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11:58 venerdì 6 novembre 2026
Tre sex worker si sono stufate delle piattaforme che le sfruttano e censurano, così hanno deciso di fondarsi una piattaforma tutta loro, «la più pro-sex worker del mondo» È nata per accorciare la strada tra i social e i contenuti per adulti, e la gestiscono tre sex worker. Vieta l’AI, commissioni più basse di OnlyFans e promette alle creator una cosa rara in questo lavoro: una comunità.
Il rimedio contro la desertificazione potrebbe venire da una sperduta isola dell’Atlantico che da deserto si è trasformata in giungla Dal 1847, su un’isola vulcanica di Ascension, gli alberi dei Kew Gardens hanno creato una foresta che si mantiene da sola. Gli scienziati la studiano per capire come fermare l’avanzata dei deserti, ma il modello ha dei limiti.
Il paradiso esiste e si chiama Gifcities, il museo che raccoglie tutte le gif apparse sull’internet dei bei vecchi tempi Più di quattro milioni di GIF animate recuperate dalle pagine di GeoCities, grazie all'ennesimo sforzo di conservazione del benemerito Internet Archive.
Le proteste in Francia continuano e adesso agli studenti si sono aggiunti lavoratori di praticamente tutti i settori Lavoratori degli ospedali, degli aeroporti, delle poste, delle scuole, delle ferrovie e molti molti altri: questo fine settimana sono attesi in piazza centinaia di migliaia di persone.
Le banche stanno iniziando a rinegoziare i mutui concessi alle persone che vivono nelle zone più a rischio a causa del Super El Niño Con il super El Niño che si sta formando nel Pacifico, i grandi istituti di credito stanno rivedendo i prestiti esposti a siccità e alluvioni, soprattutto in agricoltura.
Se come noi siete ancora in lutto per la morte di Juan Atkins, il padre della techno, sappiate che su YouTube è stato appena pubblicato uno dei suoi ultimi set in versione integrale L'uomo che a Detroit inventò un suono che non esisteva è morto a 64 anni. Una delle sue ultime esibizioni è stata quella al Dekmantel di Amsterdam, nella scorsa estate. Ora la si può vedere tutta, ancora e ancora.
Nonostante non ci siano stati né incidenti né scontri, la polizia ha comunque sgomberato l’accampamento del movimento per la casa a Puerta del Sol a Madrid Quattrocento agenti hanno allontanato 334 persone dall’accampamento nato dopo lo sfratto e la morte di Maricarmen Abascal. La protesta contro la crisi abitativa, però, continua.
La Casa Museo di Rembrandt offre agli amanti di Rembrandt un tatuaggio di Rembrandt alla modica cifra di 400 euro Il museo dice che non è affatto una trovata pubblicitaria, perché le stampe e i tatuaggi servono alla stessa cosa: far conoscere l'arte di Rembrandt.

Cosa porti a cena dice chi sei (e chi è l’altro)

Perché certe bottiglie si regalano solo a certe persone? Da una ricerca Ipsos Doxa sul Franciacorta abbiamo raccontato cosa comunica un vino portato a cena, e spiegato perchè il suo prezzo è assolutamente democratico.

05 Novembre 2026

Ogni invito a cena, non è solo un invito a cena ma contiene al suo interno una domanda implicita: cosa porto? Il dolce? Ma quale dolce? I fiori? Ma quali fiori, e perché i fiori? E poi obbligano qualcuno a cercare un vaso mentre gli altri si tolgono il cappotto. Resta l’unica via  – alcolica – sicura; porto il vino, non rosso, non bianco ma le bollicine che mettono d’accordo tutti, di fatto sembra la soluzione più semplice, e intrinsecamente la più rivelatoria. Quindi arriviamo davanti alla porta, con il nostro sorriso migliore, con la bottiglia che arriva un attimo prima di noi tra le nostre mani tese in avanti, e in quell’esatto istante abbiamo già detto quanto ci teniamo, quanto conosciamo chi ci ospita e che importanza diamo alla serata. Cosa comunica quindi presentarsi alla porta con un Franciacorta invece che con un vino qualsiasi? 

