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19:23 lunedì 25 maggio 2026
I tech bros hanno fatto di tutto per convincere il Papa che l’AI è cosa buona e giusta, ma i loro sforzi non sono serviti a granché A giudicare dai contenuti della prima enciclica di Leone XIV, dedicata all'AI, i tentativi diplomatici di Big Tech, che ha inviato i suoi emissari in Vaticano nelle scorse settimane, l'hanno lasciato abbastanza indifferente.
Una risoluzione dell’ONU ha stabilito che i governi sono obbligati a fare tutto il possibile per combattere la crisi climatica Risoluzione approvata con solo 8 voti contrari. Per la sorpresa di nessuno, tra chi si è opposto ci sono Stati Uniti, Russia, Arabia Saudita, Iran, Israele, Bielorussia, Liberia e Yemen.
La giuria di un prestigioso premio letterario ha premiato un racconto generato con l’AI senza accorgersi che era chiaramente generato con l’AI The Serpent in the Grove di Jamir Nazir sarebbe tutta farina del sacco di una AI. E, forse, Jamir Nazir nemmeno esiste davvero.
Dei game designer palestinesi stanno realizzando un videogioco che racconta la storia della Nakba Si intitola Dreams on a Pillow ed è stato finanziato grazie a una campagna di crowdfunding a cui hanno contribuito persone da tutto il mondo.
Molte persone stanno scoprendo che portare una powerbank in aereo è una faccenda più complicata e pericolosa di quanto ci si immagina Quello che è successo al volo EasyJet costretto a un atterraggio d'emergenza a Fiumicino ha fatto scoprire a molti le severissime regole sulle powerbank in aereo.
L’anteprima della nuova serie di Zerocalcare al Circo Massimo è diventata uno dei più grandi “festival” dell’estate italiana Un evento gratuito, al Circo Massimo, con migliaia di persone in coda per giocare ai videogiochi, ascoltare musica e guardare Due spicci, la nuova serie del fumettista.
La FAO ha detto che ci restano soltanto sei mesi per evitare una crisi alimentare in tutto il mondo Per l’agenzia, saranno cruciali le decisioni che agricoltori e governi prenderanno ora sull’uso dei fertilizzanti, sulle importazioni, sui finanziamenti e sulla scelta delle colture.
Su RaiPlay è stato pubblicato per la prima volta Sulla carta sono tutti eroi, uno speciale del 1984 dedicato ad Andrea Pazienza, con Andrea Pazienza La maniera perfetta per festeggiare il settantesimo anniversario della nascita di Paz: vederlo disegnare, parlare, raccontarsi, sorridere.

Il Maradona che va a Dubai

19 Maggio 2011

Il recentissimo ingaggio di Maradona a Dubai, allenatore del Al Wasl per l’anno prossimo, 6 milioni di euro e un aereo privato a disposizione, se tutto andrà come deve andare mette le cose a posto. Io la vedo così: ex giocatore Maradona non ha voluto mai esserlo, non lo sarà mai. Da ex allenatore ha fatto le cose in fretta, guadagnandosi già la pensione, chè la vita costa. Amen. Non ci scandalizzavamo quando i soldi li pigliavano le rockstar, non ci scandalizzeremo adesso. Coi soldi l’Adidas ci fodera i nuovi palloni da calcio, non lo sapevate?

Certo come coach dell’Argentina Maradona si è dimostrato una pippa, posto che l’allenatore debba avere veramente una qualche competenza tecnica, e non mostrare di avere una qualche competenza tecnica. In questo secondo caso Maradona è stato un grande allenatore, come tutti gli altri. Lo hanno inchiodato alla responsabilità di aver lasciato a casa dai Mondiali Cambiasso e Zanetti, e di aver fatto giocare una squadra senza centrocampo, ma queste sono chiacchere da bar, masturbazio grillorum (copyright Brera). Conta solo il risultato.

