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08:02 lunedì 15 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
Il primo sciopero di tutti i lavoratori della cultura nella storia d’Italia Si fermano il personale di musei, biblioteche, archivi e teatri, insieme ai lavoratori autonomi dell'editoria, dello spettacolo e della produzione artistica e culturale.
I biglietti dei Mondiali costano così tanto che ce ne sono ancora 180 mila invenduti Persino i bagarini che li hanno comprati con largo anticipo sono in difficoltà e puri di liberarsene sono disposti ad andare in perdita.
Da quasi un anno un’associazione segnalava alla polizia irlandese i gruppi razzisti che stanno mettendo a ferro e fuoco Belfast, ma la polizia non ha fatto niente Il gruppo si chiama Accountability Project Northern Ireland e ha fatto decine di segnalazioni alle forze dell'ordine tra novembre 2025 e giugno 2026.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
Una booktoker ha provato a registrare come marchio lo slogan “hot girls read” e le altre booktoker l’hanno boicottata finché non ci ha rinunciato Allie Mitrovich ha pensato che uno slogan che non è di nessuno poteva benissimo diventare suo. BookTok non ha apprezzato l'idea.
È uscito il primo trailer del sequel di The Social Network e sono tutti straniti dal fatto che non c’è Jesse Eisenberg a interpretare Mark Zuckerberg L'arduo compito è passato a Jeremy Strong, che nel trailer ha stupito (e interdetto) tutti sfoggiando un notevole caschetto rossiccio.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.

Il primo libro di ricette della storia

01 Giugno 2017

«Le ricette sono antiche quanto l’atto stesso di mangiare», scrive il sito specializzato I Love Typography. I più antichi esempi di preparazioni di cibo tramandate per via scritta da un essere umano risalgono addirittura alla Mesopotomia: la ricetta più antica è probabilmente una serie di caratteri cuneiformi incisi dagli Accadi nel 1750 a.C. Una collezione di ricetta del quarto o quinto secolo dopo Cristo, conosciuta come Apicius, è arrivata fino a noi. E anche nel Medioevo l’uomo ha continuato a scrivere di cibo, come dimostrano il libro di ricette di Baghdad di Ibn Sayyar al-Warraq, o Le Viandier, il trattato scritto da Guillaume Taillevent, cuoco di Carlo V di Francia, nel Quattordicesimo secolo.

La cucina moderna ha le sue radici nell’Italia rinascimentale, come nota I Love Typography. Al tempo, la star degli chef era certamente Martino de Como, detto anche Maestro Martino, che lavorava per il cardinale Ludovico Trevisan (in una lettera datata 1450, l’uomo di Chiesa parla della recente conquista di Milano di Francesco Sforza come di un fatto di importanza marginale, rispetto al banchetto a base di pesce preparato per accogliere papa Nicola V).

1570-first-illustrated-cookbook

Il primo libro di ricette però, almeno per come lo intendiamo oggi, cioè stampato in serie, è una produzione di Laurentius de Aquila e Sibylinus Umber, due proto-editori veneziani del 1475. Il testo, De honestate voluptate et valitudine, scritto da Bartolomeo Sacchi (conosciuto anche come Platina), deve molto alle ricette della tradizione di Maestro Martino e fu un successo clamoroso: ebbe almeno sette ristampe prima del 1500, e venne addirittura citato da Leonardo da Vinci. Per arrivare al primo cookbook illustrato, invece, bisogna aspettare il 1570, con Opera, del quasi omonimo Bartolomeo Scappi, pubblicata dall’editore veneziano Tramezzino (sic) con una serie di incisioni su rame.

Nelle immagini: in evidenza e testata il De honesta voluptate et valetudine; nel testo l’Opera di Bartolomeo Scappi.
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