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15:37 mercoledì 22 luglio 2026
Mamdani ha detto che farà tutto ciò che è in suo potere per far arrestare Netanyahu quando andrà a New York a settembre Ha detto anche che lui non ha l'autorità per farlo, ma "sfida" il governo federale, cioè Trump, a eseguire l'arresto.
Per celebrare la memoria di Sam Neill i fan stanno comprando tutte le bottiglie del vino che Sam Neill produceva Two Paddocks, il vino che l'attore produceva in Nuova Zelanda, è passato dal 423° al 5° posto tra i vini più venduti del Paese, un aumento del 1828 per cento.
Un generale iraniano ha detto che l’Iran si bombarderà da solo pur di non farsi invadere e occupare dagli Usa Lo ha dichiarato alla tv di Stato iraniana il generale di brigata Mohammad Akrami-Nia, secondo il quale «questa è la logica della guerra».
Il Comune di Barcellona ha eliminato il bike sharing privato perché le persone abbandonavano sempre le bici in mezzo alla strada e non pagavano mai le multe Spariranno dalle strade 4500 bici delle flotte private. Ma resteranno 8 mila del servizio di bike sharing fornito dal Comune stesso.
Jennifer’s Body è diventato un film cult per la Gen Z ed è per questo che si è deciso di farne un sequel, con le stesse protagoniste dell’originale Le riprese del nuovo capitolo del film del 2009, con Megan Fox e Amanda Seyfried che ritornano ai ruoli di Jennifer e Needy, inizieranno a ottobre.
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.

Di cosa si è parlato questa settimana

Sette giorni di orrore in Medio Oriente e sui nostri social.

di Studio
14 Ottobre 2023

Esteri – Fauda
Nelle prime ore di sabato mattina dei terroristi di Hamas sono entrati nel kibbutz di Be’eri, dando il via a un attacco proseguito per ore e che ha portato all’uccisione di 1200 israeliani. I video e le immagini di civili giustiziati, rapiti, seviziati hanno fatto il giro del mondo. A due giorni dall’attacco, Tel Aviv ha iniziato una controffensiva per annientare Hamas e liberare gli ostaggi israeliani prigionieri nella Striscia. I bombardamenti su Gaza, anche con bombe al fosforo, non si sono fermati da quel momento. La conta delle vittime nemmeno.

Social – Tact Checking
L’attacco di Hamas e la conseguente risposta israeliana di questi giorni ha amplificato una sensazione già diventata fortissima durante la guerra tra Russia e Ucraina e che può essere riassunta così: la democratizzazione dell’informazione con la perdita di autorevolezza dei media ufficiali ha prodotto un disastro culturale di cui non siamo ancora completamente consapevoli. Nello specifico abbiamo passato ore e giorni a discutere dei bambini trucidati nel kibbutz di Kfar Azza, e a polemizzare se fossero o meno stati decapitati (la cosa certissima è che sono stati ammazzati, trucidati, in alcuni casi bruciati). Il fact checking da divano è diventato uno sport come quello dell’allenatore della Nazionale. Vi si cimentano in tanti, anche senza essere giornalisti, con risultati spesso grotteschi. E il problema non è solo che non si capisce più dove sia la “verità”, ma che anche di fronte a verità accertate, cioè ai fatti, spesso si perde completamente di vista il punto.

Tv – Ambasciator che porta pena
Nel caos mediatico di questi giorni di terrore e di guerra, brillano come al solito per assurdità i talk show italiani, incapaci di raccontare, spiegare, in altre parole dare informazioni allo spettatore, ma creando invece la solita commedia dell’arte con maschere e posizioni polarizzate. La maschera di successo di questi giorni e l’ex ambasciatrice, così si definisce, oltre che “writer of fiction” (dal suo profilo social) Elena Basile, nuova voce contro la “verità ufficiale” targata Fatto Quotidiano e già pronta pare a raccogliere l’eredità di Orsini, che infatti si lamenta disperato di avere la carriera distrutta per essere stato demonizzato dai media italiani. Ma forse è solo un modo per dire sostituito.

Polemiche – Parole in libertà
Patrick Zaki sarebbe dovuto essere uno dei primi ospiti nel nuovo studio di Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio che quest’anno va in onda su Discovery dopo il divorzio tragico dalla Rai, ma poi ha definito Netanyahu un serial killer. A qualche ora dalla sua dichiarazione, Fazio ha parlato di un necessario cambio di scaletta dovuto agli scontri in corso, allontanando in realtà l’ipotesi che le parole dell’attivista abbiano pesato sulla scelta. Chi invece è stata più netta è la sindaca di Brescia Castelletti, che ha revocato l’invito dell’attivista egiziano al Festival della Pace, che va ad aggiungersi all’altrettanto recente esclusione dal Salone del libro di Torino.

Cronaca – Coronavirus
Se le strade della cronaca italiana degli anni Duemila passassero per un crocevia e questo crocevia avesse un nome, sarebbe certamente Fabrizio Corona. Nell’ultima puntata di una vita che diventerà un franchise multimediale – film, serie tv, podcast, fumetti, videogiochi, tutto se ne potrebbe trarre – prodotto probabilmente da lui stesso, Corona è tornato a prendersela con i calciatori, oggetti prediletti della sua poetica scandalistico-ricattatoria. Ma qui ci interessa non tanto la ludopatia di atleti professionisti quanto la morbosa fascinazione che Corona continua a esercitare sul Paese, la sua capacità di essere preso sul serio dal pubblico e dai pubblici ufficiali, dai giornali e dalle Procure. Corona è il re oscuro della cronaca di ogni colore, in parti uguali Frank Underwood di House of Cards, Jep Gambardella della Grande bellezza, Louis Bloom di Nightcrawler, Les di Delirious, Georges Duroy di Bel Ami. Anche se forse il paragone più azzeccato è quello che lui stesso ha scelto per sé: ci sarà pure una ragione se il suo sito ha deciso di chiamarlo Dillingernews.

Tv – Premiata pippa
«Ma non è questo il giorno», diceva Aragorn del Signore degli Anelli, con la voce dell’allora doppiatore Pino Insegno, per ricacciare indietro la paura che attanagliava gli uomini dell’Ovest riuniti davanti al Cancello nero di Mordor per l’ultima battaglia contro l’Oscuro Signore Sauron. Continuando con la citazione, potremmo dire che verrà il giorno in cui capiremo perché uno “showman” la cui carriera televisiva è stata contrassegnata da insuccessi e cancellazioni continui ad avere la possibilità di aggiungere alla già lunga lista altri insuccessi e cancellazioni. E prima o poi verrà il giorno in cui capiremo perché la tv di Stato è l’unico centro per l’impiego funzionante nel Paese e perché il governo italiano sia l’unico navigator capace di trovare lavoro a qualcuno, ancorché esclusivamente nel settore radiotelevisivo. E magari un giorno scopriremo anche perché in un palinsesto televisivo datato 2023 compaiano ancora le parole Mercante in fiera. Ma il game show condotto da Pino Insegno per il momento è confermato, e quindi, evidentemente, «non è questo il giorno».

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Il 19 luglio un uomo è morto a Bologna schiacciato dal peso di due agenti, mentre Genova sfilava per i 25 anni del G8. Il 20, piazza Alimonda si è fermata come ogni anno alle 17:27. In mezzo a tutto questo, una storia che si ripete, sempre e comunque e dovunque.

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