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11:46 venerdì 17 aprile 2026
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non il film, il videogioco Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.

Ella Emhoff è il personaggio più interessante della cerimonia di insediamento

La figliastra di Kamala Harris ha attirato l'attenzione di tutti.

di Studio
21 Gennaio 2021

Chi seguiva Ella Emhoff su Instagram prima che l’Inauguration Day del 20 gennaio ne decretasse definitivamente il successo, si sarà accorto che sulla carriera politica di Kamala Harris, di cui Ella è la figliastra – la chiama “Momala”, perché matrigna le fa schifo – non ha mai postato quasi niente. Nemmeno ieri, non una foto, non una storia, così cool. Gli stessi che la seguivano da tempo avranno notato la crescita improvvisa dei suoi follower, 60 mila a inizio gennaio, 181 mila adesso, ma continuano ad aumentare, ora salgono di almeno 2 mila ogni 10 minuti. Perché sarà stato il sopracciglio alzato vistosamente al passaggio dell’ex vicepresidente Mike Pence, il cappotto di tweed Miu Miu con colletto (sopra a un abito Batsheva, un brand che si ispira all’epoca vittoriana) che ce l’ha fatta identificare come la meglio vestita di tutte (non era difficile), ma Ella Emhoff si è presentata come il personaggio più interessante della cerimonia di insediamento.

La stessa coolness di Zoe Kravitz, quella che dà sempre l’impressione di non averci messo troppo impegno, i capelli ricci che ogni tanto le cadevano sugli occhi verdi, le uscivano dal cerchietto nero, gli occhiali John Lennon. Cercando il suo nome su Google oggi si trovano almeno un centinaio di articoli, “Who is Ella Emhoff”, “Ella Emhoff brings art school chic to the Capitol”, come ha scritto The Cut, facendo riferimento alla carriera di Ella che in una scuola d’arte ci studia davvero. La prima apparizione ufficiale in veste di figlia acquisita di Kamala Harris è stata ad agosto 2020, in occasione della Convention Nazionale dei Democratici, trasmessa in live streaming dalla DNCC: aveva i capelli lisci, un taglio che richiamava il mullet ma più lungo ai lati, e una camicia con un ampissimo colletto bordato di merletto.

Nata nel 1999, è la seconda figlia del “Second Gentlmeman”, l’avvocato Douglas Emhoff, marito di Harris dal 2014 e di Kerstin Emhoff, produttrice cinematografica di origine ebraica appassionata di jazz, tanto che Ella deve il suo nome proprio a Ella Fitzgerald (quello di suo fratello, Cole, fa invece riferimento a John Coltrane). Frequenta il corso di Moda e tessuti della Parsons School of Design di New York, su Instagram scrive di essere queer, vive a Brooklyn e gestisce una piccola attività personale in cui realizza top, cappellini, borse, vestiti e pantaloni di maglia su commissione.

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Nel 2014 aveva i capelli viola, invece l’ultimo tatuaggio se l’è fatto lo scorso novembre, una torta sul braccio destro, sopra al disegno, un po’ più in basso, di un bambolotto rovinato. E poi il divano arancione, le Crocs col calzino, la cucina con le cementine e le polaroid, i suoi quadri coloratissimi, se si prova a immaginare l’icona della studentessa d’arte ideale, l’artista di Bushwick con gli occhialetti dalla montatura tonda e le piante tipo Monstera in soggiorno viene piuttosto facile pensare a una persona fatta esattamente come Ella. Con una corporatura sottilissima, un fluido physique du rôle invidiabile anche quando non indossa Miu Miu ma i suoi pattern anni ’70 e ’80. Di lei e dei suoi interessi, Harris aveva parlato durante un’intervista a Elle: «Ella e Cole sono diventati due adulti straordinari. Lei è brillante, talentuosa, così appassionata in tutto quello che fa». Anche come attivista. Nel 2020 ha infatti supportato la raccolta fondi per For The Gworls, un’associazione che si occupa di persone transgender in difficoltà, con lo scopo di fornire assistenza psicologica ed economica a chi è impegnato nel percorso di transizione. Non è un caso, considerando che lei e il fratello sono cresciuti conoscendo la politica, anche prima del matrimonio del padre con Harris. Quando nel 2008, in California, si è tenuto il Proposition 8, il nome dato al referendum in cui si chiedeva l’abolizione del diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso, Ella era scesa in strada per protestare insieme a Cole. Aveva 9 anni.

A gennaio di quest’anno, il New York Times li aveva interrogati via Zoom sulla particolarità di vivere in una famiglia allargata con una donna tanto importante come Kamala Harris, e Ella aveva detto: «È stato bello avere questo tipo di confronto in famiglia. Io e mio fratello scherziamo sempre sul fatto che quando portiamo a casa i nostri amici per la prima volta vengono sempre tartassati di domande. Se non ti sei preparato un file Excel ben delineato, sulle tue aspirazioni, pareri politici o su come va il mondo, non sopravvivrai a quel pasto». Al momento, è praticamente l’unica intervista a Ella che si trova online, ma è solo questione di tempo.

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