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18:05 martedì 10 marzo 2026
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.

Anche le celebrità scrivono brutte poesie

07 Marzo 2017

«Se hai diciassette anni sai tutto, ma se ne hai ventisette e sai ancora tutto, vuol dire che sei rimasto a quando ne avevi diciassette». Questa citazione di Ray Bradbury compare in un bel pezzo pubblicato su LitHub firmato da Philippa Snow e intitolato “Il fascino adolescenziale delle brutte poesie scritte dalle celebrità”. «Come molti adolescenti», si legge, «le celebrità alle volte producono arte bruttissima e terribilmente seria. Qualche volta questa arte brutta è brutta poesia». Si cita qualche caso, a partire da Lindsay Lohan e dai suoi versi scritti su Instagram; una poesia, commenta Snow, «in parte sull’Isis, in parte sul disagio e l’agitazione di Lindsay Lohan stessa».

Sometimes I hear the voice of the one I loved the most
but in this world we live in of terror
who I am to be the girl who is scared and hurt
when most things that happen I cannot explain
I try to understand
when I’m sitting in bed at 3am
so I can’t sleep, I roll over
I can’t think and my body becomes cold
I immediately feel older . . .
then I realise, at least I am in a bed
I am still alive
so what can really be said?
just go on to bed and close the blinds
still and so on, I cannot help but want to fix all of these idle isis minds
because,
there has to be something I can figure out
rather than living in a world of fear and doubt
they now shoot, we used to shout
if only I can keep trying to fix it all
I would keep the world loving and small
I would share my smiles
and give too many kisses

Chiosa ironicamente l’autrice dell’articolo: «Quando si dice “le celebrità sono proprio come noi”, qualche volta è vero, o sarebbe meglio dire “sono come eravamo”». La seconda citazione la conquista Kristen Stewart con una poesia dall’originale titolo “Il mio cuore è una palla da wiffle/Asta della libertà” (il wiffle è uno sport simile al baseball che si gioca con una palla di plastica tutta traforata).

I reared digital moonlight
You read its clock, scrawled neon across that black
Kismetly . . . ubiquitously crest fallen
Thrown down to strafe your foothills
. . . I’ll suck the bones pretty.

Your nature perforated the abrasive organ pumps
Spray painted everything known to man
Stream rushed through and all out into
Something Whilst the crackling stare down sun snuck
Through our windows boarded up
He hit your flint face and it sparked.

And I bellowed and you parked
We reached Marfa
One honest day up on this freedom pole
Devils not done digging
He’s speaking in tongues all along the pan handle
And this pining erosion is getting dust in

My eyes
And I’m drunk on your morsels
And so I look down the line
Your every twitch hand drum salute
Salutes mine.

«Una poesia», sostiene Philippa Snow, «che come la Stewart è introspettiva e lunatica. Come lei ha qualcosa di indie, anticonformista e sincopato». Anche James Franco viene descritto come una specie di adolescente perpetuo, vista la sua ossessione per lo studio, l’università, la scuola. «Il suo problema non è necessariamente che l’arte che produce è cattiva, piuttosto che uno può diventare una prima scelta di Hollywood, posare come modello per Gucci e desiderare ancora di essere qualcosa di diverso». E, continua la Snow, anche il fatto che «sembra ogni volta dirci: “Non mi importa se pensi che sono pretenzioso perché a me interessano le cose profonde”, che è un atteggiamento profondamente adolescenziale». Uno dei suoi “lavori” più strani resta il poema augurale per la presidenza Obama del 2012.

Asheville is the place where the Black Mountain College once stood
And helped birth Rauschenberg, Twombly and Johns,
Cage and Cunningham; now I think it’s a Young Men’s Christian Association.
On the wall of the Grove Park, they have pictures of the famous guests;

I’m not up there, but Obama is. I was asked to write something

For the inauguration of his second term, but what could I write?
I was in Asheville, studying writing, but not the political sort;
I write confessions and characters, and that sort of thing.

I wrote my friend Frank about what I could do, but he was unresponsive.
I went to class and then the little burrito place where they know me,
And finally at night I got Frank’s email on my phone and pulled over
On the side of Warren Wilson Road, past the school barn with the WWC–

«Posso dire con certezza», conclude l’autrice dell’articolo, «che andrei a mangiare a un burrito, ma con altrettanta certezza non posso dire che questo testo sia una poesia, sebbene gli a capo sembrerebbero confermarlo».

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