Hype ↓
16:42 giovedì 23 luglio 2026
Il film più strano della prossima Mostra del Cinema di Venezia è senza dubbio Joie de vivre di Luca Guadagnino, un documentario su Bernardo Bertolucci lungo più di 7 ore Nel presentarlo, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha assicurato che «si rimane inchiodati allo schermo per sette ore, noi abbiamo fatto questa esperienza senza riuscire a staccare un attimo lo sguardo».
In Spagna è stata costruita una nuova “superciclabile”: è lunga 2180 km e attraversa 168 Comuni Oltre che due parchi nazionali, sette parchi naturali, due geoparchi riconosciuti dall’Unesco, tutti nella regione di Castilla-La Mancha.
Uno scultore italiano ha speso 100 mila dollari per scolpire una statua di Charlie Kirk che però nessuno gli ha chiesto e nessuno vuole Sergio Furnari ha lanciato un crowdfunding per coprire i costi dell'opera (che vuole esporre a Times Square). Finora ha raccolto 8 mila dollari. Su 150 mila richiesti.
Il presidente dei Marvel Studios ha detto che Adam Driver lo chiama spesso per dirgli che non ha nessuna intenzione di fare un film Marvel Lo ha detto Kevin Feige in persona: lui e Driver si sentono regolarmente su Zoom e Driver gli dà sempre la stessa risposta, cioè no.
Ad aumentare il rischio di incendi adesso c’è anche il fatto che sui “mercati predittivi” si può scommettere sugli incendi Quanti acri consumeranno le fiamme, quali quartieri verranno raggiunti, quando gli incendi saranno domati: ci sono piattaforme sulle quali si può scommettere su tutto questo.
Barry Jenkins si unisce all’ormai lunghissima lista di grandi registi che hanno firmato una campagna per Prada La campagna si intitola Simple Stories e tra i protagonisti ci sono Hunter Schafer, Kelvin Harrison Jr, Troye Sivan e Chen Haoyu.
Un rider ha vinto il più importante premio letterario della Cina, con una raccolta di poesie sui rider della Cina Wang Jibing si è portato a casa il Premio Letterario Lu Xun con la raccolta di poesie Low Flight, basata su 200 interviste fatte a colleghi rider.
Mamdani ha detto che farà tutto ciò che è in suo potere per far arrestare Netanyahu quando andrà a New York a settembre Ha detto anche che lui non ha l'autorità per farlo, ma "sfida" il governo federale, cioè Trump, a eseguire l'arresto.

Il dilemma delle donne tra i 25 e i 30

«Non sono più ragazza / non sono ancora una donna», cantava Britney Spears. Una questione rimasta irrisolta.

18 Dicembre 2017

È appena uscito un nuovo studio dei ricercatori di Harvard sulle «non più ragazze / ma non ancora donne». Dopo gli alieni e l’olio di palma si sono interrogati sul nome da dare alle protagoniste di questa fascia d’età maledetta, che sembra sia decisiva per la formazione di non ho capito bene quale parte del carattere. Ho capito bene, però, che il periodo che va dai 25 ai 30 ha qualcosa di satanico. Sì, perché è come se un’entità sconosciuta s’impossessasse del tuo corpo. E della tua mente. Quello che ieri era un vestitino con il quale affrontare i venerdì sera ora penzola inerme sulla gruccia, e non puoi fare a meno di chiederti: ero davvero così giovane e senza gusto? Quello che ieri era, appunto, un vestitino nero mezzo trasparente decisamente troppo corto e pure elasticizzato oggi è un motivo in più per infilarti disgustata una gonna lunga fino alla caviglia.

Suonato il gong del quarto di secolo si fa il passaggio: da ninfetta smaliziata a giovane quasi donna chic. Non so se succede perché quando entri nei luoghi affollati, pieni di gente che cerca sgraziatamente di socializzare  – prima dei 25 li chiamavi semplicemente “locali”, senza quella punta di satanico sarcasmo – i ragazzi, il tuo target di riferimento dai 14 ai 24, ovvero i venti/trentenni, non ti degnano nemmeno di uno sguardo, cioè, ti guardano ma non con quello sguardo. Il target al quale sei stata abituata per 10 anni, quello che continui inconsapevolmente a guardare, all’improvviso, smette di essere il tuo. È come chiedersi se viene prima l’uovo o la gallina. Prima tu che inizi a vestirti da giovane quasi donna chic e quindi iniziano a guardarti non proprio giovani quasi uomini chic o prima i ragazzi che non ti guardano più e allora ti adatti e inizi a prediligere il saio (questa è l’ipotesi scelta degli studenti di Harvard).

