Attraverso la storia di una famiglia di artisti, Joachim Trier racconta l'esperienza delle famiglie di tutti: l'amore, i rimorsi, il ricordo, i traumi, la casa.
Il nuovo album di Kamasi Washington è la colonna sonora di un anime
Non di uno qualsiasi, però: parliamo di "Lazarus", la nuova serie di Shinichiro Watanabe, l'autore di "Cowboy Bebop".
Gli appassionati di anime sanno che quando Shinichiro Watanabe fa un film o una serie tv, si può stare certi di due cose: l’animazione sarà strepitosa e la colonna sonora sarà migliore dell’animazione. È stato così per Cowboy Bebop, è stato così per Samurai Champloo (è stato così per tutto quello che Watanabe ha fatto nella sua carriera, da Macross a Carol & Tuesday passando per Kids on the Slope, Space Dany e Terror in Resonance), è così anche per Lazarus, la nuova serie di Watanabe il cui primo episodio è stato trasmesso il 5 aprile in Giappone, mentre in Italia la serie ancora non ha un distributore.
Ma persino gli appassionati di anime sono rimasti sorpresi da quello che Watanabe è riuscito a fare con la colonna sonora di Lazarus: 11 nuove canzoni di Kamasi Washington, uno dei jazzisti più famosi e apprezzati del mondo, un nuovo album composto appositamente per fare da colonna sonora all’anime. Washington che, in una lunga e bella intervista concessa a Hypebeast, ha rivelato di essere un fan di Watanabe dai tempi di Macross Plus.
A Watanabe però non è bastato questo. Di colonne sonore ne ha fatte realizzare altre due ad altrettanti artisti: una a Floating Points e una a Bonobo, tre soundtrack originali, 32 nuovi pezzi (11 quelli di Washington, 6 quelli di Floating Points, 15 quelli di Bonobo) per un solo anime. Tutte e tre le colonne sonore sono disponibili sulle principali piattaforme, come fossero degli album. Sono tutte e tre bellissime ma quella di Washington è ovviamente speciale, per ammissione di Watanabe stesso che ha scelto la sua “Vortex” come sigla di Lazarus.
Attraverso la storia di una famiglia di artisti, Joachim Trier racconta l'esperienza delle famiglie di tutti: l'amore, i rimorsi, il ricordo, i traumi, la casa.
Alla galleria Banquet di Milano, KINGS, duo composto da Daniele Innamorato e Federica Perazzoli, porta una mostra che mescola desiderio, immagini, onestà, censura, pornografia e autodeterminazione.
Il film di Eva Victor, apprezzatissimo prima al Sundance e poi a Cannes, è un raro e riuscito tentativo di raccontare il trauma senza mai mostrarlo. Ed è, soprattutto, una commovente professione di fede nella sorellanza.
E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.