La verità universale iniziale è che se lo porti, significa che quell’ospite o quella festa sono davvero importanti. La ricerca Ipsos Doxa lo conferma, infatti l’86% degli intervistati considera il Franciacorta adatto alle occasioni importanti e l’85% adatto come regalo. Nel confronto con gli altri vini sparkling è il primo indicato per un regalo (61%), davanti a Champagne (55%) e Prosecco (35%), ed è primo anche per qualità percepita (64% contro il 58% dello Champagne). Quindi significa che ammiriamo l’ospite, lo riteniamo importante e ci sentiamo in quale modo bene tutti.

Prima di spiegarvi perchè, bisogna partire da un fenomeno generazionale: il grande ritorno delle cene in casa, registrato dai trend internazionali soprattutto tra i più giovani – che di fatto sono anche quelli che acquistano già Franciacorta. E le ragioni sono diverse: uscire a cena costa sempre di più mentre la casa offre un ambiente più intimo, economico e meno rumoroso di un locale. In questo nuovo rito domestico la bottiglia diventa un biglietto da visita, ovvero è in grado di raccontare qualcosa di te, del rapporto con chi ti ospita e del valore che attribuisci alla serata. Per questo il 32% degli intervistati dichiara di avere paura di sbagliare bottiglia quando deve scegliere un Franciacorta eppure è il secondo vino sparkling più familiare agli italiani dopo il Prosecco: il 94% lo conosce, il 75% lo ha provato almeno una volta e il 50% lo consuma attualmente. Ma solo il 42% dichiara di conoscere davvero il Metodo Franciacorta. Accanto a questa conoscenza parziale domina ancora la percezione di un vino costoso ed elitario, infatti il 54% lo definisce caro, il 52% ritiene che spesso abbia un prezzo troppo alto rispetto ad altri spumanti e il 45% lo considera più adatto agli intenditori che a tutti. Tra i 18-34enni pesano anche la preferenza per vini più semplici e immediati e la difficoltà di orientarsi tra tipologie e informazioni. Se però si guarda al valore, il Franciacorta è e resta lo spumante per cui più italiani pensano che valga la pena spendere qualcosa in più. Il 62% gli riconosce un buon rapporto qualità-prezzo e il 73% pensa che piaccia a tutti, anche ai giovani. Il suo prezzo è molto più accessibile e democratico di quanto si creda e il Franciacorta preserva nella sua simbologia il valore del regalo speciale, quello riservato alle occasioni importanti.

Franciacorta è un’unica parola che indica il vino, il metodo con cui si produce e il territorio da cui nasce: una fascia di colline moreniche in provincia di Brescia, a sud del Lago d’Iseo, dove si coltivano Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco ed Erbamat, vitigno autoctono ammesso nel disciplinare dalla vendemmia 2017. Le prime bottiglie risalgono alla vendemmia 1961 e nel 1995 il Franciacorta è stato il primo vino italiano prodotto esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia a ottenere la DOCG. Il Metodo Franciacorta è la declinazione locale del metodo classico, lo stesso dello Champagne. Si parte dalla vendemmia, tra agosto e settembre, obbligatoriamente manuale e poi le uve vengono raccolte in piccole cassette perché non si schiaccino. Dopo una pressatura soffice, i vini base delle diverse uve, anche di annate diverse, vengono assaggiati e assemblati nella cuvée. In primavera arriva poi il tiraggio, il vino va in bottiglia con zuccheri e lieviti e comincia la seconda fermentazione, in sintesi quella che crea le bollicine. Segue l’affinamento sui lieviti, almeno 18 mesi per il Franciacorta senza annata, tre in più di quanto richiesto in Champagne, 24 per Satèn e Rosé, 30 per i Millesimati e 60 per le Riserve. Con il remuage le bottiglie vengono ruotate per portare il deposito verso il collo; con la sboccatura il deposito viene eliminato prima della tappatura definitiva.

In sintesi, dalla vigna alla tavola passano poco più di due anni e in ogni micro passaggio ci sono persone che controllano, assaggiano e decidono. È tutto questo percorso a dare senso al suo valore sia economico ed emozionale: la cura del territorio e del suo metodo si condensa quindi in una bottiglia, e quella bottiglia diventa il messaggio più chiaro che portiamo a tavola: in pochi minuti dice chi siamo, e chi è l’altro. 

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