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Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Il paniere del terrorismo mondiale

05 Dicembre 2012

È stato pubblicato ieri il rapporto annuale sulla situazione del terrorismo mondiale, chiamato Global Terrorism Index, e le notizie che porta non sono rassicuranti: negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una preoccupante escalation di violenza in quasi ogni angolo della terra, con ovvi picchi nelle zone più tristementi famose.

Innanzitutto, una specifica: cosa si intende in questo rapporto per terrorismo? La definizione utilizzata è quella della University of Maryland: “The threatened or actual use of illegal force and violence by a non-state actor to attain a political, economic religious or social goal through fear, coercion or intimidation”. Anche la strage norvegese di Utoya, infatti, è inserita nella classifica. Il Global Terrorism Index è compilato con l’aiuto della già citata università, dell’Institute for Economics and Peace,  e dei dati del Global Terrorism Database forniti dal National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism.

In cima alla classifica dei paesi più colpiti dagli attacchi, quest’anno, c’è l’Iraq. In seconda posizione il Pakistan, seguito da Afghanistan e India. I dati dicono che dal 2002 al 2011 il mondo ha assistito a 22.678 iniziative terroristiche: il picco si è avuto nel 2007, e da lì il numero annuale non è mai sceso.

Prima dell’intervento statunitense in Iraq, il numero di attacchi era sceso a livelli pre-2000, ma dal 2003 in poi è iniziata la rapida escalation. Nel paese un tempo governato da Saddam Hussein si è concentrato un terzo del totale “bottino terroristico” mondiale dell’ultima decade, mentre nei paesi che occupano le prime tre posizioni in classifica (oltre all’Iraq, come già detto, il Pakistan e l’Afghanistan) addirittura il 50% del totale.

Gli attacchi sono in costante crescita: nel 2002 se ne registrarono 982, mentre nel 2011 ben 4564. Eppure le vittime, in rapporto, sono in calo. 3823 nell’anno post 11 Settembre, 7473 nel 2011. Il rapporto segnala inoltre che la maggior parte delle iniziative terroristiche causano meno di dieci morti, ma solo il 6% di questi sono gli stessi terroristi. Dal 2003 a oggi, la percentuale di offensive è aumentata del 460%. L’escalation più preoccupante, nell’ultimo anno, riguarda lo Yemen, al quinto posto nella classifica mondiale, seguito da Somalia, Nigeria, Thailandia, Russia e Filippine. Soltanto 31 paesi, su 158 studiati, non hanno registrato attacchi dal 2002 in poi. E quale, tra questi, è il più sicuro del pianeta? Non dovrebbe suonare troppo strano: gli Stati Uniti d’America.

L’intera ricerca è consultabile qui.

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