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10:53 lunedì 30 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi

A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.

11 Febbraio 2026

Si sa che l’umiltà non è il pregio di Big Tech. Forse basta sapere questo per capire il senso e lo scopo di una recente decisione finanziaria presa da Alphabet, l’azienda proprietaria di Google. Come si legge su Cnn, Alphabet ha appena fatto una cosa piuttosto strana persino per un’azienda della Silicon Valley: emettere un’obbligazione a 100 anni, come dicono quelli che masticano il dialetto della finanza.

Per chi invece questo dialetto non lo mastica: un’obbligazione a 100 anni è come una qualsiasi altra obbligazione, con l’unica differenza che matura gli interessi previsti ed è consentito incassarla tra 100 anni, appunto. In sostanza, è come scommettere contro John Maynard Keynes, economista famoso, tra le altre cose, per aver detto che sul lungo termine saremo tutti morti. Tutti tranne Google, evidentemente, secondo Google. A parte la curiosità inevitabile quando si scopre di una possibilità di investimento così peculiare, gli esperti e gli analisti in queste ore stanno cercando di capire perché Alphabet abbia deciso di ricorrere a uno strumento di finanziamento così inusuale e, per certi versi, estremo. È bene qui ricordare che si parla di un’azienda che sul mercato è valutata 4 mila miliardi di dollari e che ogni anno “muove” 73 miliardi di dollari. Che bisogno ha un’azienda come questa di chiedere soldi in prestito, addirittura emettendo un’obbligazione a scadenza 2126? La risposta sta in due lettere, le solite due lettere: AI. Google, infatti, ha intenzione di raddoppiare, nel 2026, i suoi investimenti in intelligenza artificiale: significa arrivare a spendere in questo settore soltanto 185 miliardi di dollari. Tanti, persino per una multinazionale che ha a disposizione 126 miliardi di dollari cash on hand per gli investimenti.

Ma, intenzioni a parte, questa mossa di Google ha senso da un punto di vista finanziario e industriale? Se gli investimenti in AI pagheranno, nessuno al momento può saperlo. Il rischio che non paghino e che la bolla, prima o poi, scoppi, c’è ed è importante. Forse è per questo che Google ha emesso un bond centenario: nel frattempo i soldi arrivano – e neanche pochi: dall’emissione ha già raccolto 32 miliardi – poi a come andranno le cose nel settore AI ci penserà chi di dovere tra 100 anni. Posto che ci sia ancora qualcuno, su questa Terra, tra 100 anni. Nel frattempo, chi acquista il bond adesso l’unica cosa che può fare è aspettare e sperare che nel frattempo qualche altra azienda inventi un elisir di lunga vita o scopra l’equivalente dell’Ozempic per l’immortalità.

Certo, c’è da dire anche che i precedenti di bond centenari non sono entusiasmanti. IBM, JC Penney e Motorola, queste le ultime tre aziende americane che hanno emesso un bond a 100 anni. IBM e Motorola hanno perso la posizione di dominatori dei rispettivi mercati, che ricoprivano al tempo dell’emissione del bond. JC Penney è un’azienda che non esiste più, è fallita. Chissà che ne è stato, di quel bond a 100 anni che aveva emesso.

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