Polemiche ↓
14:17 venerdì 10 aprile 2026
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.

L’assedio a Apple

Oggi esce Moto X, con cui Google vuole invadere il campo dell'iPhone (che avrà una sua versione "cheap"). Scontri e convergenze tra titani.

01 Agosto 2013

C’era una volta “Mac contro Pc”, epica battaglia resa celebre da una serie di spot Apple in cui il primo – magro, alto e belloccio – dialogava empatico col secondo – sovrappeso, poco a suo agio e sudaticcio. Era una dialettica identitaria, basata su due ideologie che tutto contenevano e tutto potevano spiegare: mondi diversi in cui ognuno poteva identificarsi, una cortina di ferro tecnologica e culturale – e per i veri renegade c’era sempre l’isola felice e open source di Linux.

Oggi, in un panorama in cui il personal computer è stato messo in disparte a causa dell’avanzata del mobile (smartphone e tablet), il ring è occupato da due nuove superpotenze: da una parte ancora Apple con il suo iOS, sistema operativo per iPhone e iPad, dall’altra Android, il sistema mobile di Google. Ma le parti recitate dagli attori sono simili: Apple si concentra su prodotti esclusivi, costosi e “chiusi” (l’azienda produce hardware e software, non si trova iOS in un telefono che non sia iPhone, per esempio); Android è invece liquido, utilizzato da moltissime aziende, in grado di coprire così un ampio range di mercato, come faceva Windows ai tempi della guerra tra Mac e Pc.

Il sorpasso c’è stato, ed è stato brutale: rimane un problema, quello degli utenti. Gran parte del dilagare di Android è legato essenzialmente ai prezzi più bassi di quelli di Cupertino

Secondo una ricerca dello scorso marzo Android avrebbe conquistato il 74,4% del mercato degli smartphone nel solo primo trimestre del 2013 (un anno fa era al 56,9%) mentre Apple sarebbe scesa nello stesso periodo dal 22,5% al 18,2%. Il sorpasso c’è stato, ed è stato brutale: rimane un problema, quello degli utenti. Gran parte del dilagare di Android è legato essenzialmente ai prezzi più bassi di quelli di Cupertino. Garantendo una copertura dal livello “bassissimo” al “medio-alto” (si pensi al diorama di prodotti Samsung, tutti con sistema operativo di Google), Android vince facile in quantità. Ma non basta. I consumatori più ricchi continuano a preferire Apple, come dimostra una ricerca dell’istituto Pew: il 40% degli utenti con reddito annuo superiore ai 75 mila dollari sceglie la Mela, e “solo” il 31% opta per Android.

Secondo Dan Nosowitz di Popular Science, quindi, «è giunto il momento di gentrificare Android». L’appello sfrutta un termine del gergo urbanistico per suggerire una maggiore diversificazione e un “riordine” del sovraffollato ecosistema. Una “riqualifica” del territorio che, secondo l’autore, spetta alla categoria degli utenti «ricchi», la cui migrazione potrebbe far promuovere il robottino verde. Nosowitz forse pecca di elitarismo citando il solo fattore economico ma di certo l’avanzata di Google sarebbe incompleta senza un cavallo di battaglia nella gamma alta del mercato.

Il nuovo iOS7 è palesemente ispirato al design piatto di sistemi come quello Windows e Android, una mossa che è suonata come un’ammissione d’arretratezza rispetto alla concorrenza

Sappiamo com’è finita la sfida epica tra Mac e Pc: il primo si è imposto e ha creato nuovi mercati con la triade iPod-iPhone-iPad mentre il secondo è tramontato (quanto all’alleanza Windows-Nokia, non sta andando alla grande e anche l’azienda finlandese comincia a lamentarsi dell’andazzo); il destino del nuovo duello mobile è invece più incerto. Apple non è più l’Ettore inscalfibile d’un tempo: il nuovo iOS7 è palesemente ispirato al design piatto di sistemi come quello Windows e Android, una mossa che è suonata come un’ammissione d’arretratezza rispetto alla concorrenza. Nel frattempo continuano a emergere nuove terribili notizie sulla condizione dei lavoratori cinesi per conto di Cupertino, che non giovano di certo all’immagine della Mela orfana di Steve Jobs, che comincia a perdere terreno nei confronti della concorrenza anche nel campo dei tablet, dove il nuovo Nexus 7 di Google è stato accolto molto positivamente (secondo il prestigioso sito The Verge è «la nuova risposta di default alla domanda “che tablet mi dovrei comprare?”»).

Un assedio. E non un assedio qualsiasi: quello di un’alleanza tra Google, azienda che non ha certo bisogno di presentazioni, e Samsung, la più grande produttrice d’elettronica di consumo del mondo. In un altro punto della mappa di questa Westeros tecnologica, intanto, Facebook, il più grande social network del mondo con più di un miliardo di utenti, punta a raggiungere il prossimo miliardo di iscritti con i dumbphone, cellulari poco potenti e costosi, ottimi per le esigenze delle nazioni in via di sviluppo.

La Grande G è “scesa in campo” per partecipare al gioco e vincerlo, possibilmente, visto che ha annunciato un investimento di 500 milioni di dollari per promuovere il suo Moto X

Il vero avversario da sconfiggere è però Google: è Google la proprietaria di Android, è Google ad aver acquistato Motorola (che oggi, primo agosto, presenterà a New York il nuovo Moto X col quale mira a conquistare proprio la fascia alta del mercato), è Google a vantare un’aura cool e di qualità seconda forse solo a quella di Apple. Samsung è invece l’enorme produttore che tutto progetta e costruisce – dalle lavastoviglie ai mezzi militari – ma che non è ancora riuscito a farsi bello. Il Samsung Galaxy, per esempio, ha ancora un involucro di plastica, un materiale che non fa giustizia alla qualità generale dello smartphone. Guardando altrove, però, non mancano macchine Android in grado di sfidare Apple anche esteticamente, come Nexus 4 o Htc One.

Non è solo un assedio, quindi. È anche una strana convergenza: da una parte Apple, da leader del lusso, sta preparando un “cheap iPhone”, una versione economica del suo classico, convergendo dall’alto al basso; dall’altra Google prepara l’invasione del regno fondato da Jobs. Due traiettorie opposte per il dominio del mercato.
E a proposito di pubblicità, con le quali avevamo cominciato: la Grande G è “scesa in campo” per partecipare al gioco desiderosa di vincerlo, visto che ha annunciato un investimento di 500 milioni di dollari per promuovere il suo Moto X con una massiccia campagna pubblicitaria che si prevede molto emozionale e patriottica, focalizzata sul prodotto «disegnato, progettato e costruito interamente negli Stati Uniti». Come a dire: a che servono le reti anti-suicidio della Foxconn quando si è Google?

La nuova guerra per il dominio del nostro io smanettone rimane ovviamente aperta ma una cosa è certa: il ragazzo cool che si presentava dicendo “I Am a Mac” sicuro di uscire vincitore oggi è un po’ più sudaticcio e impacciato, e deve vedersela con nemici meno goffi dei Pc.

Immagine: un grafico che rappresenta la frammentazione del sistema operativo Android nei 11.868 prodotti diversi presenti nel mercato Usa (OpenSignal)

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