Polemiche ↓
00:43 domenica 12 aprile 2026
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

Instagram vuole diventare sempre più puritano

17 Aprile 2019

Lo scorso 10 aprile Facebook ha pubblicato le nuove linee guida per la moderazione dei contenuti postati su tutte le piattaforme che controlla, Instagram compreso. Lo slogan è “rimuovere, ridurre, informare” e il tentativo è chiaramente quello di riconoscere e limitare tutti quei post (e gli utenti che li pubblicano) che incitano all’odio, alla violenza, alla discriminazione razziale e, allo stesso tempo, tutte le immagini considerate “inappropriate”.

Su quest’ultimo punto, però, le linee guida diventano piuttosto vaghe e, come fa notare The Outline, rischiano di stendere un velo di puritanesimo su una larghissima porzione di contenuti, e di creatori degli stessi, tutt’altro che offensivi o pericolosi. Questo è tanto più vero se si guarda a Instagram, che sin dal suo debutto è diventato il luogo prediletto per la condivisione di immagini che mettono in mostra i corpi, con e senza intenzioni di natura sessuale. I capezzoli delle donne, lo sappiamo, sono assurdamente considerati pornografia e vengono perciò oscurati, ma d’ora in poi la piattaforma eserciterà una sorta di censura più “soft”, ma non per questo meno odiosa.

Secondo le nuove regole, infatti, a essere segnalati non saranno solo i post apertamente di spam o violentemente grafici, che già vengono sistematicamente rimossi perché contrari al regolamento di community, ma anche quelli considerati “borderline”, e cioè «sessualmente allusivi, di cattivo gusto, o dannosi». Questo tipo di contenuti non verranno eliminati, ma Instagram farà in modo di non incentivarne la diffusione, evitando di consigliarli ad altri utenti tramite le pagine Explore o gli hashtag. Sarà più difficile trovarli, insomma, se non si conoscono già gli account che li pubblicano.

È un cambiamento che fa riflettere sulle trasformazioni che attraversano oggi le piattaforme di condivisione, alle quali affidiamo parti sempre più grandi della nostra vita, nel loro tentativo di compiacere una audience globale. E fa riflettere anche sulle nostre abitudini online e le nostre identità digitali. Al di là delle considerazioni filosofiche sulla questione, però, è utile ricordare a Instagram che Tumblr ha perso il 30% del suo traffico da quando sono stati bannati i contenuti porno e soft-porno e che, come dice The Outline «il problema sono i nazisti, non i capezzoli».

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