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21:31 venerdì 3 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
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Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto

Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

03 Aprile 2026

Quella tra i sistemi di smaltimento dei rifiuti umani e gli Stati Uniti sembra essere una storia infinita. Dopo gli enormi problemi ai sistemi di scarico della portaerei americana Gerald Ford (13 miliardi di dollari) che l’hanno costretta ad una sosta tecnica a Creta durante l’attraversata del Mediterraneo in direzione Iran, anche la navicella Orion, della missione Artemis II, in rotta verso la Luna in questi giorni, ha avuto problemi con la toilette.

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Mentre si trovavano in orbita attorno alla Terra, l’equipaggio di Artemis II ha contattato il team di missione a terra segnalando un guasto del sistema di controllo della toilette, lo Universal Waste Management System. L’UWMS utilizza un sistema di aspirazione con flussi d’aria in grado di risucchiare in fretta i bisogni fisiologici degli astronauti, un po’ come quello inventato da Howard Wolowitz nell’episodio “La turbolenza del polpettone” di The Big Bang Theory. Per accedervi, i quattro astronauti devono calarsi (o issarsi a seconda della posizione, vista l’assenza di gravità), attraverso una porta che si trova sul pavimento (o sul soffitto, sempre per la stessa ragione di prima), accanto al portello che gli astronauti utilizzano per entrare nel veicolo spaziale. In ogni caso, il problema è stato risolto da remoto di Mission Control in poche ore grazie alle indicazioni da remoto e all’intuito idraulico dell’astronauta Cristina Koch, che non a caso si è orgogliosamente definita «l’idraulica spaziale». «Felici di confermare che il bagno è tornato operativo. Consigliamo però di lasciare che il sistema raggiunga la velocità ottimale prima di donare i fluidi (perdonate la brutta espressione, ma è difficile tradurre l’originale donating fluid, ndr) e poi lasciarlo in funziona ancora un po’ dopo la donazione», questo il messaggio dato dalla Terra dopo la conferma dell’avvenuta riparazione.

Come scrive il New York Times, questa è la prima volta che viene installata una vera e propria toilette in una missione nello spazio. Le missioni Apollo, che hanno portato gli astronauti sulla Luna negli anni ’60 e ’70, non disponevano né di una toilette né di un’area bagno dedicata: gli equipaggi utilizzavano sacchetti per la raccolta dei rifiuti durante il viaggio verso la Luna. Questi sacchetti venivano poi lasciati sulla superficie lunare per ridurre la massa e il rischio di contaminazione durante il viaggio di ritorno sulla Terra. Quindi sì, sulla Luna non abbiamo ancora idea di come andare ad abitarci ma abbiamo già trovato il modo di sporcarla. 

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