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06:09 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Il sequel di “Tutti gli uomini del Presidente”

03 Aprile 2012

I giornalisti Bernstein e Woodward nel 1976 (© Betty Mimms/CORBIS SYGMA )

Il caso Watergate, ovvero una delle inchieste giornalistiche più famose del mondo, firmata dai reporter del Washington Post Carl Bernstein e Bob Woodward, è diventata mito per almeno due ragioni: la prima è politica, perché ha rivelato quanto di turbe lo staff dell’allora presidente Usa Richard Nixon stava compiendo presso l’hotel Watergate, costringendolo alle dimmissioni; la seconda, artistica e storica, è il celebre film Tutti gli uomini del Presidente, che ha narrato a tutto il mondo la costruzione dello scoop per eccellenza. La pellicola, in cui Robert Redford vestiva i panni di Woodward e Dustin Hoffman quelli di Bernstein, fu nominata a otto premi Oscar vincendone ben quattro, senza contare che l’inchiesta del Post valse il Pulitzer ai due autori.

Oggi, secondo quanto scrive il New York Times, lo stesso Redford sta lavorando a un sequel del film: All the President’s Men Revisited, che racconterà le conseguenze  del caso giornalistico sulla politica e sui media. Un’onda lunga che dura 40 anni. Sarà un documentario della durata di due ore realizzato per Discovery Channel e andrà in onda negli Stati Uniti nel 2013. L’opera sarà anche la prima firmata dalla Sundance Productions, società di proprietà dello stesso Redford, che si occuperà di creare prodotti da rivendere a canali televisivi e siti internet.

Per chi volesse rivivere l’inchiesta rileggendo gli articoli di Bernstein e Woodward può consultare questa pagina del sito del Washington Post.

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