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21:26 mercoledì 11 febbraio 2026
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Un giapponese ha postato 20 mila video di gatti senza che nessuno diventasse virale

25 Luglio 2019

Gattari si nasce, fenomeni di Youtube si diventa, ma con la giusta dose di talento. In assenza del quale neppure 20 mila video di gattini postati sul web possono aiutare. Questa frase non è un’iperbole ma l’incipit del racconto di una storia vera che ha come protagonista un uomo giapponese di mezza età. Otto anni fa, questo amante dei gatti ha iniziato a postare un video al giorno, ogni giorno, sul suo canale Youtube filmando se stesso mentre dà acqua e cibo a dei tranquilli gatti randagi. E non si è più fermato.

Ma nonostante un piano editoriale preciso ed efficiente, nessuno dei video ha avuto successo. Esatto, nemmeno uno. Perché? Innanzitutto questi gatti sono davvero troppo tranquilli, manca il dramma insomma. Probabilmente l’aspirante star di Youtube non ha intuito la potenzialità del trend dei “mici che fanno cose” ed ha puntato più su uno “stile reality” poco azzeccato: i gatti, spesso ripresi in coppia, vengono mostrati nella loro quotidiana banalità. «I video non sono tecnicamente interessanti. E il design è antivirale», scrive The Outline.

In assenza di una benché minima sensibilità poetica neorealista, l’uomo ha puntato tutto sul differenziale competitivo: la quantità. «Se mettessi tutti questi video in una grande playlist, impiegheresti almeno sei giorni e mezzo per arrivare alla fine», si legge sul sito. Che commenta: «È probabilmente il canale di Youtube più prolifico tra quelli non generati automaticamente, ma anche il più solitario». In molti casi ci sono 5 visualizzazioni e il canale ha avuto solo 100 iscritti fino a quando, a marzo di quest’anno, non è stato segnalato nella sezione r/DeepIntoYouTube di Reddit. Ma neppure questo debutto è servito al successo. Ora ci sono solo 2000 iscritti.

La mancanza di titoli e la totale assenza di sforzi editoriali, però, potrebbe raccontare un’altra storia. Magari un piccolo esempio di resistenza al potere dei social network. Può darsi che l’uomo, infatti, non abbia interesse alcuno a mostrare agli altri il suo amore per i gatti. Forse, per questo giapponese di mezza età, Youtube è solo un archivio come un altro, dove conservare i file scaricati dalla sua fotocamera (una Nikon Coolpix). Una prova a sostegno di questa tesi? I video mantengono i nomi dei file. Ma, come nelle migliori storie social, anche in questo caso sarà difficile risalire alla verità.

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