Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
La fotografia della serie di Harry Potter è così strana che i fan si sono convinti che sia stata girata usando l’AI
La forte somiglianza di costumi, scenografie e cast, unita alla pallida paletta cromatica vista nel trailer appena uscito, ha convinto i fan che nella serie ci abbia messo lo zampino l'AI.
Hbo e Warner Bros non fanno mistero di puntare moltissimo sulla serie televisiva di Harry Potter. Il progetto, tenuto sotto il massimo riserbo e frutto di investimenti ingentissimi, è stato presentato come «il più grande evento in streaming nella storia di HBO Max e probabilmente dello streaming in generale» da JB Perrette, Ceo di Warner Bros. Discovery. Il lancio della serie, previsto per il prossimo Natale, deve però scontrarsi con tanti problemi: le posizioni politiche sempre più controverse dell’autrice J. K. Rowling, le minacce e i boicottaggi dei fan (di quelli razzisti, almeno) che non hanno gradito certe scelte di casting (stranamente, solo le scelte come quelle di Paapa Essiedu, attore nero scelto per interpretare Severus Piton, nessuna contestazione invece sul casting di attori e attrici caucasici), e ora anche “l’effetto AI”.
Il primo trailer della serie, pubblicato mercoledì 25 marzo da Hbo, è incentrato su Dominic McLaughlin, il giovane attore che eredita il ruolo del maghetto da Daniel Radcliffe. Nel teaser lo vediamo non solo maltrattato dalla famiglia che lo ospita, ma anche bullizzato a scuola. Il breve video mostra anche l’arrivo della lettera di Hogwarts per Harry Potter, l’incontro tra il protagonista e Hagrid (interpretato da Nick Frost) e i primi scambi di battute tra Harry e i suoi futuri amici Hermione (Arabella Stanton) e Ron Weasley (Alastair Stout). A poche ore dal lancio del primo teaser la reazione di molti spettatori è spiazzante: non perché le sequenze siano mal realizzate o gli interpreti si dimostrino inetti, ma perché l‘impressione è quella di trovarsi davanti a uno dei tantissimi video di AI Slop che infestano TikTok e altri social.
the way it literally looks like a cheap AI modern Harry Potter is unbelievable.. I feel like even people who loved Harry Potter growing up know this is awful.. JK Rowling aside I don’t see why anyone would possible want to watch this ?? https://t.co/WwB4OzaQMG
— Hannah (@coldbrewbby) March 26, 2026
ok j saw the harry potter trailer & I think ik the reason ppl got AI vibes. doesn’t have anything to do w the design, colors, core concept etc. it’s bc the end has hermione & harry turning their heads & smiling after ron’s question in the EXACT way characters do in AI slop vids https://t.co/gn9kwAyIQd
— John (@drowsyluma) March 26, 2026
the uncanny valley of the aesthetics remaining largely the same with minor changes and then having mostly actors who look, again, very similar to the predecessors makes this feel like ai. like i know it’s not ai but it feels like it. does this make sense to anyone else https://t.co/OEiY7viXMQ
— neelam! (@samiramohans) March 25, 2026
Sono diversi i motivi per cui a molti queste immagini hanno dato questa impressione. Tra i primi imputati c’è la fotografia e la palette cromatica della serie: girata in digitale e con colori freddi e plumbei, richiama da vicino i gradienti tipici dei filmati generati dall’intelligenza artificiale. C’è poi da considerare il fatto che internet è da un anno zeppo di migliaia di rielaborazioni AI realizzate a partire dalle prime immagini della serie: alcune “sbiancano” o sostituiscono l’interprete di Piton con un attore caucasico, altri realizzano intere parodie, tutto a partire da un prompt.
Dato che gli interpreti della serie sono molto somiglianti alle descrizioni del romanzo e, in molti casi, al cast originale, si crea questo strano universo fatto di luoghi famigliari e popolate da facce sconosciute. Effetto ulteriormente rafforzato dalla decisione, da parte della produzione, di non reinventare tutta da capo l’estetica di dei costumi e dei set, mantenendo nella serie un’atmosfera così simile a quella dei film da sembrarne quasi una copia, per lo più poco ispirata. Senza contare che, inondati come siamo da contenuti generati dall’intelligenza artificiale, abbiamo involontariamente addestrato il nostro cervello ad associare certi movimenti di cinepresa, alcune espressioni facciali, determinate palette cromatiche all’AI, finendo, come in questo caso, per vedere l’AI anche dove non c’è.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
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