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20:53 sabato 21 marzo 2026
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Il Coronavirus e l’economia del mondo

Tra big tech, compagnie aeree e automobilistiche, una serie di articoli per comprendere le conseguenze (non buone) dell’epidemia sui mercati finanziari globali.

22 Febbraio 2020

Jerome H. Powell non è stato l’unico a predirlo. A due giorni di distanza, gli ha fatto eco anche Paolo Gentiloni, presentando le Previsioni economiche d’inverno per la prima volta dal nuovo incarico a Bruxelles. «L’impatto dell’emergenza Coronavirus sull’economia cinese si estenderà anche su quella globale», aveva detto il presidente della Fed. E da quell’11 febbraio, dalla sua intervista sul New York Times, i costi in termini di vita e di spesa sono solo peggiorati. Mentre in Cina sale ancora il bilancio dei morti per Coronavirus e dei contagi – rispettivamente oltre 1.880 e oltre 72 mila – e in Italia nuove persone sono risultate positive al Covid 19, l’economia globale, e non più solo quella del Paese paralizzato dalla quarantena, ha iniziato a soffrire l’impatto che l’epidemia sta avendo nei settori più diversi, con gravi ripercussioni sulla ristorazione, sulle compagnie aeree, automobilistiche e sulle big tech.

Se Apple ha dichiarato che non riuscirà a raggiungere l’obiettivo di fatturato trimestrale a causa delle forniture di iPhone temporaneamente limitate, è notizia del 21 febbraio che le conseguenze del virus sull’industria automobilistica in Cina stiano assumendo dimensioni preoccupanti, a causa anche del blocco imposto dal Governo centrale alla riapertura delle fabbriche nella regione dello Hubei (si stima un calo delle immatricolazioni del 92 per cento solo nei primi 16 giorni di febbraio). Non soltanto in Cina, non solo Paesi limitrofi, ma un mondo che dall’Oriente trae prodotti finiti e quei componenti necessari per la realizzazione del “made in…”. Tra effetti a catena sui mercati finanziari e investimenti più deboli, una serie di articoli per comprendere perché, come è emerso dalle ricerche della società di consulenza Oxford Economics, «se il virus continuasse a diffondersi oltre l’Asia, diventando una pandemia globale, il Pil mondiale avrebbe un calo pari a più di 1 miliardo di dollari. Come se perdessimo l’intera produzione annuale dell’Indonesia».

The coronavirus is already hurting the world economy. Here’s why it could get really scaryCnn
Per comprendere la ragione della forza d’impatto del Coronavirus sulle economie mondiali, e non solo su quella cinese, la Cnn adduce, tra i motivi principali, il fenomeno della globalizzazione, che ha incoraggiato le aziende a costruire vere e proprie catene di approvvigionamento di materiali che attraversano i confini nazionali: rendendo le economie molto più interconnesse. Ed è per questa ragione che, a livello economico, il Coronavirus sta causando molti più problemi rispetto alla Sars del 2003.

Coronavirus is starting to hit Big Tech’s bottom lineVox
Tra i riflessi economici dell’epidemia, sia a livello di export verso la Cina sia a livello di approvvigionamento di prodotti finiti, vi sono i danni alle big tech quali Apple e Samsung. Si pensi infatti che essendo l’iPhone prodotto negli stabilimenti della Foxconn a Shenzhen, così come le linee premium di Samsung e di altri marchi, da qualche settimana i colossi hanno rivelato una temporanea scarsità di forniture. Come misura precauzionale poi, la stessa Apple aveva deciso di chiudere tutti gli uffici e gli store sul suolo cinese almeno fino al 9 febbraio.

Coronavirus to cost global airlines nearly $30bn this year – business liveThe Guardian
Come scrive il Guardian, riportando i dati dell’International Air Transport Association, l’impatto del Coronavirus infliggerà un duro colpo anche alle compagnie aeree, che hanno registrato un calo di passeggeri nella regione Asia-Pacifico del 13 per cento. Secondo i calcoli diffusi dall’associazione del trasporto aereo infatti, le perdite saranno grandissime: per un totale di quasi 30 miliardi di dollari.

Secondo l’International Civil Aviation Organisation, a causa del nuovo Coronavirus almeno 70 compagnie aeree nel mondo hanno bloccato tutti i voli da e per la Cina, mentre altre 50 li hanno fortemente limitati. Come conseguenza di queste misure preventive, il turismo del lusso negli aeroporti e nei department store in Europa, Asia e Nord America, dove i cinesi sono i principali clienti, ha subito un forte rallentamento: secondo gli analisti interpellati da Business of Fashion ha toccato quasi il – 60 per cento nelle ultime tre settimane e inciderà sui bilanci dei grandi marchi e delle conglomerate della moda.

How Will The Coronavirus Impact General Motors?Forbes
Mentre la Cina registra un crollo delle vendite di auto del 92 per cento, l’intervista realizzata da Forbes a Razat Gaurav, Ceo di Llamasoft che si occupa di gestire le catene di distribuzione a vantaggio delle aziende, illumina circa i motivi in cui rintracciare i rapporti tra Coronavirus e l’industria automobilistica. «Per fare un’auto occorrono 30 mila parti, molte delle quali sono realizzate in Cina», aveva risposto Gaurav. «Tutto subirà un rallentamento. Senza contare che ci sono case automobilistiche che utilizzano specialmente componenti cinesi». Tra queste, anche Jaguar Land Rover.

Coronavirus rumors are hurting Chinatowns around the worldQuartz
«Fuori dalla AA Bakery and Cafe nella Chinatown di San Francisco, spesso c’erano file di clienti fuori dalla porta. Eppure, il pettegolezzo per cui un suo dipendente avrebbe contratto il Coronavirus, ha inviato i potenziali clienti a non andarci più». Si tratta di uno dei molti casi, come sottolinea Quartz, per cui il Coronavirus (vero o presunto che sia) è stato causa di incassi inferiori o mancati da parte dei ristoratori cinesi. All’Hwa Yuan di New York, un raffinato ristorante che offre piatti della provincia di Sichuan, gli affari durante lo scorso fine settimana sono diminuiti del 40 per cento. «Ed è una cosa che sta accadendo in tutto il mondo. Sia in Italia che a Londra, in cui i ristoranti della – un tempo – frequentatissima Chinatown sono ora prevalentemente vuoti».

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