Lo spaventoso mondo dello stalkerware, lo stalking tramite app spia

Un nuovo documentario del collettivo Flares fa luce su un fenomeno sempre più diffuso: il controllo tecnologico sul(la) partner.

di Studio
26 Novembre 2024

«Se ti dicessi che mi basta avere il tuo telefono in mano per un minuto per poter sapere tutto su di te, come ti sentiresti?». È da questa domanda che parte il primo documentario di Flares, un nuovo collettivo di giornalismo investigativo fondato da Silvia Boccardi (giornalista specializzata in diritti umani e civili, ha collaborato con Vice Italia, SkyTG24, LA7, Will Media) e Silvia Lazzaris (reporter e autrice che esplora l’intersezione tra scienza, tecnologia, ambiente e potere, e ha collaborato con Corriere della Sera, BBC World Service, Wired UK, Will Media, L’Espresso e Domani), che vuole specializzarsi in inchieste digitali, audio e video. Si chiama App spia o stalkerware: quando la tecnologia diventa violenza, è uscito il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, a poco più di un anno dalla scomparsa di Giulia Cecchettin, e offre una panoramica sui nuovi strumenti digitali – terrificanti quanto, purtroppo, diffusi ed efficaci – utilizzati per spiare i telefoni altrui.

Dalle indagini sul femminicidio di Giulia Cecchettin è emerso che Turetta aveva provato a installare un’app di controllo sul suo telefono (non si sa con certezza, perché il cellulare della vittima non è mai stato trovato). Prima di essere un assassino, in un certo senso, Turetta era uno stalker, un maniaco del controllo. Come funzionano questi programmi? Serve, appunto, un minuto: sono invisibili nella schermata Home dei telefoni delle vittime, e sono collegate a un altro account che riceve ciò che viene spiato. Ovvero, le ricerche su Google, le foto che scatta, le chiamate che fa, i messaggi che si scambia, la geolocalizzazione in diretta: il controllo è totale.

Il documentario mostra come queste app abbiano anche pubblicità roboanti, tipo film d’azione, che promettono di entrare nelle chat, nei social, negli spazi più intimi del(la) partner. Tutto pubblico, anche su YouTube. A partire dalla comunicazione, c’è una misoginia evidente nella natura di questi servizi: un post di un blog interno a un’azienda che vende app di sorveglianza titola: «Il tradimento è donna? La scienza è pronta a scommettere di sì». Continua: «Da un recente studio condotto da scienziati e psicologi dell’Università del Texas e della California è emerso che le donne potrebbero essere geneticamente predisposte al tradimento».

Il documentario di Flares è arricchito dalla testimonianza di Laura Carrer, giornalista di Irpi Media che ha lavorato a un’ampia inchiesta sullo stalkerware (si legge qui). Spiega che la maggior parte degli utenti di questa app sono uomini che vogliono sorvegliare donne. Molto più rara, ma presente, è l’evenienza contraria, o il controllo interno alle famiglie. Per un anno intero Carrer ha seguito il caso di SpyHide, un’app creata da due programmatori iraniani, oggi non più esistente. Soltanto per questa app, sono stati registrati ben 750mila download. I numeri sono impressionanti.

Questo tipo di stalking è un reato penale, e le pene sono alte: il problema è che il fenomeno è quasi completamente sommerso. E sulle poche informazioni che abbiamo pesa, naturalmente, anche una confusione culturale, per cui ancora troppo spesso si scambia il controllo (e l’ossessione) per una forma d’amore. Pochi gli indizi concreti con cui identificare l’esistenza di questi sistemi di controllo: consumo altissimo dei dati, batteria che dura pochi minuti. Oltre, naturalmente, al fatto che il partner possa essere in possesso di informazioni mai condivise. L’elenco dei centro antiviolenza 1522 si trova qui, regione per regione. Il numero da chiamare (è servizio pubblico) contro la violenza e lo stalkin è invece il 1522.

In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti

Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.

La Danimarca è diventata il primo Paese al mondo a usare solo energie rinnovabili per un mese intero

A marzo del 2025 il Paese è riuscito a soddisfare tutto il suo fabbisogno energetico usando solo l'eolico e il solare, per 31 giorni consecutivi.

Leggi anche ↓
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti

Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.

La Danimarca è diventata il primo Paese al mondo a usare solo energie rinnovabili per un mese intero

A marzo del 2025 il Paese è riuscito a soddisfare tutto il suo fabbisogno energetico usando solo l'eolico e il solare, per 31 giorni consecutivi.

C’è un book club in cui si pagano 1500 euro per leggere in silenzio assieme a degli sconosciuti a cui non bisogna rivolgere la parola

Si chiama Rest + Read, si tiene in Galles e si pagano 1.250 sterline (1.495 euro) per quattro giorni di lettura e silenzio.

Una delle nuove differenze tra ricchi e poveri è il green divide, cioè la possibilità e facilità di accedere a zone verdi

Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.

Al caso della “famiglia nel bosco” adesso si è aggiunto anche un film prima svelato e poi smentito nel giro di 24 ore

I giornali hanno riportato di un accordo quasi fatto con Netflix. Accordo che è stato poi smentito dall'avvocata della famiglia e dalla stessa Netflix.

Nel viaggio verso la Luna di Artemis II abbiamo ritrovato tutto l’incanto che non riusciamo più a provare qui sulla Terra

Questi dieci giorni di viaggio nello spazio ci hanno ricordato perché l'essere umano da sempre tende verso il cielo: perché da lì le miserie e le macerie della Terra non si vedono e l'illusione dell'unità umana diventa verità.