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03:52 giovedì 12 marzo 2026
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.

A far funzionare le AI ci sono lavoratori sottopagati

09 Maggio 2023

Quando ci preoccupiamo che l’AI ci ruberà il lavoro (a proposito: qui la Bbc prova a immaginare quali potrebbero essere le uniche tre professioni che non saranno mai minacciate dall’intelligenza artificiale) dimentichiamo che per farla funzionare è indispensabile il contributo di un essere umano. Un nuovo report di Nbc mostra come OpenAI, la startup dietro all’ormai famoso ChatGPG, paga dei collaboratori esterni statunitensi per svolgere l’inserimento e la classificazione dei dati, ovvero per impartire al software di ChatGPT il “corso di formazione” che gli permette di rispondere alle richieste degli utenti. In pratica, per insegnare a ChatGPT come rubarci il lavoro. Oltre al danno, la beffa: secondo quanto riportato da Nbc, lo svolgimento di questo compito tanto masochista quanto indispensabile è pure sottopagato: soltanto 15 dollari all’ora, senza alcun tipo di benefit.

Il data-labeling è il processo di identificazione dei dati grezzi, ovvero il processo che attribuisce un significato a diversi tipi di dati per addestrare un modello di apprendimento automatico a identificare elementi particolari all’interno del set di dati. Gli “etichettatori” contrassegnano gli elementi (immagini visive o tipi di testo) in modo che le macchine possano imparare a identificarli meglio da sole. In questo modo, i lavoratori umani aiutano i sistemi automatizzati a rispondere in modo più accurato alle richieste degli utenti, svolgendo un ruolo importante nella formazione dei modelli di machine learning. Ma, nonostante l’importanza di questa posizione, la maggior parte di questi lavoratori riceve una paga alquanto modesta, poco più del salario minimo di alcuni Stati.

Non è possibile quantificare quanti sono i lavoratori che svolgono questo compito, ma è una forma di lavoro sempre più comune in tutto il mondo. Qualche mese fa la situazione era ancora peggiore: a gennaio Time aveva riportato che OpenAI faceva affidamento su lavoratori kenioti pagandoli meno di 2 dollari per “etichettare” testi che includevano incitamento all’odio o linguaggio sessualmente offensivo in modo che l’app potesse imparare a riconoscere i contenuti tossici.

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