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Alla Cop29 la delegazione più numerosa è quella dei lobbisti dell’industria dei carburanti fossili

15 Novembre 2024

Si capisce perché un nutrito gruppo di politici, attivisti e scienziati (tra questi ci sono l’ex segretario delle Nazioni Uniti Ban Ki-moon, l’ex Presidente irlandese Mary Robinson; l’ex Segretaria delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici Christiana Figueres; l’ecologo Johan Rockström) ha scritto una lettera all’Onu per dire che la Cop non è più né il luogo né lo strumento giusto per affrontare la crisi climatica. E in effetti, la Cop è ormai quel posto, quell’evento in cui si contano più lobbisti dell’industria dei carburanti fossili che delegati dei Paesi partecipanti. Secondo quanto riporta il Guardian, quest’anno alla Conferenza sul clima, che si tiene a Baku, in Azerbaijan, fino al 22 novembre, partecipano 1773 rappresentati di aziende del carbone, del petrolio e del gas.

Quasi nessuna delegazione dei Paesi che partecipano conta così tante persone. Solo tre possono dire di poter affrontare i lobbisti ad armi pari: quella dell’Azerbaijan, Paese ospitante, del Brasile (che la Conferenza la ospiterà l’anno prossimo) e la Turchia. Nel caso dell’Azerbaijan, si potrebbe dire che i numeri della sua delegazione sarebbe meglio aggiungerli a quelli dei lobbisti: pochi giorni prima dell’inizio della Cop, infatti, il ministro dell’Energia del Paese è stato ripreso mentre faceva da “facilitatore” nelle trattative tra il suo governo e diverse industrie del settore petrolifero. Ad aggravare una situazione che appare già disperata, un altro dato: le dieci nazioni esposte ai maggiori rischi causati dalla crisi climatica, messe assieme, hanno portato alla Cop soltanto 1033 delegati, circa 100 a testa.

E ancora: bisogna anche considerare il fatto che ci sono Paesi che hanno dei lobbisti come membri delle loro delegazioni. In quella giapponese c’è un rappresentate dell’azienda Sumitomo (carbone), il Canada ha portato in Azerbaijan dirigenti di Suncor e Tourmaline, e anche l’Italia ha invitato come parte della sua delegazione rappresentanti di Eni ed Enel. Il record, però, in questa specialità è del Regno Unito: ben 20 lobbisti in delegazione.

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