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05:00 domenica 15 febbraio 2026
Sull’isola di Epstein c’era un Pokestop di Pokemon Go ma non si sa chi è stato a metterlo lì E probabilmente non lo sapremo mai, visto che lo sviluppatore del gioco Niantic nel frattempo lo ha rimosso.
Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica» Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.
È scoppiato un grosso scandalo attorno al più famoso e lussuoso ristorante del mondo, il Noma di Copenaghen Un ex dipendente sta raccogliendo e pubblicando decine di accuse nei confronti dello chef René Redzepi: si va dagli abusi psicologici alla violenza fisica.
Per il suo centenario, E/O ripubblicherà tutta l’opera di Christa Wolf con le copertine degli anni Ottanta Si comincia il 9 aprile con la riedizione di Cassandra.
James Blake presenterà il suo nuovo disco con una listening session gratuita in Triennale Milano Trying Times, questo il titolo del disco, esce il 13 marzo. Con questo evento in Triennale, Blake lo presenta per la prima volta al pubblico.
Gisele Pelicot ha scritto un memoir in cui racconta tutto quello che ha passato dal giorno in cui ha scoperto le violenze del suo ex marito Il libro uscirà in contemporanea in 22 Paesi il 19 febbraio. In Italia sarà edito da Rizzoli e tradotto da Bérénice Capatti.
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.

La Corea del Nord sta combattendo il Covid con tè e acqua salata

20 Maggio 2022

Lo scorso 12 maggio il coronavirus è arrivato in Corea del Nord, con circa due anni di ritardo rispetto a tutto il resto del mondo. Stando a quanto riportavano in quei giorni i media nordcoreani, le autorità sanitarie avrebbero individuato nella capitale Pyongyang un focolaio piuttosto grande, diverse persone infettate dalla variante Omicron del SARS-CoV-2. Nei giorni successivi a questa scoperta, il governo di Kim Jong-un ha imposto un durissimo lockdown nel tentativo di arginare la diffusione del virus, ma nonostante questa decisione la curva epidemiologica è salita velocemente e nel Paese si è arrivati a registrare fino a 350 mila nuovi positivi in una sola giornata.

Adesso, la Corea del Nord si trova nella difficile situazione di provare a limitare i danni senza però poter fare affidamento sui principali strumenti che nel resto del mondo sono stati impiegati contro il Covid-19: farmaci antivirali e vaccini (la Corea del Nord negli scorsi mesi ha rifiutato tre milioni di dosi di vaccino offerte dalla Cina nell’ambito del progetto Covax, e all’offerta di aiuti arrivata dalla Corea del Sud Kim Jong-un non si è nemmeno disturbato di rispondere). Nel 2020, infatti, Kim ha deciso di chiudere le frontiere del Paese, rifiutando anche qualsiasi aiuto offerto dall’estero. Adesso, nel momento dell’emergenza, la televisione di Stato cerca di tranquillizzare la popolazione offrendo consigli di natura medico-sanitaria: stando a quanto riporta la Bbci media nordcoreani starebbero consigliando di curare questa “febbre” usando la medicina tradizionale.

Bevande calde come il té e altri infusi per affievolire il bruciore alla gola e far passare la tosse: gargarismi quotidiani con acqua salata, che una coppia intervistata dalla tv di Stato nordcoreana ha proposto come antisettico casereccio;  Ibuprofene, amoxicillina e altri antibiotici, indicati come soluzione giusta per i dolori muscolari, i mal di testa e la febbre. Queste le armi con le quali, in questo momento, la Corea del Nord sta combattendo contro la sua prima ondata di coronavirus. Una situazione tanto più preoccupante se si considera che il sistema sanitario del Paese è stato definito dall’Oms «non conforme agli standard ritenuti minimi dall’Organizzazione mondiale della sanità».

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