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02:45 giovedì 12 febbraio 2026
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.

Praticamente tutti dicono che il film di Breaking Bad è un disastro

14 Ottobre 2019

Sin dall’annuncio dello scorso agosto, ogni fan di Breaking Bad, una delle serie più amate e premiate degli ultimi dieci anni, ha atteso il film di Vince Gilligan, El Camino, con trepidazione. Eppure, la pellicola che fa da epilogo alla serie con Bryan Cranston nei panni del professore di chimica che cucina metanfetamina, non ha incontrato l’opinione favorevole della critica. Anzi.

Il film, che dall’11 ottobre è disponibile su Netflix, doveva raccontare, sei anni dopo la conclusione della serie, il destino dell’unico sopravvissuto alla resa dei conti tra Walter White e la gang di Todd. «Nonostante l’interpretazione perfetta di Aaron Paul, non è altro che una serie di contenuti che non necessitavano di essere realizzati», ha scritto Liz Shannon Miller su The Verge. Il problema per Miller è che «L’episodio finale della serie è stato talmente bello che nessun sequel avrebbe potuto rendergli giustizia. Inoltre la sceneggiatura di Gilligan non fa alcuno sforzo per ricordare agli spettatori cosa è successo prima dei fatti narrati in El Camino», tanto che anche per un esperto della prima ora è necessario leggere un riassunto online per rinfrescare la memoria.

Concorda su questo punto anche Emma Dibdin su Esquire: «[È un film, nda] impossibile apprezzare senza aver ripassato quanto accaduto in precedenza. Si tratta solo di un regalo ai fan della serie». «Avevamo davvero bisogno di un nuovo capitolo di Breaking Bad?», si chiede invece Hugh Montgomery sulla Bbc, facendo anche notare come la nostra cultura televisiva sia “troppo” invasa da anti-eroi. Ma non è l’unico problema. «El Camino sembra solo una speculazione. Una scelta interessante sarebbe stata quella di concentrarsi sulla moglie di Walter White, Skyler», e invece Gilligan ha optato per la storia più ovvia. Riprende da dove avevamo lasciato tutto, con Jesse Pinkman che cerca di sfuggire alla polizia in cerca di una nuova vita in Alaska, «ma ciò che otteniamo è solo un thriller senza brivido e senza nessun approfondimento sul personaggio», continua il critico.

Paul MacInnes sul Guardian lo definisce «Un episodio, più che un film, che nonostante una struttura interessante, si risolve in due ore di camei con i personaggi che i fan hanno amato». Per Daniel D’Addario di Variety «El Camino arriva dopo un capolinea, che prova a completare ciò che aveva già avuto un fine», mentre James Poniewozik sul New York Times scrive: «El Camino ti ricorda, in ogni scena, quanto Breaking Bad fosse magnifico, e quanto il nuovo film invece non lo sia».

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