Hype ↓
12:54 martedì 3 marzo 2026
Nonostante la guerra sia scoppiata di sabato, l’organo di sicurezza dell’Unione europea si è riunito di lunedì perché nel fine settimana non lavora nessuno Lo ha annunciato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen con un post su X, diventato un instant classic dei meme sulla burocrazia europea.
L’ex ministro dell’economia greco Yanis Varoufakis verrà processato perché in un podcast ha detto di aver provato l’ecstasy 37 anni fa L'ex ministro delle Finanze è accusato di «promozione e pubblicità di sostanze stupefacenti» e rischia dai 6 mesi ai 10 anni di carcere.
Nell’album di beneficenza Help(2), assieme a tutte le rockband più importanti di quest’epoca, ci saranno anche gli Oasis Nel disco, che esce il 6 marzo, ci sarà anche una loro versione di “Acquiesce” registrata durante uno dei concerti a Wembley del reunion tour.
C’è un videogioco in cui la missione è sopravvivere alla vita da disoccupato Si chiama Unemployment Simulator 2018 e affronta il dolore emotivo e la pressione sociale che derivano dal ritrovarsi improvvisamente disoccupati.
Un fan ha scoperto su internet che Rosalía si è esibita ai Brit Awards su un remix techno di “Berghain” fatto da lui Si chiama Conrdad Taylor, è un producer e dj tedesco che vive a New York e non aveva idea che sarebbe successo.
Zendaya e Tom Holland si sarebbero sposati in segreto ma lo stylist di Zendaya ha spifferato tutto ai giornalisti Lo stylist lo ha rilevato sul red carpet degli Actor Awards, dicendo ai giornalisti colti alla sprovvista dall'annuncio: «Ve lo siete persi».
I prezzi dei voli sui jet privati stanno aumentando a dismisura a causa dei ricchi bloccati negli aeroporti del Medio Oriente che cercano di scappare Prima della guerra tra Iran e Usa e Israele il costo di un volo privato da Riyad all'Europa oscillava tra 50 e 80 mila dollari, ora è arrivato a 350 mila.
Scritto con Ottessa Moshfegh, interpretato da Josh O’Connor, Saoirse Ronan e Jessie Buckley: il nuovo film di Alice Rohrwacher è già uno dei più attesi dell’anno Ad aprile la regista inizierà le riprese dell'adattamento di The Three Incestuous Sisters, fiaba gotica scritta e illustrata da Audrey Niffenegger.

Corviale, le Vele, lo Zen

28 Giugno 2011

Di cosa si tratta: Il Corviale, le Vele e lo Zen sono tre complessi/strutture /quartieri residenziali di edilizia popolare che si trovano rispettivamente a Roma, Napoli e Palermo, edificati a cavallo tra anni ’60 e ’70 sotto l’egida di I.A.C.P. (Istituto Autonomo Case Popolari) secondo principi architettonici/urbanistici ispirati a Le Corbusier, al Neorealismo Architettonico, al Razionalismo Italiano, al Brutalismo e al Macrostrutturalismo.

Cos’erano Ieri: Una scommessa contro quelli che, in un’intervista dell’epoca, Mario Fiorentino architetto responsabile di Corviale, definiva “gli schemi super testati che l’edilizia pubblica in Italia ha accettato”. Rispetto a essi, Corviale rappresentava “la strada della sperimentazione”; un approccio semi-inedito, per il nostro paese, all’architettura e all’urbanistica, una fusione delle due discipline in un’unica “macchina per abitare”: l’edificio/città, l’alveare residenziale strutturato a partire da singole unità abitative sul modello de “les unitès d’habitation” di Le Corbusier: le cellule fondamentali di un organismo pluricellulare estensibile all’infinito delle necessità urbanistiche e abitative. Fu – o almeno lo voglio immaginare – con entusiasmo sincero e un armamentario di buone intenzioni che alcuni protagonisti del dibattito architettonico/urbanistico italiano a cavallo tra ’50 e ’60, raccolsero queste idee e le introdussero nel nostro paese, per dare risposte innovative al problema dell’edilizia civile prodotto dal boom demografico di quegli anni.

Fu così che – nelle periferie di diverse città italiane – spuntarono una serie di enclavi residenziali indipendenti, dotate di servizi autonomi (uffici comunali, Usl, negozi) integrati all’interno di un unico spazio edificato. Nelle intenzioni dei loro “demiurghi”, questi complessi avrebbero dato alloggio al maggior numero di famiglie possibile, garantendo contemporaneamente condizioni di vita dignitose ed efficienti in un contesto edilizio “predisposto” ad agevolarne l’inserimento.  Tra queste enclavi, le più celebri restano il Serpentone di un km ininterrotto di cemento armato costruito a Corviale (1972), gli edifici (oggi ne sono sopravvissute solo due) a forma di “Vela” di Scampia (1962 – 1975) e il quartiere ZEN (acronimo di Zona Espansione Nord) di Palermo (1969). Testimoniano di una scommessa – compiuta all’epoca della loro costruzione – più simile a un atto di fede che a un’utopia, sono i figli di una concezione dell’ “abitare come movimento eroico (…) che avrebbe fatto prevalere gli interessi collettivi su quelli privati” come scrive Franco Purini a proposito dell’idea di architettura che aveva Mario Fiorentini.

Cosa sono Oggi: A 40 anni dalla loro costruzione, Corviale, le Vele e lo Zen sono le vestigia residue di una macroscopica distopia: l’edilizia civile nostrana calata dall’alto cielo di principii nati e funzionati altrove (i modelli erano quartieri/costruzioni francesi e svedesi). Secondo alcuni, tra cui Massimiliano Fuksas, andrebbero abbattute immediatamente. Secondo altri – come l’australo-greco Salingaros – rappresentano archivi di idee che meritano il beneficio della bonifica. In attesa di scoprire che ne sarà di loro, per il momento sono complessi residenziali entrati nella leggenda del degrado sociale e dell’incuria di Stato; memorie della storica distanza tra politica e territorio in Italia. Distanza qui è quasi sinonimo di assenza.

Consegnate chiavi in mano da architetti visionari a gestori disinteressati, rapidamente si sono trasformate in circoscrizioni di crimine ed emarginazione, famigerate anche fuori dei nostri confini, e per questo immortalate da fotografi, scrittori e registi come accade a certe favela. È il caso in particolare delle Vele, ormai note a tutti per essere state il set di Gomorra (divenuto quasi un sinonimo di Scampia, dove la disoccupazione raggiunge il 75%).

Un’altra cosa che mi colpisce di Corviale, le Vele e lo Zen è che sembrano (sembrano!) rivelare fin dai loro nomi una densità problematica, quasi un destino: una suggestione che si verifica a volte con la toponomastica dei luoghi di guerra o di grandi tragedie. La loro grande tragedia (che è insieme anche il loro fascino) è quella di essersi trasformate in cattedrali postapocalittiche; mostruosi concistori di cemento dove, in ogni istante, si riaffermano – in forma di autoevidenza – le ragioni per cui le teorie (da sole) non salveranno il mondo; tombe delle migliori intenzioni finite a muri scrostati, vetri frantumati e armature di ferro a vista.

Ma, forse più di tutto, essi gettano un luce di tetraggine sull’arroganza fondamentale e sul versante osceno della grande architettura, ben riassunto da questa frase di Rem Koolhass: “fare in modo che il mondo accetti visioni che esso non vuole, costruendole”.

Nell’immagine, il Corviale, via corviale.it

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero