Marcia, fa cori contro Erdogan, scappa dalla polizia, tutto vestito da Pikachu. È diventato virale, ovviamente.
Oltre alle bandiere di One Piece, nelle proteste in Usa è spuntato un altro strano simbolo: i costumi gonfiabili da animale
Costumi da rana, da dinosauro, da unicorno: se ne vedono diversi in tutte le città in cui si protesta con Trump e contro l'Ice.
Le proteste che negli ultimi mesi sono esplose in diverse parti del mondo, pur nascendo da motivi differenti, sembrano condividere una simbologia comune. In Nepal, durante le manifestazioni della Gen Z contro il governo, sono comparse le bandiere di One Piece, una scelta quasi naturale se si pensa che l’anime racconta la ribellione di un ragazzo contro un ordine mondiale corrotto. La bandiera con il teschio di One Piece è poi diventata un segno trasversale delle mobilitazioni globali, tanto che è stata avvistata in Marocco a inizio ottobre, in Italia durante le proteste per Gaza, in Francia nei cortei del movimento Bloquons tout e, più di recente, anche in Madagascar. A migliaia di chilometri di distanza, a Portland, in Oregon, anche le proteste contro l’Ice sono diventate riconoscibili per un altro simbolo: il costume gonfiabile da animale. Nelle ultime settimane decine di manifestanti hanno protestato per le strade vestiti da rana, dinosauro o unicorno, in una messa in scena ironica e surreale del dissenso contro i raid dell’Agenzia.
Portland’s frog is our HERO!!! 🐸 Pepper sprayed but still hopping back for more, dancing against ICE overreach with pure joy. No war here, just resistance that’s got everyone smiling. Who’s your fave whimsical warrior? #PortlandFrog #PeacefulProtest #ICE pic.twitter.com/VZkRDAH4ST
— Jose M (@JMLV51) October 12, 2025
I costumi gonfiabili visti a Portland hanno una duplice funzione. Da un lato servono a neutralizzare l’immaginario “di guerra” che accompagna le città presidiate dall’Ice. Dall’altro rendono immediatamente riconoscibile chi sta esercitando la violenza. È un trucco psicologico, come spiega lo streamer Brooks Brown al Washington Post. Se un agente dovesse attaccare un manifestante pacifico vestito da bassotto o da unicorno, «renderebbe evidente chi è il responsabile della violenza», afferma Brown. Così, alla fine della scorsa settimana, Brown e alcuni colleghi hanno fondato Operation Inflation, un’organizzazione che fornisce costumi gonfiabili a chi protesta contro la repressione da parte dell’Ufficio immigrazione e dogane degli Stati Uniti.
Ma quello di Portland non è il primo caso in cui una persona con addosso un costume gonfiabile è diventata simbolo di una manifestazione di protesta. A marzo 2025, in Turchia, migliaia di persone sono scese in strada ad Antalya per protestare contro l’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, accusato di corruzione politica e terrorismo. Tra loro è diventato virale un manifestante ripreso mentre scappava dalla polizia indossando un costume gonfiabile da Pikachu. Tornando all’America, già nel 2017 a Washington alcuni manifestanti travestiti da T-rex avevano sfilato contro la decisione di Trump di tagliare i fondi ai programmi di servizio civile nazionale come AmeriCorps e Peace Corps.
Pikachu was spotted fleeing from the police in Turkey. pic.twitter.com/xyhJN1EMSM
— ÖzgürTürk (@OzgurTurk___) March 27, 2025
Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
«La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.