Hype ↓
00:48 lunedì 17 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Don Matteo e i giovani d’oggi, il mistero

Sarà vero che, come si è letto, Don Matteo «piace ai giovani»? Pur non essendo preti detective, abbiamo indagato sulla faccenda. Fenomenologia di una fiction trasversale, ma non troppo.

31 Gennaio 2014

La prima volta che ho visto una puntata intera di Don Matteo, l’episodio s’intitolava “Rave Party” e ruotava attorno all’argomento “i giovani d’oggi”. Delle due principali linee narrative, una era la storia di una ragazza apparentemente morta dopo essersi impasticcata a un rave, ma poi (***spoiler alert***) si scopre che in realtà era stata drogata a sua insaputa da un giovane spacciatore che voleva allargare il parco clienti e che poi si pente tra le braccia di Don Matteo – credo in gergo lo chiamino “crime light”, che poi sarebbe il genere della Signora in Giallo e del Commissario Barnaby. La seconda linea narrativa era dedicata a Patrizia, la figlia ventenne del maresciallo dei carabinieri fidanzata con il capitano Giulio, di dieci anni più vecchio di lei nonché superiore del padre: Giulio e Patrizia vorrebbero trascorrere un weekend romantico sulle Dolomiti, «a vedere lo slalom gigante di Santa Cristina, uno spettacolo unico», il maresciallo prova a mettersi in mezzo perché, come confiderà a Don Matteo, quei due mica sono sposati. Alla fine (***spoiler alert numero due ***) Don Matteo convince l’amico maresciallo a lasciare che la figlia vada sulle Dolomiti, perché dei ragazzi bisogna fidarsi, se le avete insegnato bene lei si comporterà bene.

Tutto questo per spiegare che la rappresentazione de “i giovani d’oggi” su Don Matteo è fuori dal mondo. Il che ci porta a una domanda: perché Don Matteo ha successo tra i giovani?

Sarà che non sono più tanto giovane e non frequento rave, però questi giovani d’oggi che guardano Don Matteo proprio non li capisco.

Infatti a leggere le cose che circolavano in rete e suoi giornali, in occasione del debutto della nona stagione, parrebbe proprio che «i giovani» apprezzino molto la fiction sul prete-detective interpretato da Terence Hill. «I giovani tra i 15 e i 24 anni sono tra i principali telespettatori», sostiene Radio Vaticana. È «la fiction che piace a tutte le età», con un «fortissimo risultato tra i giovani», rincara la dose Il Velino. Probabilmente merito delle «storie capaci di coinvolgere anche i giovani e i bambini», suggerisce Il Messaggero. Ora, sarà che non sono giovane e non frequento rave, però questi giovani d’oggi che guardano Don Matteo proprio non li capisco.

Così ho provato a indagare sul fenomeno. E ho scoperto che, dati alla mano, Don Matteo piace soprattutto ai vecchi: gli ultra-trentacinquenni rappresentano quasi l’89 per cento degli spettatori di Don Matteo, che al debutto della sua nona stagione ha fatto quasi il 27% di share, cioè: tantissimo, con un picco tra le donne over 65 (circa il 42% di share) e over 55 (circa il 38% di share). Tra i cosiddetti giovani, in realtà, non è che il prete detective tiri poi così tanto, specie rispetto al suo indiscusso successo d’ascolto generale: tra i ragazzi di età compresa fra i 15 e i 25, fa circa il 18% di share, senza grandi distinzioni tra maschi e femmine. Mentre nella fascia dei quasi-giovani, cioè i 25-35, va un po’ peggio tra i maschi e più o meno uguale tra le femmine.

Come spiegarsi che Don Matteo piaccia ai giovanissimi più di quanto piaccia ai quasi-giovani? La spiegazione più ovvia è che i primi vivono coi genitori, i secondi da soli. In altre parole il “successo” della fiction tra i ragazzi è in buona parte imputabile al fatto che se lo guardano coi genitori. Che poi non c’è nulla di male, ma è un po’ diverso da dire che “piace ai giovani”. Anche se resta il dato, questo sì interessante, che Don Matteo riscuote migliore ascolti tra i giovani rispetto ad altri telefilm “crime light” che trovano il loro pubblico di riferimento tra i vecchietti.

Per quanto goffa possa essere la loro rappresentazione possa essere, i giovani in Don Matteo ci sono sempre.

E qui, in effetti, le «storie capaci di coinvolgere anche i giovani e i bambini» di cui scriveva Il Messaggero potrebbero svolgere un loro ruolo. Per dire, se uno guarda la Signora in Giallo i personaggi principali (cioè Jessica Fletcher e il poliziotto-papà-di-Happy-Days), sono tutti e due vecchietti. Similmente, nel Commissario Barnaby la gente viene ammazzata durante cose come mostre floreali e competizioni tra campanari, mica nei rave party. Il fatto è che, per quanto goffa possa essere la loro rappresentazione possa essere, invece i giovani in Don Matteo ci sono sempre. Adesso c’è pure Andres Gil, il belloccio della serie per tweens Il Mondo di Patty.

In realtà, a seguirlo con un po’ di attenzione, ci si accorge che Don Matteo è un prodotto studiato con cura per avere un personaggio principale, spesso con una sua una linea narrativa, per ogni generazione: c’è il parroco ultra-settantenne, c’è il maresciallo di mezza età, c’è il capitano trentacinquenne, c’è la fidanzata, poi moglie, di lui ventenne, un po’ più giovane (ma non troppo, eh, che poi la gente pensa male), ci sono gli adolescenti ribelli e ci sono i bambini.

Ci sono tante generazioni, si diceva, ma si parla anche di generazioni. Dagli Adolescenti Ribelli che sfidano l’autorità di Don Matteo, salve poi accettarne i consigli, al siparietto sul Sesso Prematrimoniale di cui sopra, è sempre presente il conflitto generazionale, ma si tratta sempre di ribellioni contenute e, soprattutto, contenibili, che si risolvono con una predica pretesca-ma-non-troppo (pischelletto ribelle: «che mi vuoi fare dire un Padre Nostro?», don Matteo: «no, voglio parlare un po’»). È uno scontro-incontro tra i buoni vecchi valori degli anziani e i “giovani d’oggi”, dove il messaggio implicito è che i primi hanno ragione ma i secondi si meritano che ogni tanto si chiuda un occhio.  Che poi, maresciallo, dei ragazzi bisogna fidarsi. Anche se guardano Don Matteo solo perché il telecomando lo detiene papà.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.