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16:53 giovedì 19 marzo 2026
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.
Una ragazza ha trovato la discarica in cui è stato buttato il tappeto rosso degli Oscar, ci è entrata, ha strappato un pezzo del tappeto, se l’è portato a casa e ne ha fatto un tappeto da salotto La ragazza, Paige Thalia, ha documentato tutto su TikTok e ha precisato che con la stoffa avanzata ha fatto una copertina per il suo cane.
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.

Friends: meglio un’operazione nostalgia di un sequel improbabile

La attendevamo da tanto e senza entusiasmo, ormai abituati alle delusioni, ma la rimpatriata andata in onda il 27 maggio ha funzionato proprio perché era semplicemente una super-replica.

28 Maggio 2021

Negli ultimi anni ci siamo abituati, forse mitridatizzati sarebbe più corretto, all’inesausta e costante distruzione di tutto il patrimonio affettivo maturato attraverso i film e la tv con cui siamo cresciuti. Reboot, remake, prequel, sequel, versioni alternative col cast inclusivo adattato ai tempi. Di film belli, di film brutti, di film cult che avevamo visto decine di volte, ma pure di film cult che non avevamo mai visto solo che i nostri coetanei sembravano esserci molto affezionati e allora abbiamo finto anche noi di averli visti centinaia di volte. (Ho scoperto così che la paura di non essere al passo coi tempi può essere pure retroattiva – dov’ero mentre tutti si appassionavano a Labyrinth per esempio?). E quindi li abbiamo attesi, ci siamo segnati le date sul calendario, siamo andati al cinema a mezzanotte e un minuto per la super anteprima, abbiamo contribuito a far crescere l’hype manco fossimo direttamente pagati come uffici stampa e ogni volta, ogni santissima volta, siamo stati delusi, se non proprio completamente turlupinati. Siamo finiti a deridere Jar Jar Binks e L’attacco dei cloni, a fingere che Indiana Jones e il – maledetto molto più del tempio – regno del teschio di cristallo non sia mai esistito, mentre perfino Dumbo veniva pesantemente e dolorosamente seviziato. Prendendo sempre più coscienza che l’opera di distruzione è incessante, avanza come il nulla e presto toccherà al prequel di Willy Wonka con Timothée Chalamet. Poi chissà a cos’altro.

Per questo il vero sospiro di sollievo i fan di Friends l’hanno potuto tirare già al trailer, quando è diventato chiaro che non ci sarebbe stato un nuovo episodio o un film o chissà quale altra fantasiosa idea, ma semplicemente un’intervista con show annesso e che la reunion sarebbe stata improntata alla nostalgia. Da lì tutto è stato forse meno atteso, ma anche più leggero, e quasi tenero, perché c’era la sicurezza che, perlomeno, non sarebbe virato in grande delusione. Che non avremmo scoperto che Monica fa delle agguerritissime gare a chi cucina la torta più buona tra le mamme del suo elegante quartiere di periferia o che Rachel e Ross hanno fatto carriera mentre Joey no. Sbadiglio.

Nel momento della serata in cui James Corden domanda ai sei come immaginano si sarebbe sviluppata la vita del loro personaggio a me pare diventi evidente a tutti quanto siamo fortunati a non conoscere la risposta. La speculazione, soprattutto la loro, può essere pure divertente, ma la risposta è esattamente ciò che non dovremmo conoscere per non mettere a repentaglio l’unica cosa che poi interessa di Friends oggi: guardare le repliche in santa pace.

Dopotutto non è la sit-com con le migliori gag, né quella con le migliori battute o invenzioni o situazioni. Non è un modello per altri show, non ha vinto grandi premi, non viene citata in nessuna classifica sugli show migliori di tutti i tempi. È del tutto innocua. E però viene vista e rivista – anche Corden spara una cifra fantasmagorica sulle ore di repliche andate in onda. C’è chi, dopo aver viaggiato negli Stati Uniti, ricorda per anni quanto sono grandi gli snack, io ricorderò sempre che un pomeriggio ho trovato sei canali che davano contemporaneamente sei episodi diversi di Friends. (E pure in Italia oggi va in onda su due reti assieme: Comedy Central e Italia2). Si dice sempre di più, negli ultimi tempi, che le battute invecchino. E Friends è pieno di battute invecchiate malino, ma resiste ancora forse proprio in virtù dell’impossibilità di aggiornarlo. Del fatto che abbia la capacità rara per uno show, più caratteristica delle canzoni, di riportarti a un mondo e a un’età – o di fartela desiderare se si è più piccoli. Tornare alla famiglia di amici o uscire dalla famiglia per trovarne una di amici. Un’idea falsa, illusoria e consolatoria? Senza dubbio. Ma anche chissenefrega. È un esempio ben riuscito di “aurea mediocrità”, per cui non ha senso usarlo come termine di paragone.

Da questo punto di vista la reunion è stata una sorta di, e perciò perfetta, super-replica. Un montaggio degli episodi migliori visti da prospettive appena un po’ diverse e rinnovate. Una riunione di classe in cui ci siamo potuti nascondere e guardare i nostri amici potendo commentare “oddio, quanto sono invecchiati” senza che nessuno ci dicesse “guarda come sei invecchiato tu”.

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