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19:34 lunedì 16 marzo 2026
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.
Agli Oscar due film hanno vinto lo stesso premio e così molte persone hanno scoperto che agli Oscar si può pareggiare e che è già successo sette volte in passato È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
In Voce Triennale arriva Equinozio, tre giorni e tre notti di concerti, performance e talk per festeggiare l’inizio della primavera Da venerdì 20 a domenica 22 marzo «una lunga e leggera progressione di danze», come l'ha definita il curatore Carlo Antonelli.
Macron ha usato una canzone dei Justice come colonna sonora del video in cui presenta il nuovo arsenale nucleare francese Il post è stato successivamente modificato per rimuovere la canzone, lasciando solo le parole nette del Presidente sull’invincibilità delle armi nucleari francesi.
Il siparietto tra Anna Wintour e Anne Hathaway sul palco degli Oscar è la miglior trovata della campagna promozionale del Diavolo veste Prada 2 Non c'è ancora la certezza matematica della sua partecipazione al sequel, ma sul palco degli Oscar di ieri si è molto immedesimata nel ruolo di Miranda Priestly.
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
Il “No to War and Free Palestine” di Javier Bardem è diventato il momento più rivisto e commentato di questi Oscar L'attore è salito sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles per presentare il premio al Miglior film internazionale. Ma prima ha voluto lanciare un messaggio.
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.

L’assedio a Apple

Oggi esce Moto X, con cui Google vuole invadere il campo dell'iPhone (che avrà una sua versione "cheap"). Scontri e convergenze tra titani.

01 Agosto 2013

C’era una volta “Mac contro Pc”, epica battaglia resa celebre da una serie di spot Apple in cui il primo – magro, alto e belloccio – dialogava empatico col secondo – sovrappeso, poco a suo agio e sudaticcio. Era una dialettica identitaria, basata su due ideologie che tutto contenevano e tutto potevano spiegare: mondi diversi in cui ognuno poteva identificarsi, una cortina di ferro tecnologica e culturale – e per i veri renegade c’era sempre l’isola felice e open source di Linux.

Oggi, in un panorama in cui il personal computer è stato messo in disparte a causa dell’avanzata del mobile (smartphone e tablet), il ring è occupato da due nuove superpotenze: da una parte ancora Apple con il suo iOS, sistema operativo per iPhone e iPad, dall’altra Android, il sistema mobile di Google. Ma le parti recitate dagli attori sono simili: Apple si concentra su prodotti esclusivi, costosi e “chiusi” (l’azienda produce hardware e software, non si trova iOS in un telefono che non sia iPhone, per esempio); Android è invece liquido, utilizzato da moltissime aziende, in grado di coprire così un ampio range di mercato, come faceva Windows ai tempi della guerra tra Mac e Pc.

Il sorpasso c’è stato, ed è stato brutale: rimane un problema, quello degli utenti. Gran parte del dilagare di Android è legato essenzialmente ai prezzi più bassi di quelli di Cupertino

Secondo una ricerca dello scorso marzo Android avrebbe conquistato il 74,4% del mercato degli smartphone nel solo primo trimestre del 2013 (un anno fa era al 56,9%) mentre Apple sarebbe scesa nello stesso periodo dal 22,5% al 18,2%. Il sorpasso c’è stato, ed è stato brutale: rimane un problema, quello degli utenti. Gran parte del dilagare di Android è legato essenzialmente ai prezzi più bassi di quelli di Cupertino. Garantendo una copertura dal livello “bassissimo” al “medio-alto” (si pensi al diorama di prodotti Samsung, tutti con sistema operativo di Google), Android vince facile in quantità. Ma non basta. I consumatori più ricchi continuano a preferire Apple, come dimostra una ricerca dell’istituto Pew: il 40% degli utenti con reddito annuo superiore ai 75 mila dollari sceglie la Mela, e “solo” il 31% opta per Android.

Secondo Dan Nosowitz di Popular Science, quindi, «è giunto il momento di gentrificare Android». L’appello sfrutta un termine del gergo urbanistico per suggerire una maggiore diversificazione e un “riordine” del sovraffollato ecosistema. Una “riqualifica” del territorio che, secondo l’autore, spetta alla categoria degli utenti «ricchi», la cui migrazione potrebbe far promuovere il robottino verde. Nosowitz forse pecca di elitarismo citando il solo fattore economico ma di certo l’avanzata di Google sarebbe incompleta senza un cavallo di battaglia nella gamma alta del mercato.

