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Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
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Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
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Jafar Panahi ha cominciato uno sciopero della fame in prigione

02 Febbraio 2023

Nel 2010 il regista iraniano Jafar Panahi era stato condannato a sei anni di prigione per aver creato e diffuso «propaganda antigovernativa». Di quei sei anni, Panahi aveva inizialmente scontato soltanto due mesi perché l’autorità giudiziaria iraniana aveva poi concesso la libertà condizionale (precisando che la stessa poteva essere revocata in qualsiasi momento). Nel luglio dello scorso anno Panahi era stato arrestato e condotto nuovamente in carcere: stava indagando sugli arresti di altri registi avvenuti in quelle settimane (ne avevamo parlato qui). Sono passati più di sei mesi dal giorno in cui Panahi è entrato nel carcere di Evin, nella capitale Tehran, sei mesi durante i quali la Corte suprema iraniana ha annullato la sua condanna. Il regista, però, rimane in carcere e ora, come racconta Variety, per protestare contro la sua ingiusta e illegale detenzione, ha cominciato uno sciopero della fame.

Dalla prigione, Panahi ha anche diffuso un comunicato stampa in cui spiega le ragioni della sua scelta. Ha definito il sistema giudiziario iraniano e le forze dell’ordine del Paese «illegali e disumane», ha paragonate entrambe a dei «sequestratori» e ha detto che smetterà di mangiare, bere e assumere farmaci «fino a quando, forse, il mio corpo senza vita sarà finalmente liberato». A diffondere il messaggio del regista sono stati la moglie, Tahereh Saeedi, e il figlio, Panah Panahi, sui loro profili Instagram. Saeedi e Panahi figlio hanno raccontato che ad ottobre l’avvocato di Panahi padre, Saleh Nikhbakht, è riuscito a ottenere l’annullamento della condanna detentiva di Panahi: la motivazione, accettata anche dalla massima Corte iraniana, era che dall’emissione della sentenza sono passati più di dieci anni e che il reato di Panahi è quindi ormai prescritto, fatto che rende illegale la sua detenzione. Ma, secondo la testimonianza di moglie e figlio del regista, le autorità iraniane starebbero facendo di tutto per continuare a tenerlo in carcere.

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