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18:28 sabato 14 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

In Cina Fight Club ha un finale completamente diverso

25 Gennaio 2022

Ve lo ricordate il finale di Fight Club? Edward Norton e Helena Bonham Carter che si tengono per mano, le note di “Where Is My Mind” dei Pixies che salgono piano piano, le bombe che esplodono e i grattacieli che crollano? Una delle scene finali più memorabili della storia del cinema, difficile fare meglio di David Fincher. Difficile, certo, ma non impossibile: in Cina, per esempio, hanno deciso di accettare la sfida e provare a “migliorare” il finale di Fight Club.

«Grazie all’indizio fornito da Tyler, la polizia ci mise poco a scoprire tutto il piano e ad arrestare i criminali, riuscendo a evitare l’esplosione delle bombe. Dopo il processo, Tyler fu spedito in un manicomio, per ricevere cure psichiatriche. È uscito dall’ospedale nel 2012», è così che finisce il Fight Club visibile sulla piattaforma streaming cinese Tencent. L’ordine costituito vince, insomma, il lieto fine secondo l’autocrazia. Ma siccome anche la Cina fa parte di questo mondo, moltissimi utenti che Fight Club lo avevano già visto nella versione originale, dopo aver visto il “nuovo” finale del film, si sono sentiti presi in giro e hanno espresso la loro incredulità sui social media. «È veramente una presa in giro. Il Fight Club su Tencent Video dimostra che non si limitano a cancellare alcune scene, ma che cambiano anche la storia del film», ha scritto un utente su Weibo.

Al momento, come riporta il Guardian, non è chiaro se si tratti di censura governativa o di una decisione dei produttori del film. Non è insolito, infatti, che i produttori di Hollywood decidano di far uscire in Cina delle versioni “riviste e corrette” dei film per evitare la censura del governo e far arrivare il prodotto ai milioni di consumatori cinesi. È successo, per esempio, anche con Bohemian Rhapsody, il biopic su Freddy Mercury dal quale furono tagliate tutte le scene in cui si faceva anche solo riferimento all’omosessualità del frontman dei Queen. Tutto sarebbe conseguenza delle politiche decise da Xi Jinping, ormai da mesi impegnato in una campagna per eliminare dalla società tutto ciò che può essere (secondo lui, ovviamente) malsano, comprese scene di film, programmi televisivi e videogiochi che potrebbero turbare la pace interiore dei suoi concittadini.

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