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14:52 domenica 29 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Fenomenologia di “YO”, l’app del momento

26 Giugno 2014

YO, la app creata dall’israeliano Or Arbel e che permette di comunicare solo utilizzando l’espressione monosillabica “yo”, ha superato in soli quattro giorni la cifra di un milione di utenti. La notizia è stata comunicata dall’account Twitter ufficiale dell’app, lanciata lo scorso primo aprile quasi per gioco (noi ne avevamo già parlato).

Il picco di celebrità raggiunto da YO è dimostrato principalmente da un aspetto: attorno all’applicazione sta nascendo un vero e proprio ecosistema di imitazioni, parodie e discussioni. Basti pensare che, come riportato da Business Insider, è già nata la prima copia dell’app: si chiama “Hey” e l’unica possibilità di uso diversificato promessa dai fondatori è scrivere la parola con una o più “y”, a seconda di ciò che si vuole comunicare attraverso il messaggio.

Nel frattempo, lo stesso Or Arbel ha dichiarato di avere in cantiere una versione business della sua app, il che però non dovrebbe implicare molte aggiunte all’essenziale “yo”. Il creatore della striscia a fumetti Dilbert, Scott Adams, invece, ha detto a VentureBeat di voler dar vita a quella che considera la naturale evoluzione di YO: una nuova app che invii una risposta senza alcun contenuto. «Ci sono delle occasioni in cui persino “yo” è troppo», ha spiegato, «Come quando riceviamo mail e messaggi che vogliamo ignorare: in questi casi sarebbe utile poter dire “ti ho risposto sette volte con la mia nothing-app”. A quel punto chi ignorerebbe chi?».

Il successo di YO è passato anche attraverso il battesimo della sua prima parodia, creata in India con un fine non del tutto giocoso. La app che fa il verso all’originale si chiama Wow Labz ed è stata ideata dal ventottenne Rohith Veerajappa: l’unico messaggio che permette di inviare è “aiyo”, che in indiano sta per “delusione” (mentre in cinese indica il dolore). Quest’app infatti vuole evidenziare il senso di frustrazione che molti giovani indiani provano nel rendersi conto di quanto nel loro Paese sia difficile ottenere finanziamenti per startup e nuovi progetti, mentre nel resto del mondo un semplice “yo” può garantirsi investimenti milionari in una manciata di giorni.

(via)

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