Hype ↓
00:44 mercoledì 8 aprile 2026
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

Storia dimenticata della designer che inventò la cucina moderna

Si chiamava Margarete Schütte-Lihotzky, era femminista e ideò la cosiddetta "Frankfurt Kitchen".

15 Maggio 2019

La cosa che più affascina della “Cucina di Francoforte” sono i colpi di scena di una storia che è stata scritta e rielaborata molte volte. Prima nel 1926, anno della sua ideazione e immediato affossamento; poi nel Dopoguerra, momento della sua rinascita; quindi negli ultimi trent’anni, quando si è imposta in nuovi contesti, in un’epoca di nuclei familiari che condividono una “dream kitchen” fatta più per sognare che per cucinare. Per ogni giro di boa della società occidentale, per ogni nuovo diritto conquistato e ogni passo indietro della Storia, la Frankfurt Kitchen era lì, con i suoi torti e le sue ragioni.

Nel 1926, Margarete Schütte-Lihotzky, prima donna austriaca a potersi dichiarare architetta e a non dover cedere le proprie idee a qualche uomo che ci mettesse la firma, pensa che occuparsi delle cose di casa sia un mestiere, occorre quindi dedicare a questa professione un luogo adatto. Scriverne nel 2019 espone naturalmente a tutta una serie di perplessità, visto che la cucina dei nostri anni apparentemente emancipati tutto sembra, tranne che una cucina. È uno spazio conviviale, un’isola intorno alla quale tutti possono dire la loro, condividere il momento, fare altro. In realtà proprio questa idea di cucina, un po’ più grigia magari, era anche quella che aveva fatto storcere il naso a Margarete Schütte-Lihotzky. La ritroviamo nelle foto in bianco e nero di fine Ottocento, dove al centro della sala spuntavano enormi stufe in ghisa, scure, pesanti e, nonostante tutta la buona volontà, sporche e insane.

È questo che colpisce l’architetta austriaca: le donne non avevano un luogo dedicato alla loro professione, si arrangiavano come potevano in uno spazio pensato per altri scopi. E per questo nasce la Frankfurt Kitchen, per eliminare il grigio e per dare un ruolo a chi la usa e la vive.

Siamo nel periodo in cui si sviluppano i caseggiati urbani ad alta concentrazione popolare, occorre quindi concepire un luogo dell’appartamento separato dagli altri ambienti e dotato di strumenti in grado di produrre numerosi pasti per famiglie numerose. L’ispirazione? Le cucine della carrozze ferroviarie, che sono piccole, efficienti e sfornano centinaia di pasti in un ambiente perfettamente ottimizzato. Anche perché muoversi in grandi spazi significa fare lunghe traversate per passare dal fornello al lavabo e questo, nel pensiero radicale dei modernisti, è fuori da qualsiasi logica: le perdite di tempo, e di spazio, si eliminano. Con la Frankfurt Kitchen, la cucina diventa quello che è sempre stata ma nessuno ha mai ammesso: l’organo vitale di quella macchina per abitare che è la casa.

All’inizio degli anni ’30, i ministri francesi, impegnati a gestire l’espansione urbana, ne ordinano immediatamente 260.000 unità da destinare agli appartamenti popolari che la Francia sta costruendo. Agli americani l’idea piace, ma una cucina che arriva dal cuore della Vecchia Europa, dove ancora si respira un clima imperiale, non ha un grande appeal. D’altra parte, negli stessi anni, nel cuore della stessa Vecchia Europa, l’idea di una donna lavoratrice piace ancora meno a chi sta prendendo il potere. Se proprio la donna deve fare un mestiere, allora che faccia la madre, non ha bisogno di laboratori ed officine.

