Esteri ↓
14:57 lunedì 12 gennaio 2026
Pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet via Starlink, il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.

La Corea del Nord sta combattendo il Covid con tè e acqua salata

20 Maggio 2022

Lo scorso 12 maggio il coronavirus è arrivato in Corea del Nord, con circa due anni di ritardo rispetto a tutto il resto del mondo. Stando a quanto riportavano in quei giorni i media nordcoreani, le autorità sanitarie avrebbero individuato nella capitale Pyongyang un focolaio piuttosto grande, diverse persone infettate dalla variante Omicron del SARS-CoV-2. Nei giorni successivi a questa scoperta, il governo di Kim Jong-un ha imposto un durissimo lockdown nel tentativo di arginare la diffusione del virus, ma nonostante questa decisione la curva epidemiologica è salita velocemente e nel Paese si è arrivati a registrare fino a 350 mila nuovi positivi in una sola giornata.

Adesso, la Corea del Nord si trova nella difficile situazione di provare a limitare i danni senza però poter fare affidamento sui principali strumenti che nel resto del mondo sono stati impiegati contro il Covid-19: farmaci antivirali e vaccini (la Corea del Nord negli scorsi mesi ha rifiutato tre milioni di dosi di vaccino offerte dalla Cina nell’ambito del progetto Covax, e all’offerta di aiuti arrivata dalla Corea del Sud Kim Jong-un non si è nemmeno disturbato di rispondere). Nel 2020, infatti, Kim ha deciso di chiudere le frontiere del Paese, rifiutando anche qualsiasi aiuto offerto dall’estero. Adesso, nel momento dell’emergenza, la televisione di Stato cerca di tranquillizzare la popolazione offrendo consigli di natura medico-sanitaria: stando a quanto riporta la Bbci media nordcoreani starebbero consigliando di curare questa “febbre” usando la medicina tradizionale.

Bevande calde come il té e altri infusi per affievolire il bruciore alla gola e far passare la tosse: gargarismi quotidiani con acqua salata, che una coppia intervistata dalla tv di Stato nordcoreana ha proposto come antisettico casereccio;  Ibuprofene, amoxicillina e altri antibiotici, indicati come soluzione giusta per i dolori muscolari, i mal di testa e la febbre. Queste le armi con le quali, in questo momento, la Corea del Nord sta combattendo contro la sua prima ondata di coronavirus. Una situazione tanto più preoccupante se si considera che il sistema sanitario del Paese è stato definito dall’Oms «non conforme agli standard ritenuti minimi dall’Organizzazione mondiale della sanità».

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