La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
Apple Music ha rivelato la musica che si ascolta nelle città del mondo
Nel disperato tentativo di rispondere in qualche modo alle apprezzatissime classifiche di Spotify, Apple Music ha introdotto delle playlist che presentano le prime 25 canzoni in più di 100 città in tutto il mondo. Le classifiche sono disposte in base al nome delle città, in ordine alfabetico, e verranno aggiornate quotidianamente. Se siete abbonati a Apple Music potete trovarle nella sezione Sfoglia dell’app, se non siete abbonati potete consultarle online, qui. Secondo Input Magazine, sono noiose. Salvo poche eccezioni, le classifiche di tutto il mondo sono dominate da Justin Bieber. Si scopre che tutte le persone del pianeta ascoltano più o meno stesse cose: Lil Nas X, SZA, The Weeknd e Taylor Swift. Ma la parte interessante sta proprio nelle eccezioni: per capirlo basta curiosare nelle classifiche di Bangkok, Honolulu o Istanbul in cerca di canzoni sconosciute. Pensate ad esempio che chiunque, nel mondo, curiosando in quelle di Milano e Roma, potrà scoprire “Buongiorno vita” di Ultimo, al primo posto in entrambe le città.
La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.