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18:48 mercoledì 4 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

La bolla dello yoga

31 Gennaio 2012

L'andamento dell'azienda negli ultimi anni

Lululemon è un marchio d’abbigliamento specializzato in completi da yoga e per la palestra. Non è particolarmente noto – a meno che non siate patiti del settore – eppure il Financial Times lo ha recentemente definito “la più grande azienda di cui non avete mai sentito parlare” e qualche analista pensa sia una bolla pronta ad esplodere. Ecco perché.

La capitalizzazione di mercato di Lululemon è attualmente di 10 miliardi di dollari. L’ultimo trimestre è andato alla grande e i suoi prodotti, costosi e quotati. Tanto da essere spesso preferiti a quelli Nike, gigante del mercato sportivo, la cui capitalizzazione è di 46 miliardi di dollari. Dati che non fanno che confermare l’eccezionalità del marchio semi-sconosciuto, che pure essendo impegnato in settori di nicchia ed élite, ha un successo enorme, degno di una multinazionale.

Che è successo? Negli ultimi mesi le azioni di Lululemon sono più che raddoppiate di valore, dai 30 dollari ad azione a 70 dollari. Il pericolo “bolla” finanziaria è concreto, anche se c’è chi sostiene che il boom della società sia legato ai suoi vestiti, in grado – si dice – di modellare il corpo femminile in modo unico. Soprattutto il didietro.

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