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15:16 venerdì 12 giugno 2026
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.

I bagagli smarriti sono ancora un problema per le compagnie aeree

05 Giugno 2019

Per chi viaggia in aereo, la paura di perdere il bagaglio è ancora giustificata. Nonostante le nuove tecnologie di tracciamento, le compagnie fanno ancora fatica a garantire che la valigia giusta arrivi alla giusta destinazione. E a perdersi per strada sono quasi 25 milioni di valigie all’anno scrive la Bbc. Con costi di recupero alti per le compagnie e disagi sempre in vista per i passeggeri. Qual è il problema? Innanzitutto è una questione di quantità: parliamo di circa 4 miliardi e mezzo di bagagli che ogni anno volano in tutto il mondo.

La buona notizia, però, è che le cose stanno migliorando. Secondo le stime di SITA, un provider internazionale di IT, il numero totale dei bagagli persi si è quasi dimezzato, rispetto ai 46 milioni del 2007, nonostante il numero dei passeggeri sia quasi raddoppiato. La cattiva notizia, invece, è che le attese per i passeggeri sono ancora tante. La compagnia aerea statunitense Delta, ad esempio, dichiara di riuscire a gestire perfettamente il 99% dei bagagli. E così altre compagnie, che utilizzano un sistema di monitoraggio con radiofrequenza e scansione delle etichette. Ma perché non si riescono a gestire gli altri 25 milioni di bagagli? Secondo SITA, spesso sono gli stessi passeggeri a portarsi a casa la valigia sbagliata. A volte, invece, dipende da una gestione disomogenea. Ognuno fa a modo suo insomma: «il sistema è troppo complesso».

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