Un allenatore così, l’Argentina che pure ha dato al mondo Helenio Herrera per dire, e che aspetta spasmodicamente ogni quattro anni il momento in cui il Sudamerica torna per un mese al centro del planisfero, un allenatore come Diego lo sognerà ancora a lungo. Tragico il pomeriggio del 4 a 0 contro la giovane Germania, l’ultima apparizione del Pibe in mondovisione. Ma grandiosamente tragico. Immagino che a Napoli attendano ancora a braccia aperte Diego in panchina, per giocare la ciampions l’anno prossimo. Tutti meno Aurelio De Laurentis, che però non dovrebbe mai dimenticare in verità di aver esordito nel mondo del calcio professionistico ingaggiando un sosia di Ronaldo per il capolavoro di Neri Parenti, Paparazzi (1998).

A Dubai Diego incontrerà come avversario un altro figlio di Napoli perduto per il mondo, Fabio Cannavaro, che milita nella rivale dell’Al Wasl, la più blasonata Al Alhi, posto che di rivalità si possa parlare. Fa notizia. Per il resto Maradona ha vinto a suo tempo un mondiale per il suo popolo, nonostante il piccolo particolare del generale Videla, e queste beghe tra emiri gli sembreranno di tutto riposo. A proposito di Videla, colpisce il fatto che il viaggio di Maradona a Dubai abbia avuto qualche giorno prima uno scalo in Cecenia, a Grozny. Perché?

Ecco perché. A Grozny, ricorderà qualcuno, la squadra locale è allenata da Ruud Gullit perchè il Presidente 34 enne Ramzan Kadyrov è malato di calcio, ma non vuole limitarsi a fare il Presidente di Calcio come qualcuno di nostra conoscenza, e neppure l’allenatore. No. Kadyrov ha deciso di dimostrare a tutti che a calcio ci sa fare come e meglio dei grandi campioni della sua adolescenza. Tre mesi fa ha convocato quel che restava del Brasile campione del mondo 1994, e li ha sfidati nel costruendo stadio di Grozny: 30.000 posti e un vorticoso giro di mazzette sui fondi per la ricostruzione del paese che finiscono prima nelle tasche dei russi grandi sponsor del giovane satrapo, e poi nelle tasche del giovane satrapo e famiglia. Sullo stadio, inutile dire che le foto a dimensioni mega sono le sue, quelle di Putin e quelle della famiglia.

Pochi giorni fa, la partita escogitata da Kadyrov era questa: Kadyrov e amici calciatori contro World All Star tra cui Figo, Barthes, Amoros, Baresi e, per l’appunto Maradona, che ha segnato un gol su punizione ma ha perso la partita 5-2 e si è fatto pure dribblare da Kadyrov, davanti a tutti i 30.000 spettatori. Cosa per la quale immagino abbia chiesto e ottenuto parecchio denaro. Difficile indignarsi davvero per il sogno di bambino depresso, comprato e messo in scena da un piccolo torturatore, come le organizzazione internazionali rivelano di Kadyrov. C’è sempre una certa torva grandezza nei potenti che pensano che i soldi possono comprare tutto, al contrario del luogo comune. Lavrenti Beria, capo della polizia politica di Stalin, ne approfittò per  mettere nel gulag il centravanti campione che da ragazzo lo aveva ridicolizzato in campo, lui ex mediano coi piedi di piombo. Berlusconi, per come stanno andando le cose adesso, lo scudetto rossonero se lo può mettere in quel posto e scusate la franchezza. E così via.

A proposito di psicopatologie calcistiche contemporanee chiudo copia-incollando un’agenzia di questi giorni. Dice così: “E’ italiano lo smemorato di Dubai: il trentunenne soccorso ad agosto mentre nuotava davanti a un’isola artificiale della capitale degli Emirati ha ora un’identità, si chiama Andrea Pecora. Non è quindi il calciatore greco di 25 anni Andreas Kostantinidis, come aveva sostenuto quando era ancora in stato confusionale”.

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