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19:13 martedì 10 febbraio 2026
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.
A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.
Per i brand di moda, farsi pubblicità durante il Super Bowl non è mai stato così importante Spot che sembrano corti cinematografici, collaborazioni e persino sfilate: il pubblico del Super Bowl sta cambiando – anche grazie a Taylor Swift – e la moda prende nota.

Esattamente 20 anni fa usciva ‘…Baby One More Time’

23 Ottobre 2018

Esattamente vent’anni fa veniva lanciata in radio per la prima volta “…Baby One More Time” di Britney Spears: era il 23 ottobre del 1998. Pochi giorni dopo, stava al primo posto della classifica delle canzoni più ascoltate al mondo, posizione dove sarebbe rimasta a lungo. Ancora oggi resta un classico dei tardi anni Novanta: al perché una scanzonata canzonetta pop sia diventata un classico irresistibile ha dato una spiegazione Lucy Jones sull’Independent.

Il fascino da Lolita della giovanissima Spears, che all’epoca non aveva ancora compiuto 17 anni, ha senz’altro avuto il suo peso. La sua “baby voice”, così diversa dalla sua vera voce, era perfetta per il brano: «un segno distintivo e immediatamente riconoscibile fin dal primo verso». Britney è brava a comunicare il lato emotivo di un testo, anche il più scontato. Eppure, scrive Jones, il merito dei milioni di dollari guadagnati da ‘…Baby One More Time’ è tutto di Max Martin, compositore e autore dei testi.

Martin è uno svedese cresciuto ascoltando Elton John e Vivaldi, aveva studiato musica alla scuola pubblica ed era stato il frontman di una band sconosciuta ai più. Un genio del pop i cui testi hanno riempito gli album di gruppi simbolo degli anni ’90 come i Backstreet Boys e i Westlife and Robyn. Ancora oggi scrive e compone per varie star del pop, incluse Katy Perry e Taylor Swift. Proprio grazie a ‘…Baby One More Time’ che Martin è diventato il compositore multimilionario che è oggi: la melodia gli è venuta in mente in piena notte e che l’ha registrata ancora in dormiveglia. Tratto distintivo di Martin, sottolinea la Jones, è «prendere un frammento melodico e ripeterlo dappertutto. Il che dà un senso di familiarità e sai immediatamente, nel giro di due secondi, di quale canzone si tratta».

Teorie affermano che Martin usi una formula matematica per comporre: un ritornello nei primi 50 secondi e poi non più di tre o quattro accordi per l’intera traccia. Da sole però tecnica e matematica non bastano, quel che rende Max Martin un genio, continua la Jones, è la sua capacità di immaginare con precisione il modo in cui una canzone debba essere cantata. Come ha raccontato lo storico di musica John Seabrook nel suo libro The Song Machine: Inside the Hit Factory, dopo aver ascoltato la demo di Martin ci si rende conto che «la versione dello svedese suona esattamente come quella della Spears». In altre parole, Britney, Katy Perry, Taylor Swift per cui lui scrive e compone non fanno altro che cover delle registrazioni originali di Max Martin.

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