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01:14 mercoledì 8 aprile 2026
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.
L’Unicef ha pubblicato una guida per aiutare i genitori a spiegare la guerra ai bambini La guida spiega come parlarne ai più piccoli non "isolandoli" dalle notizie, ma aiutandoli a capire la situazione, in base alla loro età.
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».

Secondo il Washington Post, Amazon avrebbe finanziato delle organizzazioni no-vax

16 Dicembre 2021

Tra le tante cose che fa Amazon c’è anche la beneficenza. L’azienda di Jeff Bezos ha costruito negli anni un vero e proprio “charity program”, si chiama AmazonSmile e funziona così: dagli acquisti effettuati sulla piattaforma, Amazon prende uno 0.5 per cento e lo dona a una serie di organizzazioni non profit accuratamente selezionate. Tutto bello, si dirà: considerando il volume di affari di Amazon, lo 0.5 per cento sulle transazioni effettuate sono tantissimi soldi che vanno a sostegno di giuste cause e ad aiutare brave persone. Tra queste brave persone, secondo quanto riportato da inchieste di Popular Information e Washington Post (quotidiano di proprietà di Jeff Bezos) ci sarebbero anche una dozzina (almeno) di organizzazioni impegnate in campagne contro la vaccinazione anti-Covid19.

Le cifre di queste donazioni non sarebbero altissime, ma la gravità della notizia prescinde la quantità di denaro ricevuto da queste organizzazioni no-vax: «Al di là dei soldi, il fatto è grave perché così è come se Amazon stesse esprimendo un endorsement a favore di questi gruppi», ha detto Peter Hotez, rettore della National School of Tropical Medicine del Baylor College of Medicine. Nel 2020 AmazonSmile ha donato in beneficenza più di 60 milioni di dollari e, da quello che si è scoperto finora, solo una piccola parte sono finiti nelle casse di questi gruppi no-vax. Il National Vaccine Information Center avrebbe ricevuto, in diversi anni, circa 41mila dollari, per esempio. Diecimila dollari, invece, nel 2020 sarebbero andati al Children Health’s Defense, presieduto da Robert F. Kennedy Jr., noto per le sue posizioni antivacciniste (nelle scorse settimane ha anche partecipato a una manifestazione no-vax qui in Italia).

Come detto da Hotez, il punto non è la quantità di denaro. Il punto è che il fatto stesso che queste organizzazioni siano state incluse nel programma AmazonSmile pare una palese violazione delle regole del programma stesso: chiunque voglia ricevere beneficenza da Amazon non deve «partecipare, sostenere, incoraggiare o promuovere… attività che siano illegali, ingannevoli o fuorvianti». Gli hate groups e le organizzazioni terroristiche non possono (ovviamente) iscriversi al programma. Eppure, AmazonSmile è già finito in mezzo alle polemiche, in passato, per aver finanziato organizzazioni anti-Lgbtq+. In generale, Amazon sembra avere un rapporto controverso con tutto ciò che riguarda gruppi e posizioni antivacciniste: in molti, infatti, hanno criticato l’azienda di Bezos perché permette sulla sua piattaforma la vendita di libri che negano l’esistenza della pandemia e che promuovono complottismi sui vaccini, di merchandise no-vax e di prodotti spacciati per medicine anti-Covid.

«Rispettiamo il desiderio dei nostri clienti di avere a disposizione diversi punti di vista sulla questione, ed è per questo che continuiamo a mettere a loro disposizione certi libri, ed è sempre per questo che queste organizzazioni (quelle che fanno campagne contro il vaccino, ndr) sono incluse tra quelle alle quali i nostri clienti possono scegliere di donare attraverso AmazonSmile», questo il commento dell’azienda sulla questione.

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