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09:33 venerdì 11 settembre 2026
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.

Anche le celebrità scrivono brutte poesie

07 Marzo 2017

«Se hai diciassette anni sai tutto, ma se ne hai ventisette e sai ancora tutto, vuol dire che sei rimasto a quando ne avevi diciassette». Questa citazione di Ray Bradbury compare in un bel pezzo pubblicato su LitHub firmato da Philippa Snow e intitolato “Il fascino adolescenziale delle brutte poesie scritte dalle celebrità”. «Come molti adolescenti», si legge, «le celebrità alle volte producono arte bruttissima e terribilmente seria. Qualche volta questa arte brutta è brutta poesia». Si cita qualche caso, a partire da Lindsay Lohan e dai suoi versi scritti su Instagram; una poesia, commenta Snow, «in parte sull’Isis, in parte sul disagio e l’agitazione di Lindsay Lohan stessa».

Sometimes I hear the voice of the one I loved the most
but in this world we live in of terror
who I am to be the girl who is scared and hurt
when most things that happen I cannot explain
I try to understand
when I’m sitting in bed at 3am
so I can’t sleep, I roll over
I can’t think and my body becomes cold
I immediately feel older . . .
then I realise, at least I am in a bed
I am still alive
so what can really be said?
just go on to bed and close the blinds
still and so on, I cannot help but want to fix all of these idle isis minds
because,
there has to be something I can figure out
rather than living in a world of fear and doubt
they now shoot, we used to shout
if only I can keep trying to fix it all
I would keep the world loving and small
I would share my smiles
and give too many kisses

Chiosa ironicamente l’autrice dell’articolo: «Quando si dice “le celebrità sono proprio come noi”, qualche volta è vero, o sarebbe meglio dire “sono come eravamo”». La seconda citazione la conquista Kristen Stewart con una poesia dall’originale titolo “Il mio cuore è una palla da wiffle/Asta della libertà” (il wiffle è uno sport simile al baseball che si gioca con una palla di plastica tutta traforata).

I reared digital moonlight
You read its clock, scrawled neon across that black
Kismetly . . . ubiquitously crest fallen
Thrown down to strafe your foothills
. . . I’ll suck the bones pretty.

Your nature perforated the abrasive organ pumps
Spray painted everything known to man
Stream rushed through and all out into
Something Whilst the crackling stare down sun snuck
Through our windows boarded up
He hit your flint face and it sparked.

And I bellowed and you parked
We reached Marfa
One honest day up on this freedom pole
Devils not done digging
He’s speaking in tongues all along the pan handle
And this pining erosion is getting dust in

My eyes
And I’m drunk on your morsels
And so I look down the line
Your every twitch hand drum salute
Salutes mine.

«Una poesia», sostiene Philippa Snow, «che come la Stewart è introspettiva e lunatica. Come lei ha qualcosa di indie, anticonformista e sincopato». Anche James Franco viene descritto come una specie di adolescente perpetuo, vista la sua ossessione per lo studio, l’università, la scuola. «Il suo problema non è necessariamente che l’arte che produce è cattiva, piuttosto che uno può diventare una prima scelta di Hollywood, posare come modello per Gucci e desiderare ancora di essere qualcosa di diverso». E, continua la Snow, anche il fatto che «sembra ogni volta dirci: “Non mi importa se pensi che sono pretenzioso perché a me interessano le cose profonde”, che è un atteggiamento profondamente adolescenziale». Uno dei suoi “lavori” più strani resta il poema augurale per la presidenza Obama del 2012.

Asheville is the place where the Black Mountain College once stood
And helped birth Rauschenberg, Twombly and Johns,
Cage and Cunningham; now I think it’s a Young Men’s Christian Association.
On the wall of the Grove Park, they have pictures of the famous guests;

I’m not up there, but Obama is. I was asked to write something

For the inauguration of his second term, but what could I write?
I was in Asheville, studying writing, but not the political sort;
I write confessions and characters, and that sort of thing.

I wrote my friend Frank about what I could do, but he was unresponsive.
I went to class and then the little burrito place where they know me,
And finally at night I got Frank’s email on my phone and pulled over
On the side of Warren Wilson Road, past the school barn with the WWC–

«Posso dire con certezza», conclude l’autrice dell’articolo, «che andrei a mangiare a un burrito, ma con altrettanta certezza non posso dire che questo testo sia una poesia, sebbene gli a capo sembrerebbero confermarlo».

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