Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Facility è una bella rivista interamente dedicata alla toilette
“Facility, a magazine about bathrooms”, e poi l’angolo di un lavabo e un distributore di carta igienica in acciaio. È con questi pochi ma pregnanti dettagli che si presenta la rivista interamente dedicata ai bagni, Facility, lanciata lo scorso novembre e inaugurata, nel suo primo numero, proprio tra le pareti di un bagno pubblico, come riporta Slate. Perché «il bagno pubblico è un microcosmo della cultura di massa», sostiene il manifesto pubblicato in apertura della prima edizione, ordinabile online a 15 dollari o reperibile in alcune e selezionate edicole di New York e in California. «Mangiare e poi eliminare ciò con cui ci siamo nutriti è una pratica essenziale della nostra esistenza. Eppure, mentre esiste una solida cultura del cibo, nulla è stato dedicato alla seconda “attività”», scrivono. Per questo, attraverso articoli dedicati alla routine fisiologica, alla «rigorosa» struttura dei servizi igienici, Facility è stata creata per celebrare ed esplorare «gli odori, le trame, i sentimenti e le idee», che ruotano attorno al luogo in cui passiamo parte delle nostre giornate.
Niente a che vedere con Toilet Paper: tra gli articoli presenti nel numero 1, un’intervista a un idraulico circa le sue esperienze peggiori, apparati iconografici storici dedicati alla tematica, riferimenti a tecniche e a bagni del passato (come il “cesso di velluto” cinquecentesco di re Guglielmo III), un saggio relativo alle sostanze che facilitano le funzioni dell’intestino e persino una poesia drammatica. Non mancano le tematiche sociali, rappresentate dagli estratti del progetto Capitalist Bathroom Experience che informa sugli anni in cui gli operai dovevano combattere con i propri superiori per ottenere il diritto ad andare in bagno durante le ore di lavoro, e circa la lotta per avere pari accesso ai bagni pubblici, indipendentemente dalla propria razza e dal genere (i bagni delle donne spesso avevano una tassa fissa). A chiudere il numero, una sezione più pratica: un insieme di indicazioni stradali e di codici di accesso (ove necessari) per usare i bagni pubblici quando si è in giro per l’America.