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18:05 venerdì 27 marzo 2026
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.

Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo

Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».

27 Marzo 2026

La Casa Bianca ha trasformato il proprio feed Instagram e X in un inquietante manifesto di estetica lo-fi. Cinque post; tre dei quali composti da una singola foto sgranatissima; uno da un “video” del logo della Casa Bianca e del logotipo PRESIDENT DONALD J. TRUMP con in sottofondo una musica incomprensibile che, se riprodotta al contrario, lancia il messaggio «exciting announcement tomorrow» («domani un entusiasmante annuncio»); uno fatto da una grafica di una barra di caricamento piena per metà e la scritta COMING SOON. Questi cinque contenuti sono comparsi a breve distanza l’uno dall’altro sui profili ufficiali della Casa Bianca, ma nessuno sembra capirne il motivo: le fotografie, nonostante le pixelature pesanti, lasciano intuire i volti di Donald Trump e JD Vance.

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Questa deriva verso l’imperscrutabile non è però un estemporaneo vezzo artistico, quanto una ormai collaudata strategia di distrazione estetica. Mentre l’amministrazione naviga nelle acque agitate di una crisi diplomatica in Iran, delle scandalose rivelazioni contenute negli Epstein Files, dei guai economici scaturiti da prezzi dei carburanti che stanno rapidamente raggiugendo i massimi storici, il caos digitale diventa la perfetta cortina fumogena. Ma potrebbe davvero trattarsi di un rebranding? Forse sì, perché uno dei principi fondamentali del cambio di immagine è che, quando la realtà politica diventa indifendibile, è meglio spostare l’attenzione su una caccia al tesoro virtuale, costringendo l’opinione pubblica a interrogarsi su un pixel anziché sui fallimenti in politica economica, migratoria o estera.

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In questo scenario, sempre più post-comunicativo e post-lume della ragione, persino la Federal Communications Commission (FCC) sembra allinearsi allo stesso registro visivo pubblicando un video con una foto sgranatissima del Presidente della Commissione Brendan Carr (forse, difficile esserne sicuri). Ma in principio i video erano due: uno, eliminato dopo circa 90 minuti, era una soggettiva di una persona che sembrava essersi dimenticata la videocamera del telefono accesa. La persona, dalla distinguibile voce femminile, chiedeva quando ci sarebbe stato il «lancio». Ma non si capisce di cosa. Possibile che il riferimento fosse alla neonata app della Casa Bianca, presentata sempre sui social con un video montaggio di bombardamenti vari in giro per il mondo e una caption che dice «Live streams. Real-time updates. Straight from the source—no filter», una maniera da action movie degli anni ’80 per dire che non c’è nessun di più affidabile del potere come fonte di notizie sul potere?. «Frate, tutto questo hype per un’app», commenta (giustamente, ci sentiamo di aggiungere) un utente su Instagram.

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Resta da capire se questa teatralità del vuoto sia il preludio a una nuova, aggressiva campagna di comunicazione o semplicemente l’ultimo tentativo di un potere in affanno di mantenere il controllo sul discorso pubblico attraverso la distrazione. Nel dubbio, la Casa Bianca tace e sgrana la propria immagine, lasciando che sia il rumore delle migliaia di persone che commentano a parlare per lei.

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