione nella valutazione, nel confronto tra come una data opera viene letta o guardata nel Paese d’origine e altrove. Non c’è ombra di dubbio che da italiani guardiamo Sorrentino e leggiamo la Ferrante in un modo diverso rispetto agli americani o ai francesi, così come guardiamo un film o leggiamo un romanzo americano o francese senza il retroterra, composto indistinguibilmente da conoscenza delle cose e pregiudizi, che solo un americano o un francese possono avere. Ma allora qual è il modo più giusto, più puro? Lo dico perché mi sono chiesto, di fronte a questo successo, che è soprattutto critico, ma anche in parte commerciale – circa un milione di dollari d’incassi fino a questo momento per The Great Beauty, venticinquemila copie vendute solo per The Days of Abandonment, senza dunque considerare gli altri libri tradotti di Elena Ferrante, alcuni dei quali si attestano intorno alle stesse cifre, il che non è un risultato da poco considerata l’allergia degli americani per la letteratura straniera – quanto queste due opere siano effettivamente universali e quanto, invece, piacciano per ragioni di esotismo – l’Italia è l’Occidente esotico per eccellenza – e di conseguenza quale immagine del nostro Paese venga rappresentata.

Da una parte, si diceva, uno stile barocco e dall’altra quello che potremmo definire un minimalismo romanico (austero, rigoroso, spoglio). Da una parte la vicenda individuale che si trasforma in grande satira sociale, dall’altra la vicenda individuale che rimane chiusa, soffocata tra le mura di casa. Da una parte la Roma chiassosa ed esagerata, dall’altra la Torino silenziosa e solitaria. Da una parte i preti e i vip, dall’altra gli anonimi professionisti e i mediocri vicini di casa. Nulla sembrano avere in comune le due narrazioni, se non il fatto di avere come protagonisti due napoletani sradicati: Jep Gambardella (giornalista mondano, autore in giovane età di un romanzo di culto, intuitivamente modellato sulla figura di Raffaele La Capria) e Olga (casalinga emigrata a Torino per seguire il marito, aspirante scrittrice, madre di due figli, abbandonata). Altra importante cosa in comune, però, è che due napoletani sradicati, volendo tenere fede alla biografia non è dato sapere quanto veritiera della scrittrice fantasma, sono anche gli autori: Paolo Sorrentino napoletano di stanza a Roma e Elena Ferrante, napoletana auto-esiliata in giovane età, girovaga tra isole greche e Italia settentrionale.

Dunque, anche se in modi molto diversi, sia Sorrentino che Ferrante trasferiscono la loro condizione su Jep e Olga dotandoli di uno sguardo sul contesto che è inevitabilmente straniato o di chi non è completamente dentro le cose. Stiamo parlando, è bene dirlo, di due cose uscite a più di dieci anni di distanza, che non hanno, lo ripeto, nessun legame evidente, nessuna parentela stilistica. Persino l’elemento esotico, diciamo folcloristico, è presente nella Grande bellezza, mentre è completamente assente nell’altro. E però: sentirsi ospiti, vedere le cose senza appannamenti affettivi, come se ci fosse la giusta distanza, con lucidità non è forse il modo più efficace per guardare l’Italia di oggi? Forse è un modo che rende per uno straniero l’Italia più comprensibile?

Più ci penso, più le somiglianze tra queste due storie italiane di successo aumentano… Due storie sulla lucidità, sul prendere consapevolezza… E c’è di più se si considera che in entrambi i casi Napoli custodisce un passato che rappresenta, e questa non può essere una coincidenza, la vita nella sua pienezza, mentre il tempo in cui tutte e due le storie si svolgono ha sembianze purgatoriali, ultraterrene. Per Jep Gambardella i ricordi di gioventù – il primo amore ambientato su un’isola che fa pensare a Capri – sembrano l’unico motivo che può restituire significato a un’intera esistenza (la “bella giornata” lacapriana, per chi avesse letto Ferito a morte, c’entra sicuramente qualcosa). Per Olga, l’infanzia napoletana rappresenta una specie di scuola di vita inconscia, e intensaviolentapassionale, da cui trarre insegnamenti per il presente. Napoli come simbolo di un passato da vagheggiare, rimpiangere, riportare in vita. Napoli come teatro dei fantasmi.

Se sono similitudini che hanno senso, la visione di questi panorami italiani così apprezzata negli Stati Uniti ha qualcosa delle esperienze pre-morte. D’altra parte il fatto che una città sostanzialmente morta come Napoli (se pensate che sia un’affermazione pesante, controllate gli indici di produttività o i flussi migratori delle classi medie, per esempio) sia continuamente protagonista per un verso o per l’altro della rappresentazione del Paese (pensare anche al successo globale diGomorra) qualcosa sullo stato del nostro elettrocardiogramma dovrà pur dirla.

Articoli Suggeriti
Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione

La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.

Ci sono diversi indizi che fanno pensare che gli Strokes stiano per far uscire nuova musica

Criptici messaggi pubblicati su Instagram e su un nuovo sito hanno mandato in visibilio i fan. C'è chi scommette già su un singolo in uscita domani.

Leggi anche ↓
Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione

La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.

Ci sono diversi indizi che fanno pensare che gli Strokes stiano per far uscire nuova musica

Criptici messaggi pubblicati su Instagram e su un nuovo sito hanno mandato in visibilio i fan. C'è chi scommette già su un singolo in uscita domani.

Radio, televisori, fabbriche, paesaggi, monumenti: Ennio Brion trasformava in cultura tutto ciò che toccava

A 86 anni è morto l'imprenditore italiano che più di tutti ha contribuito ad assottigliare il confine tra design e arte. E che decise di affidarsi a Carlo Scarpa per realizzare un'idea folle: costruire un cimitero che fosse anche un giardino per i vivi, il Memoriale Brion.

L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello

Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.

Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo

Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.

Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid

L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.