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18:13 giovedì 2 luglio 2026
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per segnalare e tracciare gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 al fianco delle squadre di pronto intervento che combattono gli incedi in un Paese che negli ultimi anni ha visto alcune delle stagioni di incendi più devastanti della sua storia recente.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.

Di cosa si è parlato questa settimana

Sette giorni di orrore in Medio Oriente e sui nostri social.

di Studio
14 Ottobre 2023

Esteri – Fauda
Nelle prime ore di sabato mattina dei terroristi di Hamas sono entrati nel kibbutz di Be’eri, dando il via a un attacco proseguito per ore e che ha portato all’uccisione di 1200 israeliani. I video e le immagini di civili giustiziati, rapiti, seviziati hanno fatto il giro del mondo. A due giorni dall’attacco, Tel Aviv ha iniziato una controffensiva per annientare Hamas e liberare gli ostaggi israeliani prigionieri nella Striscia. I bombardamenti su Gaza, anche con bombe al fosforo, non si sono fermati da quel momento. La conta delle vittime nemmeno.

Social – Tact Checking
L’attacco di Hamas e la conseguente risposta israeliana di questi giorni ha amplificato una sensazione già diventata fortissima durante la guerra tra Russia e Ucraina e che può essere riassunta così: la democratizzazione dell’informazione con la perdita di autorevolezza dei media ufficiali ha prodotto un disastro culturale di cui non siamo ancora completamente consapevoli. Nello specifico abbiamo passato ore e giorni a discutere dei bambini trucidati nel kibbutz di Kfar Azza, e a polemizzare se fossero o meno stati decapitati (la cosa certissima è che sono stati ammazzati, trucidati, in alcuni casi bruciati). Il fact checking da divano è diventato uno sport come quello dell’allenatore della Nazionale. Vi si cimentano in tanti, anche senza essere giornalisti, con risultati spesso grotteschi. E il problema non è solo che non si capisce più dove sia la “verità”, ma che anche di fronte a verità accertate, cioè ai fatti, spesso si perde completamente di vista il punto.

Tv – Ambasciator che porta pena
Nel caos mediatico di questi giorni di terrore e di guerra, brillano come al solito per assurdità i talk show italiani, incapaci di raccontare, spiegare, in altre parole dare informazioni allo spettatore, ma creando invece la solita commedia dell’arte con maschere e posizioni polarizzate. La maschera di successo di questi giorni e l’ex ambasciatrice, così si definisce, oltre che “writer of fiction” (dal suo profilo social) Elena Basile, nuova voce contro la “verità ufficiale” targata Fatto Quotidiano e già pronta pare a raccogliere l’eredità di Orsini, che infatti si lamenta disperato di avere la carriera distrutta per essere stato demonizzato dai media italiani. Ma forse è solo un modo per dire sostituito.

Polemiche – Parole in libertà
Patrick Zaki sarebbe dovuto essere uno dei primi ospiti nel nuovo studio di Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio che quest’anno va in onda su Discovery dopo il divorzio tragico dalla Rai, ma poi ha definito Netanyahu un serial killer. A qualche ora dalla sua dichiarazione, Fazio ha parlato di un necessario cambio di scaletta dovuto agli scontri in corso, allontanando in realtà l’ipotesi che le parole dell’attivista abbiano pesato sulla scelta. Chi invece è stata più netta è la sindaca di Brescia Castelletti, che ha revocato l’invito dell’attivista egiziano al Festival della Pace, che va ad aggiungersi all’altrettanto recente esclusione dal Salone del libro di Torino.

Cronaca – Coronavirus
Se le strade della cronaca italiana degli anni Duemila passassero per un crocevia e questo crocevia avesse un nome, sarebbe certamente Fabrizio Corona. Nell’ultima puntata di una vita che diventerà un franchise multimediale – film, serie tv, podcast, fumetti, videogiochi, tutto se ne potrebbe trarre – prodotto probabilmente da lui stesso, Corona è tornato a prendersela con i calciatori, oggetti prediletti della sua poetica scandalistico-ricattatoria. Ma qui ci interessa non tanto la ludopatia di atleti professionisti quanto la morbosa fascinazione che Corona continua a esercitare sul Paese, la sua capacità di essere preso sul serio dal pubblico e dai pubblici ufficiali, dai giornali e dalle Procure. Corona è il re oscuro della cronaca di ogni colore, in parti uguali Frank Underwood di House of Cards, Jep Gambardella della Grande bellezza, Louis Bloom di Nightcrawler, Les di Delirious, Georges Duroy di Bel Ami. Anche se forse il paragone più azzeccato è quello che lui stesso ha scelto per sé: ci sarà pure una ragione se il suo sito ha deciso di chiamarlo Dillingernews.

Tv – Premiata pippa
«Ma non è questo il giorno», diceva Aragorn del Signore degli Anelli, con la voce dell’allora doppiatore Pino Insegno, per ricacciare indietro la paura che attanagliava gli uomini dell’Ovest riuniti davanti al Cancello nero di Mordor per l’ultima battaglia contro l’Oscuro Signore Sauron. Continuando con la citazione, potremmo dire che verrà il giorno in cui capiremo perché uno “showman” la cui carriera televisiva è stata contrassegnata da insuccessi e cancellazioni continui ad avere la possibilità di aggiungere alla già lunga lista altri insuccessi e cancellazioni. E prima o poi verrà il giorno in cui capiremo perché la tv di Stato è l’unico centro per l’impiego funzionante nel Paese e perché il governo italiano sia l’unico navigator capace di trovare lavoro a qualcuno, ancorché esclusivamente nel settore radiotelevisivo. E magari un giorno scopriremo anche perché in un palinsesto televisivo datato 2023 compaiano ancora le parole Mercante in fiera. Ma il game show condotto da Pino Insegno per il momento è confermato, e quindi, evidentemente, «non è questo il giorno».

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