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07:32 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

Dio la benedica dottor Vonnegut

10 Aprile 2012

Cinque anni fa a New York moriva, 85enne, Kurt Vonnegut; senza alcun dubbio uno dei più importanti scrittori americani del dopoguerra. Lo contraddistinguevano l’umorismo, la fantasia, l’irriverente scherzoso disgusto per qualunque forma di establishment e un’umanità – forgiata nel corso della sua esperienza di soldato e pow/becchino durante il bombardamento di Dresda – capace di ribaltare le logiche convenzionali e di offrire originali e vitalissimi punti di vista sulle circostanze della vita; anche le più terribili.

Vonnegut aveva cominciato con la letteratura sci-fi ed era approdato a una sorta di umanesimo fantascientifico che è stata la cifra di tutti i suoi libri migliori, da Mattatoio n°5 a Ghiaccio nove passando per La colazione dei campioni e Madre notte (attualmente editi in Italia da Feltrinelli).

Per l’occasione minimum fax ripubblica Dio la benedica dottor Kevorkian (1999, in precedenza uscito nel nostro paese per Eleuthera). Un libro di interviste impossibili con l’al-di-là, a personaggi come Newton, Shakespeare, Hitler e l’immancabile Kilgore Trout che offrono a Vonnegut l’occasione di parlare di vita e di morte con quel suo inconfondibile timbro vocale, lieve e profondissimo insieme, che da cinque anni manca moltissimo a chiunque lo abbia letto e amato.

(ca)

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