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Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

Cesare Cremonini, per fortuna

È uscito “Poetica”, nuovo singolo di Cesare Cremonini, fratello maggiore di una generazione, ma adesso con la maturità anche molto di più.

06 Novembre 2017

Si dà il caso che la generazione che in questo momento sta affrontando la crisi dei trent’anni sia la stessa che nel glorioso 1999 si affacciava alla pubertà e con buona probabilità possedeva una copia di Squérez, primo e unico album – come Never mind the bollocks per i Sex Pistols – dei Lunapop, che vendette un milione e mezzo di copie. Forse è per questo che quando venerdì scorso è uscito “Poetica”, il nuovo singolo di Cesare Cremonini – che in effetti è una bella ballata al pianoforte asciutta che arriva dritta e compatta senza inutili sovrastrutture ma si regge su una melodia che francamente non si fa fatica a immaginare interpretata da Mina – molti di noi hanno perso la testa, gridando al capolavoro.

Abbiamo esagerato, ma se è vero che dopo i trent’anni si smette di ricercare e ascoltare nuova musica, deve per forza esserci anche una massiccia dose di nostalgia e riconoscenza verso chi ha scritto “Qualcosa di grande”, ovvero la risposta millennial a “La canzone del sole” (da «Dove sei stata, cosa hai fatto mai? Cosa vuol dir sono una donna ormai?» a «Cos’è successo? Sei cambiata, non sei più la stessa cosa, o sei ancora quella che è cresciuta insieme a me?»).

Per molti di noi Cesare Cremonini è stato una guida spirituale in tempi di millennium bug, quando ci si chiedeva «cosa mi aspetto dal domani?», un fratello maggiore che può anche sbagliare – vedi la passione per i Queen con tanto di tatuaggio un po’ tamarro dedicato a Freddie Mercury – ma che in quanto fratello maggiore ha affrontato prima di noi i nodi cruciali dei patemi d’amore in tutti i passaggi della vita e ci ha impartito lezioni di educazione sentimentale molto di più che un Frédéric Moreau. Grazie a lui sapevamo già come orientarci quando ci hanno «lasciato con un messaggio», o quando c’erano «le tue scarpe ancora qua».

Un po’ piacione, un po’ romanticone, neanche particolarmente belloccio, il suo ruolo all’interno del panorama musicale italiano è molto meno scontato di quanto potrebbe apparire. A tutti gli effetti Cremonini è l’anello di congiunzione tra l’indie-pop italiano (che infatti lo scimmiotta, vedi Calcutta o TheGiornalisti) e che però, per quanto sia smarcato – in maniera più o meno consapevole e strategica – dall’indie stesso, non riesce ad essere davvero pop con credibilità (proprio perché ancora impantanato in un suo complesso di auto-legittimazione e sfasatura estetica rispetto a ciò che non è più o pretende di non essere), tantomeno davvero “mainstream”, e i soliti giganti che ogni anno vuoi o non vuoi sono in cima alle classifiche di vendite (Tiziano Ferro, Jovanotti, Ligabue, Laura Pausini e compagnia bella).

Ma Cremonini, da fratello maggiore, deve fare i conti non soltanto con i suoi fratelli minori, ma anche con tutta quella strana filiazione parentale di zii giovani e simpatici, cugini rimasti un po’ fuori dal tempo, amici scoppiati dei genitori, che cercano ancora un loro posto nel mondo perché l’oblio non se lo augura nessuno, e possono farlo solo affidandosi al grande collante delle nuove generazioni: un’ambizione di futuro che passa per il recupero nostalgico. Se gli 883 e Luca Carboni si sono giocati proprio così la loro seconda chance, e uno come Vasco Rossi non ha mai avuto niente da dimostrare a nessuno e continuerà a giocarsi le sue carte fino alla tomba, Cremonini – più che un erede di tutti quelli che l’hanno preceduto – prova a capire cosa funzioni ancora nel loro codice genetico: una mascolinità esibita ma ipersensibile? Un essere nerd, ribelli e sentimentali? La ricerca di una felicità possibile, sempre in bilico tra la storiella estiva e i grandi amori perduti?

Ancora non lo sappiamo, ma per il momento il nostro caro fratello maggiore sembra aver raggiunto una certa maturità musicale e sentimentale, che ci lascia ben sperare sia per la nuova stagione della canzone italiana che per il futuro delle nostre relazioni, che forse sarebbe il caso di rendere un po’ più stabili durante questa crisi dei trent’anni nella quale «navighiamo nel buio», e allora bisogna impegnarci di più, bisogna guardarsi negli occhi e dirci: «se lo sai che non è finita abbracciami, troveremo un modo anche quando poi saremo stanchi, questa vita ci ha sorriso, e lo sai». Se ce lo dice Cremonini, noi ci fidiamo.

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