La stessa Margarete Schütte-Lihotzky non ha una vita facile. Nel 1940 viene arrestata a Vienna dalla Gestapo, la motivazione sono le sue idee antifasciste. Scampa alla pena di morte ma passerà la Seconda Guerra Mondiale in un carcere. Viene liberata nel 1945 dagli Americani. L’attivismo, la dignità delle persone, un certo tipo di femminismo sono sempre stati i temi al centro della sua ricerca. Inizia a ragionare sulla sua prima cucina abitabile nel 1917, durante il corso di grafica alla scuola di Arte e Mestieri. Sono anni in cui una donna che studia per diventare architetto finisce, se va bene, ad occuparsi di arredamento di interni, se va male di decorazione. La soluzione di problemi legati all’edilizia popolare è qualcosa che consente a Margarete Schütte-Lihotzky di essere presa sul serio anche nell’ambito dell’architettura, dove le scelte strutturali e le soluzioni degli spazi abitativi sono più intrecciate che in qualsiasi altro ambito. E non è un caso se la Cucina di Francoforte le viene sollecitata da Ernest May, architetto, urbanista, nel 1926 assessore all’edilizia di Francoforte.

Ritratto di Margarete Schütte-Lihotzky

Finisce la guerra e si diffondono il gas, la corrente elettrica e i mezzi di trasporto. Quella cucina nata per risolvere il problema al popolo delle grandi città europee inizia ad avere successo da tutt’altra parte: nei sobborghi residenziali degli Stati Uniti, dove la middle-class va a caccia di personalizzazione, di colore, di status. La Frankfurt Kitchen ha successo grazie ai suoi piani di appoggio continui ed alla stessa altezza da terra, al piano di lavoro vicino alla finestra per migliorare l’illuminazione, alla pianta a U che facilita i movimenti e l’accesso agli strumenti. E si riempie di elettrodomestici, quelli che l’advertising chiama “la servitù invisibile”. In questo contesto la Cucina di Francoforte diventa la “dream kitchen” dei quartieri residenziali: colorata, moderna, modulare, razionale, tecnologica. Ma c’è un nuovo problema. Quando i pubblicitari di Madison Avenue sentono parlare di Frankfurter Küch, pensano sia meglio ricorrere all’idea di “cucina svedese” per comunicare questa bella soluzione, visto che il quel periodo tutto poteva arrivare dalla Germania, tranne che una “fresh idea”. Solo che Margarete Schütte-Lihotzky nacque in Austria, non in Svezia.

Negli anni ’60 quell’idea di una femminista anni ‘20 non viene giudicata molto bene dalle femministe moderne. È arrivato il momento storico in cui una donna tra le mura domestiche viene considerata come dentro una gabbia. Relegare una donna in un ambiente piccolo ed efficiente significa certificare che il lavoro vero, quello ben pagato e che si svolge ogni giorno fuori casa, spetta all’uomo. La Cucina di Francoforte, a questo giro, è scorretta nel principio, ma il tempo dirà che non lo è nella sostanza.

Oggi, mentre ci avviciniamo al centenario della sua ideazione, le strutture modulari e colorate della Frankfurt Kitchen sono ancora qui, sui cataloghi e nei siti web che consultiamo non appena iniziamo a pensare alla nuova casa. È un’idea che funziona e che, a conti fatti, continua ad essere accessibile, per niente elitaria, esattamente come l’aveva immaginata Margarete Schütte-Lihotzky. Il bello dei prodotti rivoluzionari non è tanto chi li usa, ma a che cosa servono.

Articoli Suggeriti
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella

È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

Gli Angine de Poitrine sono un glitch nella matrice dell’industria musicale ed è per questo che piacciono così tanto

Sono talmente strani e diversi che avrebbero dovuto essere seppelliti dall'algoritmo. Nessuno sa come né perché, sono diventati la band più virale e apprezzata del momento.

Leggi anche ↓
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella

È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.

Gli Angine de Poitrine sono un glitch nella matrice dell’industria musicale ed è per questo che piacciono così tanto

Sono talmente strani e diversi che avrebbero dovuto essere seppelliti dall'algoritmo. Nessuno sa come né perché, sono diventati la band più virale e apprezzata del momento.

Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival

Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.

La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke

È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.

Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film

In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.

Il deserto dei Tartari prevedeva il nostro futuro, ma lo abbiamo capito quando ormai era troppo tardi

L'attesa senza oggetto che racconta – quella di un nemico che non arriva, di un senso che non si materializza – non è mai stata così contemporanea. Rileggere il romanzo di Buzzati o rivedere il film d Zurlini oggi è un'esperienza rivelatrice.