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11:44 mercoledì 11 febbraio 2026
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

Instagram vuole diventare sempre più puritano

17 Aprile 2019

Lo scorso 10 aprile Facebook ha pubblicato le nuove linee guida per la moderazione dei contenuti postati su tutte le piattaforme che controlla, Instagram compreso. Lo slogan è “rimuovere, ridurre, informare” e il tentativo è chiaramente quello di riconoscere e limitare tutti quei post (e gli utenti che li pubblicano) che incitano all’odio, alla violenza, alla discriminazione razziale e, allo stesso tempo, tutte le immagini considerate “inappropriate”.

Su quest’ultimo punto, però, le linee guida diventano piuttosto vaghe e, come fa notare The Outline, rischiano di stendere un velo di puritanesimo su una larghissima porzione di contenuti, e di creatori degli stessi, tutt’altro che offensivi o pericolosi. Questo è tanto più vero se si guarda a Instagram, che sin dal suo debutto è diventato il luogo prediletto per la condivisione di immagini che mettono in mostra i corpi, con e senza intenzioni di natura sessuale. I capezzoli delle donne, lo sappiamo, sono assurdamente considerati pornografia e vengono perciò oscurati, ma d’ora in poi la piattaforma eserciterà una sorta di censura più “soft”, ma non per questo meno odiosa.

Secondo le nuove regole, infatti, a essere segnalati non saranno solo i post apertamente di spam o violentemente grafici, che già vengono sistematicamente rimossi perché contrari al regolamento di community, ma anche quelli considerati “borderline”, e cioè «sessualmente allusivi, di cattivo gusto, o dannosi». Questo tipo di contenuti non verranno eliminati, ma Instagram farà in modo di non incentivarne la diffusione, evitando di consigliarli ad altri utenti tramite le pagine Explore o gli hashtag. Sarà più difficile trovarli, insomma, se non si conoscono già gli account che li pubblicano.

È un cambiamento che fa riflettere sulle trasformazioni che attraversano oggi le piattaforme di condivisione, alle quali affidiamo parti sempre più grandi della nostra vita, nel loro tentativo di compiacere una audience globale. E fa riflettere anche sulle nostre abitudini online e le nostre identità digitali. Al di là delle considerazioni filosofiche sulla questione, però, è utile ricordare a Instagram che Tumblr ha perso il 30% del suo traffico da quando sono stati bannati i contenuti porno e soft-porno e che, come dice The Outline «il problema sono i nazisti, non i capezzoli».

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