Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
Il dissing tra Kendrick Lamar e Drake non è finito, dice Drake
Per quanto ancora andrà avanti il beef tra Kendrick Lamar e Drake? A quanto pare ancora per un pezzo, forse perché non è mai finito davvero. Lamar ha infierito durante l’halftime show del Super Bowl, ricordando a tutta l’America e un bel pezzo di mondo che Drake è “Not Like Us”. Drake è stato quasi costretto a rispondere, a ricordarci che «non è morto».
Parole sue, non nostre: durante un concerto a Melbourne, Drake ha cantato una versione rivista e corretta di “Knife Talk”: «Beef is live, spoiler alert, I never died» al posto di «Beef is live, spoiler alert, this n***a dies». Stanno girando dei video sui social in cui si vede Drake sfoggiare un nuovo outfit, sempre in uno dei concerti del tour australiano in cui è attualmente impegnato: indossa una felpa col cappuccio piena di buchi che sembrano proprio dei fori di proiettile, da questi buchi esce del fumo. I fan, ma anche gli hater, hanno dato tutti la stessa interpretazione: non sono morto, anche se ci sono andato vicino.
“Beef is live, spoiler alert, I never died.” ?
— Drake in Melbourne pic.twitter.com/ijmcCGKmwz
— NFR Podcast (@nfr_podcast) February 10, 2025
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
Analogico, passatista, efficace, molto ben fatto e un po' trombone: la Berlinale l’ha dominata chi ha tentato di dimostrare che si stava meglio quando si stava peggio e che i giovani di oggi sono la peggiore generazione di sempre.
In Spagna è stato uno dei film più visti e premiati del 2025, nonostante sia un film di genere che racconta una pagina di storia traumatica come quella del terrorismo indipendentista basco. Del film, del suo successo e del suo messaggio abbiamo parlato con la regista Arantxa Echevarria.