Il nuovo iOS7 è palesemente ispirato al design piatto di sistemi come quello Windows e Android, una mossa che è suonata come un’ammissione d’arretratezza rispetto alla concorrenza

Sappiamo com’è finita la sfida epica tra Mac e Pc: il primo si è imposto e ha creato nuovi mercati con la triade iPod-iPhone-iPad mentre il secondo è tramontato (quanto all’alleanza Windows-Nokia, non sta andando alla grande e anche l’azienda finlandese comincia a lamentarsi dell’andazzo); il destino del nuovo duello mobile è invece più incerto. Apple non è più l’Ettore inscalfibile d’un tempo: il nuovo iOS7 è palesemente ispirato al design piatto di sistemi come quello Windows e Android, una mossa che è suonata come un’ammissione d’arretratezza rispetto alla concorrenza. Nel frattempo continuano a emergere nuove terribili notizie sulla condizione dei lavoratori cinesi per conto di Cupertino, che non giovano di certo all’immagine della Mela orfana di Steve Jobs, che comincia a perdere terreno nei confronti della concorrenza anche nel campo dei tablet, dove il nuovo Nexus 7 di Google è stato accolto molto positivamente (secondo il prestigioso sito The Verge è «la nuova risposta di default alla domanda “che tablet mi dovrei comprare?”»).

Un assedio. E non un assedio qualsiasi: quello di un’alleanza tra Google, azienda che non ha certo bisogno di presentazioni, e Samsung, la più grande produttrice d’elettronica di consumo del mondo. In un altro punto della mappa di questa Westeros tecnologica, intanto, Facebook, il più grande social network del mondo con più di un miliardo di utenti, punta a raggiungere il prossimo miliardo di iscritti con i dumbphone, cellulari poco potenti e costosi, ottimi per le esigenze delle nazioni in via di sviluppo.

La Grande G è “scesa in campo” per partecipare al gioco e vincerlo, possibilmente, visto che ha annunciato un investimento di 500 milioni di dollari per promuovere il suo Moto X

Il vero avversario da sconfiggere è però Google: è Google la proprietaria di Android, è Google ad aver acquistato Motorola (che oggi, primo agosto, presenterà a New York il nuovo Moto X col quale mira a conquistare proprio la fascia alta del mercato), è Google a vantare un’aura cool e di qualità seconda forse solo a quella di Apple. Samsung è invece l’enorme produttore che tutto progetta e costruisce – dalle lavastoviglie ai mezzi militari – ma che non è ancora riuscito a farsi bello. Il Samsung Galaxy, per esempio, ha ancora un involucro di plastica, un materiale che non fa giustizia alla qualità generale dello smartphone. Guardando altrove, però, non mancano macchine Android in grado di sfidare Apple anche esteticamente, come Nexus 4 o Htc One.

Non è solo un assedio, quindi. È anche una strana convergenza: da una parte Apple, da leader del lusso, sta preparando un “cheap iPhone”, una versione economica del suo classico, convergendo dall’alto al basso; dall’altra Google prepara l’invasione del regno fondato da Jobs. Due traiettorie opposte per il dominio del mercato.
E a proposito di pubblicità, con le quali avevamo cominciato: la Grande G è “scesa in campo” per partecipare al gioco desiderosa di vincerlo, visto che ha annunciato un investimento di 500 milioni di dollari per promuovere il suo Moto X con una massiccia campagna pubblicitaria che si prevede molto emozionale e patriottica, focalizzata sul prodotto «disegnato, progettato e costruito interamente negli Stati Uniti». Come a dire: a che servono le reti anti-suicidio della Foxconn quando si è Google?

La nuova guerra per il dominio del nostro io smanettone rimane ovviamente aperta ma una cosa è certa: il ragazzo cool che si presentava dicendo “I Am a Mac” sicuro di uscire vincitore oggi è un po’ più sudaticcio e impacciato, e deve vedersela con nemici meno goffi dei Pc.

Immagine: un grafico che rappresenta la frammentazione del sistema operativo Android nei 11.868 prodotti diversi presenti nel mercato Usa (OpenSignal)

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