Entrare in uno di quei posti dove le persone bisognose di attenzione si scambiano fluidi e sguardi (sempre i locali) significa entrare e diventare un lampadario che fa luce senza essere notato. Un lampadario di quelli che notano solo gli intenditori – la peggiore categoria umana – che di solito hanno passato i 40. Dovrebbe essere liberty ma c’è un innesto di surrealismo qui, uno di pop art di là. Ecco come ci si sente quando si entra in uno di quei posti dopo i 25. Una specie di oggetto da collezione, un pezzo unico, certo, ma che nessuno riconosce a prima vista. Questo scherzetto diventa sempre più complesso.

New Fashion

È tutto un credere di. Se le tue amiche continueranno ad innamorarsi spesso, quello che prima era un fantastico racconto in cui t’immergevi con attenzione e curiosità, adesso è solo «Di nuovo? Credi di essere innamorata ma non lo sei. Figurati. Non è che una si può innamorare una sera sì e l’altra pure. Se esiste l’amore è una cosa rara». Poi smetti di idolatrare le cose difficili come se fossero solo quelle le cose vere, smetti di avere il culto romantico dei morti giovani, delle vite pure e incorruttibili. Chi ti sembrava un dio adesso ti sembra un dogmatico senza ironia. Per non parlare delle cose più ovvie. Le relazioni stabili. I figli. Il matrimonio. Il lavoro fisso. La smania. Lo scoprirsi stanchi dopo una corsa dietro al bus (prendi ancora il bus?!). I capelli bianchi. Le rughe. La smania, di nuovo. La possessione è quasi completa.

Poi ci sono le crociate dell’interiorità, o dell’amati per come sei, dell’accetta il tempo che passa, del che belle le rughe della Magnani. Va bene. Ma è solo un’elaborazione. Il cervello elabora, rielabora, inventa teorie machiavelliche per non pensare continuamente sto andando alla deriva, ho i segni della morte sul corpo. Come i post che pubblica su Instagram Lena Dunham. Schermo diviso in due, due gambe, aged 25 e aged 30, la prima con tre peli rimasti dopo una ceretta, didascalia: «Omg, I must shave immediately. No one must know I am capable of growing body hair». La seconda con i peli belli folti: «This is fine. No one even cares. We’re all going to die anyway». Si può annuire, ridere, dire magari sì, convincersene perfino ma resterà sempre una macchietta di feroce razionalità nel cervello che dirà no. No e poi no.

E quando anche guardare un semplice film diventa una tortura il no ti si stampa in testa e non ci puoi più fare niente. Una giovane donna è sposata, ha amanti vari, aspetta un bambino e addirittura viene uccisa, tutto in 60 min di pellicola. Sembrava ne avesse 35. Sulla lapide la presunta data di nascita è: 1990. È così che crolla definitivamente l’apparato machiavellico. E tutto si riduce ad una scelta. Quando torni a casa per le feste e vecchi amici, conoscenti, il tuo prof del liceo, nessuno ti riconosce più per strada. Magari ti salutano sgranando gli occhi: «Ciao. Oddio. Non ti avevo riconosciuta». E aggiungono: «Forse sono i capelli. Li hai tagliati?». Ecco, qui sei a un bivio. Puoi rimanerci male e maledire il tempo che passa. O puoi pensare fantastico. Sono un’altra. Posso diventare una spia. Cambiare nome. Espatriare. Soprattutto posso smettere di rispondere a inutili comparse del passato che ti chiedono cose insulse solo per aprire la bocca e dare l’idea di socializzare in uno di quei posti puzzolenti. Puoi finalmente dire «No, guardi, non so di chi sta parlando. Non sono io». E girare l’angolo.

Foto Getty
Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.