Hype ↓
11:19 sabato 14 marzo 2026
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.

Katja Petrowskaja racconta le storie delle foto trovate per caso

La foto mi guardava, il nuovo libro dell'autrice tedesca-ucraina, è una raccolta di racconti dietro certi scatti trouvée: archivi di famiglia, Polaroid, o immagini più famose.

31 Luglio 2024

Per un gioco di specchi ci sono dei libri che ti guardano. Dalla loro copertina ti osservano e sembrano chiamarti. Sommessamente o ad alta voce. Ognuno poi risponde alle sollecitazioni che sono sue proprie. Debolezze, somiglianze, aspirazioni che spesso conducono a scelte sia di rifiuto o customizzazione che culturali. Ricordo, ad esempio, di essermi messo all’ansiosa ricerca della prima edizione Einaudi di Nemico, amico, amante di Alice Munro (poi trovata su Maremagnum) sulla cui cover campeggiava una foto per me molto attrattiva, sostituita poi nella versione tascabile. Era diventato discriminante il contenitore a dispetto del contenuto? Sì.

Apprezzerete, spero, la mia onestà estetica, ma spesso il packaging è mezzo libro e addirittura mezza premessa d’acquisto e non ci cascano solo i lettori deboli, anzi. Viviamo in un’epoca in cui la visione, immagine e correlato conseguente immaginario, si sono messi in testa a tutti i sensi. Siamo quello che vediamo. O, meglio, siamo il modo in cui vorremmo vederci o, più ancora, essere visti. Tornando all’editoria, chi si destreggia con sapienza tra l’arte della confezione e delle copertine – ti vendo il libro che so che tu vuoi che ti rappresenti anche esternamente (e se forma e contenuto si autocitano e rafforzano non è senz’altro secondario o ininfluente) – è senz’ombra di dubbio Adelphi (seguono Sellerio e Iperborea e, più recentemente, NN, Utopia, Blackie, Settecolori).
Il libro di Katja Petrowskaja, recentemente uscito per l’editore milanese, La foto mi guardava, nella traduzione di Ada Vigliani, non fa difetto e ci porta a bomba sul tema dell’immagine. Essendo non tanto un libro di ecfrasi ma un’ecfrasi in sé. Ovvero, se sono ecfrasi i libri che contengono immagini raccontate a parole, qui i testi raccontano delle immagini scelte in un rapporto uno a uno che quasi rende il testo didascalia.

Nel caso del libro della scrittrice, ucraina d’origine ma tedesca di lingua, si tratta di foto trouvée in senso stretto o quasi (molte sono frutto di commerci che avvengono nel mercato delle pulci berlinese di Mauerpark, di cui l’autrice racconta: «Ammucchiati in disordine ci sono interi archivi di famiglia, fogli sciolti o radunati in raccoglitori, che per ignoti motivi i loro legittimi eredi hanno perduto»), o in senso lato (vedi le Polaroid di Berlino) o effetto di una ricerca che non ne toglie la serendipità, come la seconda foto del libro che mi colpisce più di altre. Questa mostra in una posa seduta, stile foto di famiglia, due signori azzimati e anziani e allegri e il loro nipote – o forse è un figlio? – seduti al fianco una ragazza più grande di quest’ultimo, nuda. L’unica a non guardare l’obbiettivo, e quindi noi, ha un’aria avulsa come fosse marziana («Ha un aspetto così innocente perché è fedele alla sua trasognatezza?») e insieme incantata. Il giovane fotografo Lázló Török per questa foto aveva vinto nel 1973 il concorso World Press Photo. Incuriosito, cerco un po’ in giro e scopro che Török aveva 25 anni all’epoca, e nel presentare l’immagine che rivela essere prodotta nella casa in cui viveva con i suoi usando modelli e con la tecnica del dagherrotipo scriveva: «Sono molto interessato alle relazioni umane, alla posizione e al ruolo dei miei coetanei […] In questa immagine ho voluto richiamare l’attenzione sui diversi modi di pensare alle generazioni». Il segreto della fotografia non è la verità, scrive dal canto suo nel libro l’autrice, ma la concepibilità. E sulla concepibilità mi sono interrogato. Ho immaginato che l’autore-fotografo volesse parteciparci l’emozione felice dei due vecchi di aver portato il rampollo all’iniziazione pagata dell’uscita dalla pubertà. Quale altro set paradossale poteva aver messo in piedi, altrimenti?

Sono catturato anche da altre foto – la babuska volante del Caucaso, la Venere dorata scampata a qualche naufragio di migranti – e che bello ritrovare la mia amata Francesca Woodman e la sua Leda e il cigno – Petrowskaja si interroga sull’assonanza tedesca Leda e Leben. Mi appassiona la storia dei libri-film, i flipbook dei vagabondaggi di Volker Gerling, e il Catalogo dei Gesti della francese Natacha Nisic, la Wunderkammer di Ruth e Peter Herzog, una delle più grandi collezioni fotografiche private esistenti al mondo.

Uno dei racconti più belli è autobiografico e come in un film di Antonioni prova a capire se l’autrice sia l’opera riuscita di una sevizia calligrafica. Vittima della “destrorsità”. Lo scatto privato la ritrae in braccia al papà ma nel “blow up” dell’osservazione ripetuta e attenta emerge la verità: non era mancina, né vittima dell’anatema della cosiddetta “mano del diavolo” da correggere ed emendare. La scrittrice ci rimane quasi male della mancata vessazione.
Un aereo bianco giace nella neve dell’ex-URSS (la foto è tratta dal volume di Danila Tkachenko, Restricted Areas. Relitti di un’utopia), e la scrittrice annota: «Nel mondo di queste foto regna il silenzio postumo. È arrivata l’èra glaciale. Il bianco conserva gli oggetti per l’eternità. E gli oggetti diventano l’idea di se stessi, pura essenza, come se la loro esistenza fosse indelebile».

Ma eccoci arrivati alla fine – per paradosso alla copertina del libro (una foto di Maya Deren, fotogramma di un cortometraggio sul suo valore sorgivo come regista), al suo occhiolino strizzato al me lettore o acquirente – la lunga dida s’intitola “Esorcista nel tempo”. Inizio a leggere: «Una donna è alla finestra. Nella sua stanza. È sprofondata in se stessa. D’una bellezza magica. Attende il futuro, ricorda il passato? Gli occhi sono puntati su qualcosa, tranquilli e un po’ diffidenti. Le mani toccano il vetro – un confine nettamente percepibile, che appare tuttavia confuso e fragile. Il mondo trema sotto la punta delle sue dita. Intorno a lei si produce un movimento leggermente increspato, come se la donna toccasse l’acqua, non il vetro. Il mondo esterno si fonde con il suo mondo interiore». Ecco perché le copertine dei libri ci catturano: sono l’anticipazione di un racconto e racconto in sé. Una premessa-promessa irresistibile. Certo, tradirla sarebbe un problema.

Articoli Suggeriti
Leggi anche ↓
L’arte di Jonathan Lyndon Chase celebra la quotidianità dell’amore queer

Nella sua prima personale milanese da Giò Marconi, l'artista esplora l’erotismo, la vulnerabilità e la quiete di vite che abitano la città e se stesse.

Non aspettate che vinca l’Oscar per recuperare L’agente segreto

Il film di Kleber Mendonça Filho, che ha già trionfato a Cannes e ai Golden Globe, è candidato a quattro Oscar. Ma a prescindere dai premi vinti, merita di essere visto per il modo in cui tratta uno dei temi più delicati e fondamentali che ci siano: la memoria storica.

Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI

La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.

I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini

È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.

I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi

Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.

È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo

Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.