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16:53 giovedì 22 gennaio 2026
È uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che oltre a riunire un gruppo di band e artisti strepitoso vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.
Metà delle città più popolose del mondo sono a rischio siccità perché consumano più acqua di quanta ne abbiano L’analisi mostra livelli critici di stress idrico in molte metropoli. In Italia Roma, Napoli e l'intera Sicilia sono già in fascia rossa.
Sinners è diventato il film con più candidature agli Oscar di tutti i tempi Sono 16 le nomination per i vampiri di Ryan Coogler: mai così tante per un film nella quasi centenaria storia degli Academy Awards.
L’ultima sfilata di Jonathan Anderson per Dior è ispirata (anche) a Mk.Gee Il polistrumentista del New Jersey ha anche fornito la colonna sonora allo show, con due brani presi dal suo album del 2024, Two star & the Dream Police
Trump dice che a Davos sono tutti entusiasti del suo accordo sulla Groenlandia, ma in realtà a Davos nessuno sembra saperne niente Il Presidente sostiene di aver avuto tutto quello che chiedeva, ma per il momento i suoi colleghi sembrano non avere idea di cosa stia dicendo.
Una ragazza a Los Angeles ha fatto causa ai social per averle causato una “tossicodipendenza” dall’algoritmo K.G.M, 19 anni, sostiene che Instagram, TikTok, YouTube e Snapchat le abbiano causato gravi problemi e vuole chiamare a processo tutti i loro Ceo.
Il nuovo film di Tom Ford, Cry to Heaven, sarà girato tutto in Italia, tra Roma e Caserta Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.
È stato indetto in Italia il primo sciopero generale dei meme per protestare contro un mondo ormai troppo assurdo anche per i meme Un giorno intero senza meme, perché a cosa servono questi in una realtà che è diventata più estrema pure della sua caricatura?

America 2012

Raccontare il grande show americano fra elezioni e crisi; ecco di cosa parla la nostra nuova cover story

10 Gennaio 2012

Ecco finalmente il nuovo numero di Studio, da oggi in edicola.
In copertina una bandiera americana. Perché?

Innanzitutto le primarie repubblicane appena iniziate in Iowa e New Hampshire, dove si vota stasera, che dovranno scegliere l’anti Obama.
Christian Rocca, titolare del blog Camilloblog.it ed editorialista e inviato per Il Sole 24 Ore (seguite le sue cronache e i suoi live tweet per un aggiornamento elettorale costante dagli Stati Uniti), ci presenta Mitt Romney, il candidato inevitabile, il grande favorito della lunga corsa repubblicana, e ci spiega perché per gli altri concorrenti le possibilità di vittoria sono prossime allo zero, a meno che a un certo punto non si palesi un salvatore, un (improbabile) candidato che possa mettere tutti d’accordo, come il direttore del Weekly Standard Bill Kristol ha ipotizzato in una conversazione con lo stesso Rocca sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa.

Nei giorni in cui Rocca scriveva, il ruolo di anti-Romney era ricoperto da Newt Gingrich; prima era capitato a Herman Cain, poi, dopo il vecchio Newt, è toccato a Ron Paul e Rick Santorum. Questa girandola non fa che confermare la tesi di Christian Rocca e di molti altri analisti: è Mitt l’uomo da battere, anche se non scalda i cuori degli elettori del Grand Old Party. Sul numero spieghiamo perché.
Ma Rocca, nel pezzo che apre la storia di copertina, va oltre l’attualità della corsa repubblicana e ci racconta il perché della spettacolarità del meccanismo elettorale a stelle e strisce, spesso bollato come “baraccone” e portatore di meri interessi lobbistici, secondo una visione un po’ snob e limitata che spesso si ha da questa parte dell’oceano. Ecco cosa scrive il titolare di Camillo nella sua analisi esclusiva per Studio:

La selezione dal basso dei candidati attraverso le primarie completa una sofisticata architettura istituzionale che nella sua storia non ha conosciuto degenerazioni politiche, ideologiche e morali paragonabili a quelle nostrane (avete presente che cosa ha passato l’Europa negli ultimi duecento anni?). La stagione delle primarie in fondo è la nostra primavera occidentale, un modello di organizzazione del consenso allo stesso tempo professionale e rustico, scientificamente programmato e autenticamente genuino, centrato su spot televisivi e su strette di mano, su innovativi modelli econometrici e sul vecchio ma sempre valido porta a porta.

Ma quali elementi potrebbero scalfire l’andamento del corso elettorale? Due su tutti, uno più diretto, l’evoluzione del movimenti di Occupy Wall Street, e uno più indiretto, le conseguenze forti della crisi economica e finanziaria. In due pezzi di contorno a quello principale trattiamo entrambi i temi: i possibili sviluppi di OWS nel 2012 e il suo intreccio con le elezioni, e l’origine della crisi finanziaria raccontata attraverso un bel film che purtroppo rischiamo di non vedere nelle sale italiane, “Margin Call”.

A chiudere la storia di copertina un pezzo di società prima che di sport; un racconto storico e analitico del livello di importanza spettacolare e simbolica che hanno raggiunto in America un evento come il Super Bowl e uno sport come il Football americano. Scrive Cesare Alemanni:

…Un piccolo aneddoto emblematico da cui partire per raccontare l’enorme spazio che, negli ultimi 50 anni, il football professionistico americano ha occupato nell’immaginario collettivo, nello spettacolo, nella cultura e nell’economia del paese in cui è nato e da cui non si è mai allontanato: gli Stati Uniti. Uno spazio talmente vasto che oggi il football professionistico si è guadagnato l’appellativo di America’s Game. Ma non è sempre stato così…

Tutta la storia di copertina è illustrata con un portfolio di Boogie, fotografo serbo trapiantato a New York, che per anni ha ritratto bandiere a stelle e strisce, in tutte le forme. L’effetto che fanno viste vicine tutte insieme ve lo gustate su Studio.


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