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05:35 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Cose da dire

Alcune cose che andavano scritte su queste primarie di centrosinistra proprio oggi sono state scritte su Il Post

22 Novembre 2012

Oggi Il Post ha pubblicato un editoriale che dice in modo forte e chiaro gran parte di quello che penso in merito alle primarie del PD. Era anche un endorsement a Renzi, tra parentesi, ma il punto non è solo questo. Il punto è che nell’esplicitare la propria preferenza all’attuale sindaco di Firenze, Il Post ha condotto una delle più nette e intelleggibili analisi di ciò che è in ballo in queste primarie e degli spaccati d’Italia che i vari candidati rappresentano.

Ho in particolare apprezzato il fatto che, pur appoggiando Renzi, Il Post abbia riconosciuto a Vendola di essere il solo ad avere elaborato e proposto un’immagine ben definita del futuro che vorrebbe costruire per l’Italia. Io non la condivido affatto quell’immagine ma esiste pur con i suoi limiti, e lo dico da molti mesi, in barba a chi si è occupato soltanto di deridere le pose e il linguaggio di Nichi.

Questo è quello che scrive Il Post in proposito:

«Al Post pensiamo che Nichi Vendola e Matteo Renzi abbiano invece costruito due visioni strutturate dell’Italia, del futuro e di una parte degli italiani molto chiare e forti, con identità ben definite e percorsi visibili. Le aspirazioni, speranze e soluzioni che rappresentano sono fondate, importanti, e sono una parte del problema da affrontare: le visioni rischiano entrambe di essere l’una esclusiva dell’altra, ma questo rischio è molto maggiore nel caso di vittoria di Vendola, il cui progetto non sembra compatibile con un’idea di crescita e innovazione del paese cara a chi sostiene e voterà Matteo Renzi. Laddove le pur criticate proposte di Renzi hanno invece più chances di garantire prospettive positive per tutti. Aggiungendo, da parte del Post, che non ci sembrano adeguate e affidabili le buone intenzioni di Vendola rispetto alla soluzione dei drammatici problemi economici correnti dell’Italia, e non condividiamo la sua ostilità pregiudiziale nei confronti dell’esperimento Monti (esperimento che ha pure avuto imperdonabili limiti e pavidità

Ancora di più ho apprezzato il coraggio con cui il Post ha scelto di usare delle parole che non lasciano spazio a dubbi su come la pensano riguardo all’eventualità di un governo Bersani a prescindere dagli attributi della persona. Parole che temo, anche se ovviamente non glielo auguro, alieneranno le simpatie di qualche lettore dato il livore con cui si vive la politica da noi. Queste parole:

«Pier Luigi Bersani è un politico capace e una persona corretta. Quello che sembra portare al governo però è un’idea chiara del passato, parziale del presente, incomprensibile del futuro. E quello che sembra voler portare al governo è un’eventuale alleanza con l’UdC e un’eventuale alleanza con Nichi Vendola (di Di Pietro non si parla, né di Grillo: ma se ne tornerà a parlare), di cui conosciamo i molti rischi. Oltre a una squadra che annovera tra gli altri le letture economiche aggressive e retrograde di Stefano Fassina, e le litigiosità rancorose di molti altri giovani dalemiani e bersaniani. Non è il nostro genere: noi auspichiamo che ci si rispetti e si cerchi conciliazione e accordo e intesa, invece della rissa e delle scomuniche. Noi Bersani ministro lo vorremmo. Malgrado la sua appartenenza al team di allenatori perdenti – sulla legge elettorale sta perdendo ancora oggi, ogni giorno – Bersani ci piace, ma non ci piace quasi niente di quello che gli si vede e intravede intorno»

Dopo aver spiegato le ragioni, le speranze per meglio dire, per cui appoggiano Renzi e avere limpidamente enumerato alcune delle riserve (le condivido e ne potrei aggiungere qualcuna) che nutrono riguardo alla sua proposta politica, i redattori del Post fanno il ritratto di chi ritiene che «rimettere in piedi l’Italia e farne prevalere il buono cambiandone il cattivo sia un’impresa difficilissima e forse persino impossibile». Temo di essere tra queste persone e mi trovo talvolta a rimuginare l’idea che il nostro treno per la Storia è uscito dai binari molto tempo fa e che, una volta deragliato, un treno resta tale anche cambiando il macchinista perché non solo i nostri guasti sono ormai troppo congeniti ma, ancora peggio, non riusciamo nemmeno più a vederli come dei guasti; preferiamo chiamarli “tipicità”. Quando mi sento così cinicamente disfattista mi sforzo di leggere i commenti sui siti, su Facebook, su twitter e sui quotidiani di chi si spende ogni giorni perché nulla cambi nell’Uroboro della nostra politica e constato che sono talmente ottusi, pavidi e miopi che anche solo per fare un dispetto ai loro autori… insomma lo avete capito.

P.S. Ovviamente vincerà Bersani perché, come dice appunto Il Post, «gli italiani sono un popolo di invocatori del cambiamento a parole, ma poi quando il cambiamento si manifesta e ha – inevitabilmente: è cambiamento – tratti di diversità da ciò che conoscono, allora lo definiscono inadeguato perché è diverso, appunto».

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