A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Kanye West ha cambiato nome un’altra volta, adesso non si chiama più Ye ma Ye Ye
Come in tutte le cose che lo riguardano, nessuno ha la più pallida idea del perché lo abbia fatto.
Kanye West ci ha ripensato: da oggi lo dovremo chiamare Ye Ye, almeno stando ad alcuni documenti ufficiali ottenuti da Page Six in cui il cantante si sarebbe fatto registrare con questo nome. Forse un estremo tentativo di distanziarsi dal se stesso che per mesi si è dilettato con antisemitismo e neonazismo? Se sì, tentativo fallito.
Dal 2018 infatti il rapper ha cominciato la sua personale battaglia contro il precedente nome con cui era noto, ovvero Kanye West. Dopo un annuncio su Twitter, quando molti credevano si trattasse di una semplice modifica del nome d’arte o di un nuovo alter ego musicale, Ye ha richiesto alle autorità statunitensi di essere registrato con questo nome, affrontando il lungo iter burocratico per aggiornare tutti i documenti ufficiali, le proprietà, le partecipazioni delle aziende che ha fondato, possiede o di cui ha un quota. Il suo nome precedente, completo, era Kanye Omari West.
Un iter tedioso che ora pare debba ricominciare. Perché Ye Ye abbia deciso di sottoporsi di nuovo alla tortura burocratica non lo sa nessuno (ma nessuno ormai sa il motivo di niente di quello che il fu Kanye West dice e fa), ma sarà bene ricordarsi della modifica anagrafica: si sa che sia Kanye West che Ye erano soliti inalberarsi quando ci si rivolgeva loro con il vecchio nome, un fastidio che, siamo sicuri, anche Ye Ye condividerà.
Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.